Il Foglio
Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link : è gratis! Di prima mattina il colpo dell’Ucraina su San Pietroburgo, dove sarebbe dovuto cominciare poco dopo il vertice economico (un po’ straccione, per la verità) organizzato da Putin . Impianti petroliferi mandati in fiamme e problemi per i voli in arrivo, con gli ospiti di osservanza putiniana costretti ad aspettare e a tardare. Il punto è anche strategico e non solo dimostrativo, perché viene messa in evidenza la debolezza delle difese contraeree russe e la perdita di controllo sulla stessa sicurezza interna da parte del potere centrale in Russia. Questo non toglie che in Ucraina resti un’altissima preoccupazione per i missili balistici in arrivo. È la difesa con gli strumenti più avanzati è stata al centro degli incontri di oggi tra Zelensky e i comandanti Nato, militari e politici. Ah, una curiosità, all’incontro di Pietroburgo andava un ex sottosegretario, perfetta espressione del fu governo gialloverde , presentandosi, però, come rappresentante dell’attuale governo, in quanto delegato dal ministero per le imprese. Ci sono molte richieste di chiarimenti, in attesa di risposte. Le tre "cose" principali Fatto#1 Si può spendere di più e in modo controllato e diretto all’obiettivo di ridurre il peso della bolletta energetica per le imprese e per le famiglie. Uno dei vari successi europei che il governo può rivendicare solo a mezza bocca perché il passato antieuropeista di FdI ancora pesa (come scriveva sul Foglio Claudio Cerasa giorni fa). Fatto#2 La Lituania si propone come sede per armi nucleari americane. Fatto#3 Una procura, e che procura, specifica in un atto giudiziario che le notizie diffuse dal Fatto Quotidiano riguardo alla grazia per Nicole Minetti non era attendibili e sono state all’origine di indagini da cui, per ovvie ragioni, non sono emersi elementi a sostegno della revoca della grazia o altri illeciti degni di essere perseguiti. La vicenda non sarebbe di grande rilievo, aggiungendo solo un’altra smentita giudiziaria a tesi e articoli del giornale di Travaglio, se non ci fosse stato, dopo i primi articoli del Fatto, un repentino intervento del Quirinale per rimettere in discussione la grazia concessa e per chiedere, in generale, accertamenti, dai quali, però, non poteva che partire un ulteriore polverone giornalistico. Adesso le parole della procura mettono fine alla vicenda , almeno sul piano ufficiale, mentre su quello informale continueranno, c’è da crederlo, insinuazioni e critiche. Oggi in pillole Per chi sa capire, Trump spiega come è andata la famosa telefonata con Netanyahu Marco Rubio impegna gli Usa sul fronte della lotta al terrorismo in Nigeria Per i misteri di Garlasco (dobbiamo recuperare, perché il tema a cena si affaccia con frequenza) è il giorno di un ramo laterale, ma importante, quello della presunta corruzione giudiziaria e del cosiddetto sistema Pavia. La procura di Brescia smonta le accuse al magistrato Venditti, ma lascia aperto l’accertamento di responsabilità a carico di carabinieri e avvocati. Un sistema limitato ad alcune figure, insomma, ma pur sempre (forse) funzionante Un po’ di cronaca tra politica e costume per parlare a cena di chi c’era al Quirinale
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