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De Benedetti e Repubblica, clamorosa offerta a Vittorio Feltri: il direttore "confessa" | Collector
De Benedetti e Repubblica, clamorosa offerta a Vittorio Feltri: il direttore

De Benedetti e Repubblica, clamorosa offerta a Vittorio Feltri: il direttore "confessa"

Vittorio Feltri non smette di stupire. L'ultima sorpresa porta il titolo de Il direttore rompiscatole , un'autobiografia in cui il giornalista si racconta senza filtri. Come solo lui sa fare. Ed ecco che nelle pagine del saggio non manca il ricordo della collega e amica Oriana Fallaci . Fu proprio lei a omaggiare Feltri con un regalo inconsueto: una pelliccia di visone. "Mi aveva convocato in un ristorante di piazza Cavour. Io arrivai con tre minuti di ritardo e lei era già seduta, con questo pacco gigantesco accanto. Lo scartai perplesso e trovai una pelliccia di visone da uomo. 'È l’ultima moda a New York', mi disse. Naturalmente non la indossai mai, ma la conservo ancora", ammette in un'intervista al Corriere della Sera . Amici di lunga data i due si erano conosciuti al Corsera , per poi rafforzare il sodalizio a Libero . Prima che morisse, "a giugno del 2006, mi chiamò, disse che aveva delle faccende da sbrigare a Milano, ma di non volersi mostrare fragile. Così mi offrii di ospitarla nella mia casa in piazza Duse , dove rimase per qualche giorno, dopo aver cacciato la governante. Io, per non disturbarla, stavo in mansarda. Aveva sempre il suo bel carattere, fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire". Eppure un rimpianto Feltri ce l'ha: "Ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. Lei mi aveva cercato, ma io ero all’ospedale e non potei richiamarla. Poi, dopo la sua morte, incontrai monsignor Fisichella che mi diede un pacchetto: 'Oriana mi ha chiesto di darglielo'. Lo aprii e dentro c’erano il bicchiere e il cucchiaino". Gli stessi che Oriana chiese prima di lasciare la sua casa milanese per prendere i medicinali. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47935291]] E su Carlo De Benedetti, "mi è sempre stato simpatico, è una persona spiritosa". Da qui l'inaspettato retroscena: "Nel 1996, o nel 1997, mi convocò in pompa magna, c’era pure Caracciolo. Ebbi la sensazione che volessero sondare il terreno, ma io per levarli dall’imbarazzo dissi che se avessi diretto Repubblica , per la prima volta nella mia vita avrei perso copie ". Sempre a Feltri si può ricondurre la fondazione di Rete4: "È corretto dire che l’ho venduta io a Mondadori, facendo i primi bei soldi della mia vita. La tv si chiamava Video Delta, prima Video Bergamo. Eravamo io, mia moglie Enoe, Pino Farinotti e pochi altri. La nostra fortuna furono i film di Don Camillo e Peppone, che Angelo Rizzoli praticamente mi regalò, seguendo una intuizione della Bonfanti (Enoe, ndr )". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47960153]] Se ha più sentito Gianfranco Fini ? "No, e come potrei? Politicamente l’ho ucciso io. Con l’inchiesta del Giornale sulla casa di Montecarlo. Eppure avevo provato ad avvisarlo. Lui mi aveva dato appuntamento, poi non si presentò. Aveva rinunciato a spiegarsi. E mi sentii autorizzato a pubblicare la notizia".

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