IL TEMPO
Hanno provato a entrare nel palazzo di Giustizia di piazzale Clodio, a Roma , come la banda criminale degli anni '20 e '30 Peaky Blinders, nota serie televisiva. Ma i controlli serrati agli ingressi della Cittadella Giudiziaria hanno impedito che tutto ciò accadesse. Si tratta dei controlli che negli ultimi tre mesi hanno portato alla denuncia di una ventina di persone, molti sudamericani, che hanno tentato di superare i controlli dei metal detector all'ingresso di piazzale Clodio, nascondendo nei cappelli lamette. Proprio come faceva nella serie televisiva ambientata a Birmingham tra il 1919 e il 1934 la banda criminale. Si tratta di controlli che sono entrati in vigore dopo il recente Dl Sicurezza che vieta il porto di coltelli anche a lama piccola, a piazzale Clodio. Alcuni frequentatori del Palazzo di Giustizia, infatti, incuranti del divieto e delle sanzioni penali previste, continuano a presentarsi ai controlli armati di lama. Tra questi, anche professionisti e avvocati . È dunque boom di coltelli sequestrati e denunce ai metal detector del tribunale romano, dove, dall'entrata in vigore della norma (aprile 2026 ndr.) che vieta il porto di coltelli pieghevoli a un taglio e punta acuta con lama pari o superiore a cinque centimetri, muniti di blocco della lama oppure apribili con una sola mano, sono già decine le persone denunciate dal commissariato di polizia del Palazzo di Giustizia. Determinante il lavoro dei vigilantes della Coopservice, impegnati ai varchi d'ingresso, dove i metal detector hanno consentito loro di individuare le lame in alcuni casi anche tirapugni. Tra i denunciati figurano imputati diretti in aula, professionisti e cittadini entrati nel tribunale con coltelli al seguito, in aperta violazione del nuovo divieto che prevede sanzioni penali che possono arrivare all'arresto fino a due anni. Sono oltre una ventina le denunce negli ultimi tre mesi, e a finire nei guai sono stati soprattutto sudamericani che nascondevano lamette nei cappelli e anche diverse donne. «Ho paura di frequentare certe zone di Roma, è un modo per proteggermi», una delle scuse che hanno detto i denunciati agli agenti del commissariato del Palazzo di Giustizia. E non solo: «In giro c'è brutta gente, soprattutto la sera, voi che ne sapete. In certi posti bisogna difendersi». Tutte scuse che comunque non hanno evitato a oltre 20 persone di essere denunciate e rischiare una condanna fino a due anni di reclusione.
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