Il Libraio
L'estraneità come strumento letterario. Açelya Yönaç, al debutto narrativo con il romanzo "La casa turca", ci racconta cosa significa per lei scrivere in una lingua che non è quella madre ("Per molto tempo mi sono sentita un’impostora. Una ladra di lingue"): "Non ho mai pensato che una persona dovesse appartenere a una sola lingua. Forse perché sono cresciuta così. Cambiare lingua mi è sempre sembrato naturale quanto cambiare stanza". Il discorso prosegue poi sugli scrittori e le scrittrici translingui - come Joseph Conrad, Elias Canetti e Agota Kristof, per citarne alcuni - che cercano in una lingua "non una patria ma una stanza in cui la propria voce possa esistere..." Leggi l'articolo completo “La casa turca” di Açelya Yönaç: cosa significa scrivere nella lingua degli altri? .
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