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Elsa contro Elsa: Fornero riduce Morante a uno slogan
Il Foglio

Elsa contro Elsa: Fornero riduce Morante a uno slogan

• Lsd. “‘Il mondo salvato dai ragazzini’ è un bellissimo slogan ” recita l’incipit di un editoriale dell’ex ministro Elsa Fornero sulla prima pagina della Stampa . La semplificazione appare assai banale. Più che uno slogan, Il mondo salvato dai ragazzini è il titolo di un famoso libro di Elsa Morante, pubblicato nel 1968. Non un’opera qualunque: la sua principale raccolta di poesie. Gli studiosi hanno messo in relazione la genesi del volume con le esperienze psichedeliche vissute dalla scrittrice, mediante l’assunzione di allucinogeni quali Lsd, psilocibina, mescalina e peyote. Dagli appunti lasciati da Morante, si evince che il suo proposito iniziale era quello di rifarsi ad alcuni “privati esperimenti” con le droghe. Numerosi gli indizi disseminati in tal senso, valga per tutti il titolo del componimento La sera domenicale , in cui le lettere iniziali delle tre parole formano la sigla Lsd. [17 maggio 2026] • Patente. Occhiello del titolo di apertura sulla prima pagina del Fatto Quotidiano : “Modena. Salvini soffia sul fuoco. Ma il disagiato El Koudri aveva la patente ”. Eeeh? Azzardiamo un’ipotesi interpretativa. La cittadinanza – come chiedeva il vicepremier – non si può, ma almeno la patente levategliela. Minimalismo giustizialista o garantismo esagerato? [18 maggio 2026] • Gratis. “In realtà, le famiglie che davvero vivono in condizioni di povertà sono quelle che attendono con pazienza l’alloggio a cui hanno diritto, mentre altri lo ottengono senza averne titolo e a gratis ”, commenta Maurizio Belpietro, direttore di Panorama , nell’editoriale che apre il settimanale. L’espressione “a gratis” è dialettale, quindi sbagliata, come specificato dallo Zingarelli 2026 con un vistoso “Nota bene” che avverte: “In quanto avverbio, gratis significa già da solo ‘gratuitamente’; pertanto la forma di uso popolare a gratis , usata per analogia con a pagamento , è scorretta”. Il che fa sospettare che Belpietro abbia poca consuetudine con il dizionario. [13 maggio 2026] • Scontro. Post del Corriere della Sera su Instagram: “Scontro tra un camion e un ponte lungo un’autostrada ad Ankara in Turchia: il cavalcavia crolla”. Eseguito l’alcoltest sul conducente del ponte. [25 maggio 2026] • Scrivere. Incipit di un editoriale dello scrittore Giuseppe Culicchia sulla prima pagina dell’ Unità : “Io lavoro con le parole. Il mio bizzarro mestiere è scrivere. Ho cominciato a scrivere perché dovevo raccontare una storia in particolare, quella di Walter Alasia, mio cugino, ucciso il 15 dicembre 1976, mezzo secolo fa, a Sesto San Giovanni, dopo che aveva ucciso due persone: il maresciallo dei carabinieri Sergio Bazzega e il vicequestore Vittorio Padovani”. Culicchia dichiara di lavorare con le parole, ma, tralasciando il doppio “ucciso”, notiamo che inciampa nei fatti: Sergio Bazzega non era un maresciallo dei carabinieri, bensì un maresciallo di Pubblica sicurezza (secondo la dizione dell’epoca), cioè un poliziotto. Essere scrittori non esonera dall’esattezza. [30 maggio 2026] • Narrativa. Licia Ronzulli di Forza Italia intervistata dal Tg3 delle ore 19: “Questa narrativa che leggo non mi ci ritrovo”. Sintassi a parte, le consigliamo di passare alla saggistica. (In alternativa, alla più corretta “narrazione”, quantunque inflazionata). [11 maggio 2026] • Segnali. Incipit di Marco Cremonesi sul Corriere della Sera : “L’incontro tra Luca Zaia e Marina Berlusconi è un segnale, non ancora un fatto. Ma in politica i segnali contano, perché spesso arrivano prima ”. È invece risaputo che nella viabilità i segnali (di stop, di precedenza, di limite di velocità, di pericolo, di divieto, di senso unico, di direzione, di strettoia, di dosso, di curva, di passaggio a livello, di attraversamento) spesso arrivano dopo. [10 maggio 2026] • Quelli. Incipit dell’editoriale di prima pagina del direttore del Giornale , Tommaso Cerno: “Ci mancavano gli anarchici fighetti che prima sprangano lo sbirro e poi frignano da mammà. Quelli che ci mettono con la testa in giù, ma almeno noi una testa ce la abbiamo. Loro invece sfasciano le città, picchiano i poliziotti, assaltano le redazioni dei giornali: insomma, fanno gli anarchici, i delinquenti che destabilizzano lo Stato. E poi, come un qualunque figlio di papà della borghesia benpensante ( quelli che detestano per finta), vanno a piagnucolare dagli avvocati”. “Quelli” chi? Parentesi semanticamente confusa, con uno scarto di numero: “un qualunque figlio” (singolare) seguito da “quelli” (plurale). [15 maggio 2026] • Rosario. Titolo dal sito del Corriere della Sera : “Suora contromano sull’autostrada Salerno-Napoli: ‘Stavo ascoltando il rosario alla radio, non mi sono resa conto’”. Misteri dolorosi. [4 giugno 2026] • Zombie. Incipit dell’editoriale di prima pagina del direttore della Verità , Maurizio Belpietro, che parla dell’ Unità : “Sì, non ve ne siete accorti ma lo storico quotidiano comunista, come gli zombi , è tornato dall’oltretomba”. Però ci siamo accorti che, fra i viventi, si scrive “zombie”, non “zombi”. La parola resta invariata al plurale, a meno che non si adotti la grafia inglese “zombies”. [1° maggio 2026] • Lobo. Ma. Bas. (Massimo Basile) sulla Repubblica : “A quasi due anni dall’attentato contro Donald Trump durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, una delle voci storiche del trumpismo ha rotto il fronte e aperto un nuovo terreno di scontro interno. L’ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene, in rotta col tycoon, ha rilanciato i dubbi della base Maga e ha chiesto al presidente degli Stati Uniti di fare chiarezza sull’episodio chiave della campagna elettorale del 2024: l’attentato in cui Trump rimase ferito al lobo dell’orecchio”. Per la verità, le foto raccontano un’altra storia: l’oratore venne colpito nella parte superiore del padiglione auricolare, in corrispondenza dell’elice. Il lobo rimase intatto. [20 aprile 2026] • Ma. Dai titoli di un’unica edizione della Verità : “Volenteroso ma anche no”; “ Ma Bruxelles la ricatta”; “ Ma per tanti la vittima è il macellaio”; “ Ma è soltanto un punto di partenza”; “ Ma lo condannano”; “ Ma è del Ppe”; “ Ma c’è già chi teme l’effetto Icaro”; “ Ma porta con sé contanti e lingotti”. Senza se e (mai) senza ma. [21 maggio 2026]

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