IL TEMPO
"Non penso a una patrimoniale permanente: bisogna adeguare il sistema delle aliquote, renderle più giuste, diminuire la pressione fiscale sul ceto medio e aumentarla sui redditi più alti". Angelo Bonelli, leader con Nicola Fratoianni di Avs, è stato ospite a Tagadà, su La7, nella puntata del 5 giugno, approfondendo il tema delle tasse a seguito della proposta di una patrimoniale da parte di Elly Schlein. "Detto questo – ha proseguito l'esponente dei Verdi - c'è, poi, una grande questione su cui si può immaginare un contributo di solidarietà, una 'tassa di scopo' sui super ricchi, oggi in Italia sono 79, con un patrimonio complessivo di 357 miliardi di euro, per destinare risorse, nell'arco di 3-4 anni, all'abbattimento delle liste d'attesa nella sanità pubblica". "Sei milioni di italiani - osserva ancora l'esponente Avs - non hanno accesso alle cure perché le liste d'attesa sono troppo lunghe o perché non possono permettersi la sanità privata, con questa misura potremmo farlo". "Il sistema fiscale italiano è estremamente iniquo. Abbiamo aliquote che, ad esempio sui redditi da 50mila euro, arrivano al 43%. Chi ha un reddito di 50 milioni di euro paga la stessa aliquota di chi ne guadagna 50mila. C'è dunque un problema di progressività del nostro sistema fiscale, che è tale solo fino a un certo punto", dice ancora Bonelli. "Faccio un esempio - osserva - le tasse di successione: alcuni giorni fa in Corea del Sud gli eredi di Lee Kun-hee della Samsung hanno ereditato un patrimonio di circa 17 miliardi di dollari pagando al governo quasi 8 miliardi di tasse di successione. In Italia, i Del Vecchio di Luxottica hanno realizzato tra i vari soci circa 50 miliardi di euro di patrimonio e hanno pagato circa 200 milioni di euro di tasse di successione. C'è un problema molto serio: spostare la pressione fiscale in modo da ridurla sul costo del lavoro è fondamentale, perché - rileva ancora - consentirebbe alle imprese di avere più margine e ai lavoratori di vedere aumentare gli stipendi".
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