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Vita sommersa
Il Foglio

Vita sommersa

Ogni volta che la Terra si rivolta – terremoti, inondazioni, tornado, frane, incendi boschivi, uragani – non posso fare a meno di pensare a lei. Da quel giorno, sono ossessionata dalle catastrofi naturali”. C’è sempre un prima e un dopo quando la natura travolge senza preavviso – o senza che l’uomo abbia la prontezza di coglierlo –, ed è proprio in quel tempo impietoso, in quello spazio imprevisto che Tara Menon ambienta la storia del suo romanzo d’esordio, "Vita sommersa" . La protagonista è Marissa, che cresce in un’isola delle Andamane insieme al padre ricercatore e alla sua migliore amica Arielle, il legame più profondo della sua vita. Il romanzo racconta l’unione di due mondi: le due ragazze si muovono in superficie e sott’acqua con la stessa agilità, tra barriere coralline che brulicano di colori e di vita, animali marini a cui dare dei nomi e gli insegnamenti del padre di Marissa sul rispetto dell’oceano. Quasi senza distinzione tra cielo, terra e oceano: è un tutt’uno, un’unica vita, un unico cerchio. Andando avanti e indietro nel tempo, la narrazione si muove tra il suo presente a New York, dove lavora come redattrice per una rivista di viaggi e dove sta incombendo l’uragano Sandy, e il suo passato in Thailandia, segnato dallo tsunami del 26 dicembre 2004. “Da quando Arielle mi ha lasciato, mi sento sommersa. Non riesco a risalire in superficie”, dice Marissa, che vive la sua vita trattenendo il fiato, nel faticoso tentativo di riemergere. Nel racconto della tragedia che l’ha colpita, c’è tutto il dolore e tutta la banalità di un male che resiste al controllo umano: acque che diventano un muro nero che si abbatte sulla terra; un padre che ritrova il cadavere della figlia riconoscendola da una voglia a forma di stella sul polpaccio; un bambino con un pesciolino in mano che si pietrifica di fronte alle acque che si ritirano; turisti stranieri in una muta confusione; una ragazza senza più migliore amica che raccoglie i cadaveri che il mare riconsegna alla spiaggia. Dopo una catastrofe, senza vie di mezzo, ci sono solo morti e sopravvissuti. La vita che va avanti, la vita che finisce. Menon racconta con delicatezza le ferite, i sensi di colpa e il peso di chi vive “nonostante”, facendo i conti con un passato estremamente personale e anche collettivo. Un romanzo sul senso dei tempi della natura, che troppo spesso sfugge all’umana comprensione quando ci si ritrova nel momento sbagliato, nel posto sbagliato, quasi sempre: troppo tardi. Tara Menon Vita sommersa Gramma Feltrinelli, 224 pp., 18 euro

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