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Jannik Sinner, la teoria di Gramellini: "Qualcosa si è spento dentro. E forse Flavia Pennetta..." | Collector
Jannik Sinner, la teoria di Gramellini:
Quotidiano Libero

Jannik Sinner, la teoria di Gramellini: "Qualcosa si è spento dentro. E forse Flavia Pennetta..."

Il crollo di Jannik Sinner al Roland Garros , quel male misterioso che lo ha condotto a una impensabile sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo , continua a riempire il dibattito televisivo. Se ne parla anche a In altre parole , il programma in onda su La7. E ne parla proprio Massimo Gramellini , il conduttore che in passato criticò aspramente il ragazzo di San Candido per la residenza a Montecarlo. Ne parla con la " Buonanotte ", la consueta lettera con cui chiude la puntata , in cui si spende in riflessioni sul male oscuro di Jannik. Gramellini ripercorre una lunga serie di episodi che, negli ultimi due anni, hanno segnato il cammino del numero 1. Un filo rosso che il giornalista sintetizza con un'immagine evocativa: "Caro Jannik, se chiudo gli occhi ti vedo con una racchetta in mano e una spada di Damocle sopra la testa". Da Wimbledon 2024 agli Australian Open, passando per Cincinnati, Shanghai e Roma, Gramellini ricorda i momenti in cui Sinner si è ritrovato improvvisamente senza energie , tra sudorazione, tremori, crampi e affaticamenti inspiegabili. Episodi che, rimarca il conduttore, si sono manifestati più volte nel corso della sua carriera recente. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47954800]] Il punto di arrivo di questo racconto è proprio la sconfitta di Parigi. Secondo Gramellini, il problema non è stato tecnico né legato alla qualità del gioco : "Non hai perso perché hai giocato male, hai perso perché arrivato a un game da una facilissima vittoria ti sei piegato improvvisamente su te stesso". Da qui la riflessione conclusiva. Per il giornalista, a tradire il campione azzurro sarebbe stato qualcosa di sfuggente, che ancora non è stato individuato: " Qualcosa si è spento dentro . Qualcosa provocato dalle alte temperature, e la carnagione chiara e i capelli rossi non aiutano ad affrontare un mezzogiorno di fuoco, ma cosa sia esattamente questo qualcosa nessuno lo sa". Forse un attacco di panico, ricorda Gramellini evocando una vecchia frase di Flavia Pennetta . In ogni caso, proprio questa fragilità per Gramellini rende la storia del "rosso" ancora più affascinante. " La tua precarietà se da un lato ci preoccupa, dall'altra aggiunge fascino alla tua epopea ". "Il tuo essere rimasto comunque in campo ti rende un campione e un uomo completo. Non sarai invincibile, ma resti irraggiungibile", conclude Gramellini. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47951151]]

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