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Omicidio Paganelli, assolto Dassilva: "prove traballanti". Secondo i giudici non ha ucciso Pierina. Subito libero | Collector
Omicidio Paganelli, assolto Dassilva:

Omicidio Paganelli, assolto Dassilva: "prove traballanti". Secondo i giudici non ha ucciso Pierina. Subito libero

Una Camera di consiglio fiume durata ben 16 ore quella di ieri, per arrivare nella notte alla sentenza sul delitto di Pierina Paganelli, avvenuto a Rimini il 3 ottobre del 2023. L'unico imputato, davanti alla Corte d'Assise, per l'omicidio della 78enne, seguace dei Testimoni di Geova, era il senegalese di 36 anni Louis Dassilva, suo dirimpettaio, sposato con Valeria Bartolucci e amante della nuora della vittima, Manuela Bianchi. Ed è stato assolto. Un processo indiziario, con prove traballanti, a cominciare dalla famosa "cam 3" della farmacia che secondo l'accusa aveva ripreso l'autore dell'omicidio subito dopo il fatto avvenuto nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino. Ieri mattina la Corte si era ritirata in Camera di consiglio verso le 10 e non era più "riemersa". «Attendiamo con serenità la pronuncia della Corte - aveva detto Fabbri intercettato dall'agenzia di stampa Adnkronos - Speriamo che la comunicazione della decisione arrivi entro la giornata e che sia a noi favorevole». La difesa aveva chiesto l'assoluzione per Dassilva, mentre la Procura, nella persona del pubblico ministero Daniele Paci, l'ergastolo. Secondo il pm Dassilva avrebbe pianificato e portato a termine l'aggressione mortale per impedire che venisse scoperta la relazione extraconiugale intrattenuta con la Bianchi. All'imputato erano state contestate le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti, della crudeltà e della minorata difesa. Di segno opposto la linea della difesa, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, che avevano sollecitato l'assoluzione contestando la solidità dell'impianto accusatorio. Secondo i legali, infatti, sarebbero mancate prove dirette per collegare Dassilva all'omicidio: "non è mai stata trovata l'arma del delitto, non vi sarebbero elementi scientifici che lo collochino sulla scena del crimine e resta senza identità un profilo genetico maschile rilevato durante le attività investigative". La difesa ha inoltre messo in discussione l'attendibilità delle dichiarazioni di Manuela Bianchi, ritenute decisive dall'accusa. La moglie di Dassilva, Valeria Bartolucci, sempre presente in aula, ha confermato che «ovviamente» la sua fiducia nel marito non è mai vacillata, e che la sera dell'omicidio lui era sul divano del soggiorno con lei «come vado dicendo da quasi tre anni a questa parte. Credo che la verità' prima o poi emergerà». In Tribunale era stata allestita una foresteria al secondo piano nel caso in cui si fosse protratta a lungo la Camera di consiglio e la sentenza fosse slittata a oggi. Nella notte il colpo di scena.

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