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Almeno per sbaglio, una cosa buona. Lettera da un incontro ravvicinato | Collector
Almeno per sbaglio, una cosa buona. Lettera da un incontro ravvicinato
Il Foglio

Almeno per sbaglio, una cosa buona. Lettera da un incontro ravvicinato

In una caldissima domenica di maggio in Monferrato stavo buttando in lavatrice dagli armadi le lenzuola che sapevano di umidità e di inverno. Un lavoraccio, ma procedevo come un carro armato. Ero arrabbiata quel pomeriggio con tutti, figli, colleghi, commercialista, e con me soprattutto. Ero venuta in campagna solo per dormire, dormire. Ma, non riuscendoci, mi accanivo nevroticamente sulla lavatrice. Nella penombra della lavanderia il lavatoio accanto alla macchina è profondo. Getto distrattamente un occhio dentro e faccio un balzo indietro: un lucertolone scuro lungo almeno quaranta centimetri se ne sta immobile sul fondo. Sto per scappare, ma torno indietro e da lontano spio il lucertolo. Sembra morto. Apro il rubinetto però, la bestia si muove un poco e schiude la bocca, a bere una goccia d’acqua. Accenna a risalire le pareti del lavandino: ma, umide e lisce come sono, le zampine – manine aliene, sembrano – con le cinque dita fini non fanno presa. Forse, entrato per dissetarsi nel gran caldo, il ramarro – sì, probabilmente è un ramarro – è lì prigioniero da giorni. L’animale alza la testa e con due occhi come spilli nerissimi mi guarda. Sì, ne sono certa: mi sta guardando. Chiede aiuto. (Quanta paura deve avere lui di me, povero ET dei campi). Quello sguardo cambia tutto. Metto in fretta nel lavatoio un pezzo di cartone, perché lui si arrampichi: niente, è indebolito. Una grossa corda: nemmeno. Allora passando sopra la repulsione naturale mi infilo un sacco di plastica su una mano, e afferro con delicatezza lo straniero. Lo sento divincolarsi impaurito. Appena fuori, sull’erba, lo lascio andare. Alla luce piena del sole è un baleno il ramarro, di uno straordinario, splendido verde iridescente. Scappa come una saetta il mio ET, tra l’erba alta e chiara di maggio. Lo guardo sparire commossa: i figli, le tasse, i colleghi, tutto vero. Ma almeno per sbaglio oggi ho fatto una cosa buona.

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