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A oltre due anni dalla notte in cui uccise il padre per difendere la madre, Makka Sulaeva racconta la sua vita dopo l'assoluzione per legittima difesa. La ventenne, che vive ancora nella casa della tragedia, invita a non interpretare la sua vicenda come un esempio di giustizia fai da te: "Questa assoluzione non cancella il passato. Voglio essere dimenticata". Continua a leggere
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