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Il Foglio

La Chiesa tedesca: "Se AfD vince, la libertà religiosa sarà un ricordo"

Roma. Potrebbe essere una delle più piccole diocesi cattoliche tedesche, quella di Magdeburgo, l’epicentro dell’annunciato scontro tra la Chiesa e Alternative für Deutschland. In occasione della scorsa Quaresima, il vescovo mons. Gerhard Feige , settantaquattrenne e in carica da ben ventuno anni, aveva scritto una lettera pastorale – poi fatta leggere in tutte le parrocchie – dai contenuti incontrovertibili: “Se la bozza dell’AfD per un possibile programma di governo dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt venisse presa sul serio, allora la democrazia liberale e il pluralismo, la libertà religiosa come la conosciamo e la tolleranza, sarebbero un ricordo del passato” . Il presule aggiungeva che “le persone non sono ancora immuni dalle tentazioni e perciò sono vulnerabili alla seduzione e alla manipolazione. Questo era evidente durante la dittatura hitleriana e nell’epoca della Ddr e, in modo inquietante, è di nuovo vero oggi”. In Sassonia-Anhalt si voterà a settembre e i sondaggi concordano nel prevedere l’affermazione dell’AfD come prima forza politica davanti alla Cdu. Da qui l’appello a porre l’attenzione “sui nostri valori cristiani. Resistiamo a ogni forma di estremismo e populismo, a tutte le tendenze nazionaliste e xenofobe. Continuiamo a difendere con fermezza la dignità inalienabile di ogni essere umano, la giustizia e la misericordia, la solidarietà e la carità, e una convivenza tollerante e pacifica”. La lettera di mons. Feige non è passata inosservata: “Veniamo insultati, ridicolizzati e sottoposti a pressione” , ha detto pochi giorni fa alla Süddeutsche Zeitung, aggiungendo di essere bersaglio di email e lettere insolenti, sia anonime sia firmate. La formazione di estrema destra “riesce a fare a ppello alla pancia, agli istinti e alle paure . Noi invece cerchiamo di contrastare tutto questo con argomentazioni razionali, ma ragione ed emozione spesso non coincidono”. Il problema è che la narrazione di AfD fa presa su una popolazione alle prese con una situazione economica complicata, mai ripresasi dalla pandemia e con la questione aperta del conflitto in Ucraina. “Le persone cercano punti di riferimento e finiscono per seguire slogan forti e semplici”, ha aggiunto mons. Feige. Quel che allarma di più è l’uso del cristianesimo che viene fatto da una formazione per definizione xenofoba. Sempre il vescovo di Magdeburgo, lo scorso ottobre, aveva accusato l’AfD di ipocrisia : “Beatrix von Storch, vicecapogruppo parlamentare del partito, era in prima fila all’ultima Marcia per la vita contro l’aborto. E’ la stessa che ha chiesto di sparare ai rifugiati”. Ecco perché un’eventuale vittoria della destra estrema è considerata una questione “esistenziale” per le Chiesa in Germania. AfD “ cerca di appropriarsi dei valori cristiani e di strumentalizzarli, diffamando al contempo noi Chiese come decadute ” e minacciando di abolire i finanziamenti statali (una proposta di legge, in tal senso, è già stata depositata). In pratica, “se ci comportiamo bene, riceviamo denaro. Se invece assumiamo posizioni diverse da quelle dell’AfD, non riceviamo nulla o riceviamo meno”. Nel febbraio del 2024, la Conferenza episcopale tedesca aveva approvato una Dichiarazione in cui sottolineava che “il nazionalismo populista è incompatibile con l’immagine cristiana di Dio e della persona umana. I partiti estremisti di destra e quelli che proliferano ai margini di questa ideologia quindi non possono essere un luogo in cui i cristiani possano impegnarsi politicamente e non sono nemmeno eleggibili”. Pochi mesi dopo, a settembre, i vescovi della Turingia ribadivano che “un programma etnico-nazionalista come quello rappresentato dall’AfD non è compatibile con la fede cristiana”. Già nel 2025, però, l’episcopato mostrava le prime crepe rispetto al cordone sanitario predisposto per contenere la formazione nazionalista. Due vescovi (quello di Ratisbona e l’allora vescovo di Eichstätt) invitavano a non “distribuire censure in campagna elettorale”, mentre da Roma il cardinale Gerhard Ludwig Müller suggeriva alla Chiesa di non muoversi come “attore politico” .

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