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La Cina espelle l’ennesima giornalista occidentale. La verità è solo del Partito | Collector
La Cina espelle l’ennesima giornalista occidentale. La verità è solo del Partito
Il Foglio

La Cina espelle l’ennesima giornalista occidentale. La verità è solo del Partito

A febbraio la Repubblica popolare cinese ha espulso Vivian Wang, corrispondente da Pechino del New York Times e una delle giornaliste occidentali più autorevoli e note in Cina. Il motivo? Un’intervista al presidente taiwanese Lai Ching-te, pubblicata dal quotidiano a dicembre e condotta dal giornalista Andrew Ross Sorkin, a cui Wang non aveva partecipato. In realtà, secondo quanto riportato dal New York Times, da parecchio tempo funzionari cinesi si lamentavano di Vivian Wang, perché aveva continuato a fare il suo lavoro nonostante le limitazioni della libertà giornalistica in Cina, con reportage sulla censura, sulla quotidianità post-Covid e su argomenti sensibili per la leadership di Pechino. Il quotidiano aveva deciso di non rendere nota la sua espulsione perché stava lavorando per far tornare nella capitale cinese Wang insieme con i reporter che hanno seguito la visita di Donald Trump in Cina, ma la diplomazia non è servita. Come risposta non ufficiale, il dipartimento di stato americano nei giorni scorsi ha revocato il visto a un giornalista cinese dell’agenzia statale Xinhua, considerata da Washington un organo di propaganda del Partito comunista cinese. L’articolo del New York Times sulla notizia dice che “sebbene il presidente Trump non sia considerato un paladino della libertà di stampa e abbia cercato di instaurare rapporti amichevoli con Xi, il segretario di stato Marco Rubio è da tempo un critico del sistema politico cinese”. Pechino controlla sempre di più l’informazione esterna cacciando i giornalisti occidentali troppo attenti ai veri temi – quelli che si occupano di panda e di cibo sono sempre bene accetti – e riscopre la libertà di stampa solo quando è funzionale alla sua agenda: il Global Times, organo di propaganda del Partito, ha scritto un articolo indignatissimo dopo che alla conferenza Shangri-La Dialogue di Singapore il ministro della Difesa Giapponese Shinjiro Koizumi non ha risposto a una sua domanda. La domanda era: quando la premier Takaichi ritratterà le sue dichiarazioni su Taiwan?

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