Quotidiano Libero
Nervosetti, in casa Fatto quotidiano. Come dare loro torto: Marco Travaglio e soci sono stati appena travolti dall’astronomica richiesta danni di Nicole Minetti di 250mila euro per quanto pubblicato nell’ultimo mese. «Grazia, Graciela e grazie al Fatto», ironizza David Parenzo a L’aria che tira, su La7, riferendosi alla massaggiatrice testimone-chiave che ha ritrattato tutto, inguaiando il Fatto. Maddalena Loy, ospite in studio, riassume: «Ti dice: guarda, io non avevo mai detto quelle cose. Non solo: non ti ha dato neanche l’autorizzazione alla diffusione di quella conversazione. Ci sono 8 testimoni del ranch che hanno smentito quello che voi avete detto. Ma una volta chiedere scusa non si può?». In collegamento, Marco Lillo, firma di punta di Travaglio, risponde piccato: «I 250 milioni ce li chiedono perché noi facciamo il nostro mestiere. Questa signora qui presente, così disinformata, non può dire che il Fatto non aveva l’autorizzazione. Signora, legga i giornali. Ieri è uscito un articolo...». «È una collega, perché una signora- lo interrompe Maria Teresa Meli del Corriere della Sera, anche lei in studio e furiosa -. Lillo! Lillo! Lillo! Questa è una cosa che esigo, e che diamine!». Il diretto interessato ironizza: «Dottoressa, professoressa, ho sbagliato titolo, mi perdoni». Quindi spiega: «Il collega Mackinson ha scritto a Graciela: “Posso pubblicare con tuo nome e cognome?”. Risposta: “Sì”». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48088246]] «Il suo nome è stato reso pubblico senza autorizzazione», legge le carte la Loy. «Ma allora lei insiste: lei sta citando una dichiarazione giurata resa davanti a un notaio in Uruguay e io le sto citando una chat, ha capito?». Il clima in studio si fa torrido e Lillo continua a protestare. «Parenzo, io sto rettificando. Mi fai finire?». Pochi secondi prima, aveva addirittura minacciato un’altra denuncia dal Fatto al conduttore nel caso David non avesse citato quell'articolo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48089099]] «La signora Graciela ha scritto quando il giornale era già chiuso, le copie erano già in stampa, già sui camioncini, già verso le edicole. Se alle 23.30 mi scrivi “mi dispiace ma ci ho ripensato”, la risposta è: “Mi dispiace Graciela, siamo già in stampa”. L’autorizzazione deve essere data nei tempi di stampa. Lo sa anche un bambino e se fai la giornalista dovresti saperlo».
Go to News Site