IL TEMPO
Ci sono due tentazioni da cui il centro destra farà bene a tenersi alla larga. La prima sarebbe compiacersi troppo dell'inadeguatezza dei propri avversari. Un Conte spregiudicatissimo, una Schlein vacuamente ridens ma pronta a vere e proprie «purghe» nel Pd, la ditta Bonelli & Fratoianni: più li guardi e più ti angoscia l'idea che l'Italia possa finire in mani del genere. Prendi la leggerezza con cui parlano di tasse: pronti a giocare con i soldi e le vite degli altri. O immagina quello che farebbero su sicurezza e immigrazione: roba da far accapponare la pelle. E però – ecco il punto – non può bastare dire agli elettori che devono votare di qua perché di là è molto peggio. ANDATE IN PACE Il repulisti papale di Leone Daje Flavio: oggi a Parigi Cobolli prova a fare la storia Sala e gli altri risvegliati: la sinistra "scopre" il caso giustizia La nostra prima pagina - Siamo in edicola #buongiorno #7giugno #iltempoquotidiano ️ pic.twitter.com/04MdmEm6mY — IL TEMPO (@tempoweb) June 7, 2026 La seconda attività da evitare, a mio avviso, è preoccuparsi eccessivamente della possibile crescita elettorale di Roberto Vannacci. Quella ci sarà, è nell'ordine delle cose: in tutti i paesi occidentali quel posizionamento politico è redditizio (in Germania l'AfD è al 29%), e dunque, alla fine della fiera, non ci sarà affatto da stupirsi se Vannacci agguanterà un 5%. Né si tratta di strapparsi i capelli se qualche persona dabbene e qualche smandrappato in cerca di seggio (il mix in questi casi è inevitabile) trasloca e raggiunge il generale. La storia è piena di vicende così: c'è il tale che non si sente valorizzato, il tal altro che invece in modo un po' miserabile passa da una zattera all'altra. Ma il generale non crescerà certo per questo: anzi, queste sono più che altro bocche da sfamare, mica truppe scelte. Ben diverso invece è il tema degli elettori. C'è qualcuno, a destra, a cui Vannacci piace? Certo che sì: è comprensibile. Si tratta allora di fare alcune cose oneste e semplici. Per un verso, spiegare che se andrà da solo, fungerà oggettivamente da utile idiota della sinistra: e non credo che tanti italiani vogliano «comprare» Vannacci per vedersi consegnati a casa Conte e Schlein. Per altro verso, si tratta di dedicarsi quest'anno alle tre cose che importano davvero agli elettori. Sull'immigrazione, il governo ha numeri ottimi: meno 53% di sbarchi, raddoppio dei rimpatri, e ora nuove efficaci norme a disposizione. C'è da proseguire un lavoro eccellente e raccontarlo bene. Sulla sicurezza, i dati sono molto migliori rispetto a quando c'era la sinistra. Gli organici delle forze di polizia sono stati rafforzati (incomparabilmente più del passato). Ma si tratterebbe di far conoscere di più questo lavoro, e accompagnarlo con operazioni molto visibili: penso alle principali stazioni ferroviarie del paese e ai quartieri limitrofi. Anche qui si è fatto molto, ma si può accelerare. È sulle tasse che serve uno scatto. Si è agito benissimo per le fasce basse, ma ora occorre qualcosa di tangibile per il ceto medio, le imprese e i giovani. E' difficile, ma va fatto. Se questi risultati verranno centrati, lo spazio di polemica contro il governo «da destra» sarà decisamente ridotto, e la coalizione arriverà in buona posizione per valutare pragmaticamente anche come regolarsi con il generale. Come ho già scritto, io sono sempre per includere (anche perché la sinistra ammucchierà di tutto, dai centri sociali ai centristi): ma quella scelta andrà compiuta senza subire ricatti e facendo sapere a tutti (Vannacci incluso) che chi sta fuori lavora per il Pd.
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