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Tor Cervara si ribella: "Demolire il palazzo degli immigrati stupratori" | Collector
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IL TEMPO

Tor Cervara si ribella: "Demolire il palazzo degli immigrati stupratori"

«Cos'altro deve succedere? Via Tallone libera». E' il grido di centinaia di residenti che ieri mattina sono scesi in strada a Tor Cervara per chiedere lo sgombero del «palazzo della paura», e la sua demolizione. Una manifestazione partecipata e rumorosa, fatta di striscioni, megafoni e cartelli in via Cesare Tallone, organizzata dall'associazione Luce Sia all'indomani del brutale stupro di gruppo subito da una colombiana di 32 anni, segregata e abusata per tre giorni nell'edificio occupato da immigrati, molti dei quali clandestini. Un luogo che i cittadini descrivono come una zona franca, dove spaccio, occupazioni abusive, risse e attività illecite si susseguono senza sosta. E Il Tempo può confermalo, visto che proprio mercoledì scorso siamo entrati nel palazzo insieme al prete "anti spaccio", don Coluccia. Nonostante i numerosi controlli e i blitz delle forze dell'ordine, «non è cambiato nulla». «Tutto è tornato come prima, i cittadini sono stanchi ed esasperati di subire», spiega l'avvocato Tiziana Siano, presidente dell'associazione "Luce Sia". «Siamo scesi in strada per chiedere non solo lo sgombero immediato dell'immobile, ma anche il suo abbattimento. Queste sacche di illegalità devono essere eliminate definitivamente». La protesta si è svolta sotto lo sguardo delle forze di polizia, ma proprio durante il presidio si sono verificati episodi che hanno ulteriormente alimentato il malcontento dei cittadini. Alcuni nordafricani hanno iniziato a urinare davanti ai manifestanti e agli agenti di polizia, scatenando l'ira dei cittadini che per l'ennesima volta ha subito il loro atteggiamento di sfida e «senso di impunità». «Mentre chiedevamo maggiore sicurezza, inoltre, è stato necessario anche un intervento di un'ambulanza per soccorrere un nordafricano rimasto ferito durante una lite scoppiata tra loro all'interno dell'edificio - racconta ancora Siano - Il blindato della polizia ha dovuto lasciare il presidio della manifestazione per spostarsi sotto la struttura occupata. I soccorritori sono stati accolti con lanci di sassi». Scene che i cittadini non vogliono più vedere. Tra i residenti prevale un sentimento di rabbia e sfiducia, alimentato dalla convinzione che il quartiere sia stato lasciato solo. «Non riusciamo più a vivere serenamente», aggiunge Isabella Ginanneschi, presidente del comitato di quartiere Tor Cervara. «Ci sono cittadini che evitano di portare a passeggio il cane o di accompagnare i bambini nei giardini pubblici per paura di essere aggrediti». La protesta, volutamente apartitica, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti politici, comitati di quartiere e associazioni di Roma Est. Tra i presenti anche il senatore Marco Scurria e il deputato Marco Perissa, che ha ribadito la necessità di procedere rapidamente verso la demolizione dell'immobile. «Per arrivare all'abbattimento serve il nulla osta del Comune di Roma», ha spiegato il parlamentare. «Il Campidoglio deve intervenire senza ulteriori ritardi affinché si possa avviare un percorso di recupero e riqualificazione dell'area. La legalità deve tornare a essere la regola e non l'eccezione»

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