Il Foglio
Ha scritto Ugo Magri sulla Stampa che “se avesse 60 anni in meno e incominciasse ora a fare politica, Sergio Mattarella si batterebbe anzitutto contro la denatalità”. Come non condividere, e in effetti di “rinnovo generazionale debole” e di stipendi troppo bassi il presidente parla assai spesso , solitamente nell’indifferenza generale. Anche se, dovessimo limitarci alle vibes che venivano la sera del 2 giugno dallo spettacolone in piazza del Quirinale, da Morandi in giù con l’esclusione di Al Bano, sembrava di galleggiare nell’inferno generazionale di Rai 1. Nessuno prende sul serio Mattarella sulla natalità, nemmeno i responsabili del casting . Se non qualche avventuroso sindaco di provincia. Come Claudio Ruggeri, sindaco di San Giorgio su Legnano, cittadina lombarda dove, informa il Corriere, ci sono 280 bambini e ben 850 cani. Così, in puro spirito mattarelliano, il sindaco ha proposto una tassa – ma no, è un “contributo volontario” di 20 euri – per i padroni dei cani per sostenere la propensione alla natalità: “Abbiamo toccato con mano le difficoltà di molte famiglie con figli”, ha detto. E siccome è uno spericolato comunicatore, ecco lo slogan per sbarcare sui social: “Il vostro labrador non vi pagherà la pensione” . E’ sicuro che finirà malissimo. Mattarella non avrebbe mai scelto un argomento così divisivo.
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