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I numeri angelici di Musk e la guerra dei simboli tra i giganti del tech | Collector
I numeri angelici di Musk e la guerra dei simboli tra i giganti del tech
Il Foglio

I numeri angelici di Musk e la guerra dei simboli tra i giganti del tech

“We are offering 555,555,555 shares of our Class A common stock”. Così la start up di Elon Musk, Space X, si è infilata nella gara verso Wall Street tra Anthropic e Open AI battendo tutti sul tempo. La società debutterà il 12 giugno dopo un’Ipo in cui – nella giornata di ieri – ha offerto agli investitori un numero di azioni con una sequenza insolita, come emerge dal documento originale depositato alla Sec. Il numero 5 è ripetuto nove volte. Alla fine, sono 555,6 milioni di azioni, se si arrotonda per eccesso, ma, conoscendo la passione di Musk per i nomi stravaganti (quelli dei suoi figli, per esempio), qualche analista curioso ha dedotto che non poteva essere un caso una sequenza così particolare. Potrebbe, infatti, trattarsi di una sequenza “angelica”, vale a dire una forma di comunicazione “divina” che si manifesta attraverso numeri ripetitivi. Può sembrare bizzarro, ma sulle sequenze angeliche c’è un’ampia letteratura, 111, 222, 333, messaggi degli angeli. Ebbene, in questo vocabolario, la sequenza 555 è associata al significato di cambiamento, di trasformazione profonda. E cos’altro è, se non una delle più grandi trasformazioni della storia dell’uomo, l’intelligenza artificiale di cui Space X vuole essere la pioniera a Wall Street? Se si considera, poi, che la sequenza di tre 5 si ripete tre volte, la potenza del messaggio si amplifica. Ed è un messaggio che incoraggia a lasciare andare il passato e a fidarsi del processo di trasformazione che sta arrivando. Chissà, potrebbe trattarsi di una suggestione e che lo strano numero delle azioni messe in vendita da Space X sia il frutto di qualche complicato calcolo finanziario, ma agli osservatori più attenti non sono sfuggite le recenti uscite pubbliche di Musk, che si è definito un “cristiano culturale” e ha dichiarato di avere cominciato una sorta di ricerca sul significato della vita. Chissà. Forse l’imprenditore che ha inventato la Tesla non ha voluto, da americano, essere da meno dei fondatori, italiani, di Anthropic, i fratelli Dario e Daniela Amodei. Anthropic , infatti, deriva dal greco “Anthròpos”, che significa “uomo”, o “essere umano”. Nel campo della fisica, dove si è formato Dario Amodei, il termine è utilizzato per descrivere principi che giustificano il comportamento delle costanti fondamentali dell’universo, considerando l’impatto sull’essere umano. E Claude , il nome della chatbot lanciata da Anthropic, è ispirato a Claude Shannon, pioniere della teoria dell’informazione. Claude, oltre a voler essere più intelligente di tutti gli altri sistemi di AI, punta a garantire il rispetto di valori morali e norme sociali, più in linea con l’approccio etico europeo che con quello liberale statunitense dove ha sede la società. Insomma, la competizione tra i giganti tech si sta giocando anche sui simboli che indicano la rotta da seguire. La prima è stata Open AI di Sam Altman , con il suo concetto di intelligenza artificiale aperta e amichevole, ma poi ha preferito una chiave puramente tecnologica per il nome del suo sistema: ChatGPT, Chat generative pre-trained transformer. Al di là dei simboli, conta, comunque, la sostanza e Space X, come spiega un report di J. Safra Sarasin, “ vuole essere vista come un’azienda specializzata nell’intelligenza artificiale, molto più che come un’azienda che opera nel settore spaziale ”. E’ in questo ambito, infatti, che la società di Musk destina la maggior parte degli investimenti, anche se il sistema AI che ha sviluppato – xAI (Grok) – è rimasto indietro rispetto agli altri. Anche qui, “Grok” deriva dal romanzo di fantascienza di Robert A. Heinlein, che significa “comprendere qualcosa in modo profondo”. Secondo l’analisi di J. Safra Sarasin, le tre prossime Ipo – Space X, Anthropic e Open Ai – sono diverse da qualsiasi altra quotazione del passato. “Le dimensioni delle società che si preparano a sbarcare sul mercato sono senza precedenti. Tuttavia, il fatto che siano ancora in perdita e si basino su ipotesi di crescita eccezionali le rende non meno vulnerabili alle battute d’arresto rispetto alle società meno mature”. Una nota di realismo, che riflette il timore che la bolla speculativa sull’AI venga alimentata a dismisura. Intanto, ieri sera, grazie alla domanda di azioni sul pre-mercato che è stata almeno il doppio dell’offerta, Space X era già la più grande Ipo di sempre, più del doppio di quella di Saudi Aramco nel 2019. Si vedrà se Anthropic e Open AI saranno in grado di batterla a settembre.

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