Conte contro Schlein: con chi prepara il trappolone
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Conte contro Schlein: con chi prepara il trappolone

Come l'Olandese volante, il vascello fantasma che solca i mari in eterno. Senza una meta. È il destino del campo largo, che dopo la vittoria referendaria riprende a dilaniarsi esattamente nello stesso punto in cui si era fermato. Uniti contro Giorgia Meloni, terribilmente divisi sulla propria leadership. Subito dopo l'apertura delle urne, il primo a muoversi sulla scacchiera è stato l'astuto Giuseppe Conte, che ha dato il via libera alle primarie «senza apparati». Uno scacco matto che ha rabbuiato Elly Schlein proprio nel giorno della festa. La segretaria pensava di aver risolto la pratica con la vittoria del No, facendo di fatto i conti senza l'oste. Il leader del M5S ieri è tornato sull'impiccio: quando farete la conta, gli chiede un giornalista? Lui risponde serafico: «Dopo che avremo completato il programma». Traduzione: ho tutto sotto controllo. Intanto preparo il “contratto” per i partner, con i miei punti vincolanti. Morale: il “trappolone” è pronto ad essere servito a tavola. La “lepre” di Volturara Appula conta sull'appoggio inconfessabile di pezzi da novanta della Casa Madre. Sul piatto c'è la sua comprovata esperienza, la concorrente è un salto nel vuoto. Il mezzogiorno di fuoco nei gazebo è un dato acquisito anche per il Nazareno: c'è già una data che gira nei corridoi, entro la fine dell'anno, tra ottobre e dicembre. Il nervo scoperto diventa così un altro: le modalità di convocazione e i partecipanti. Oltre alla leader del Pd e a quello pentastellato, dovrebbero partecipare anche i rappresentanti di Avs e dell'ipotetico listone centrista, chez Matteo Renzi. Probabilmente non ci sarà la più ambita sindaca della gauche, Silvia Salis. La prima cittadina di Genova ieri è tornata a puntualizzare la sua posizione: «Una cosa che trovo tecnicamente sbagliata è un messaggio di divisione che non sostengo, l'ho sempre detto». La martellista avrebbe un'altra soluzione: «Bisognerebbe fare una discussione interna e trovare un leader in grado di guidare il campo progressista». Nell'area della Margherita bonsai girano altri due nomi: Gaetano Manfredi e l'ex capo della Polizia Franco Gabrielli. Il sindaco di Napoli ci gira intorno: «Ci vuole in primo luogo un programma capace di mettere insieme tutta la coalizione, con una proposta politica chiara, che descriva l'Italia del futuro, che è il fronte progressista». Però poi: «Serve trovare il miglior interprete». Una caccia che interessa al patron di Italia Viva, che nel frattempo organizza le “Primarie delle idee”, un modo per recuperare centralità in una coalizione che vira da tutta un'altra parte. Sicuro sull'esito del braccio di ferro è Carlo Calenda: «Vincerà Conte, perché mezzo Pd penserà che è un candidato più forte contro Meloni della Schlein. Dobbiamo dire la verità: lo dicono in Senato…». Sceglie l'ottimismo il capogruppo dem a Palazzo Madama Francesco Boccia: «I gazebo hanno sempre rafforzato e unito la coalizione e ci hanno sempre fatto vincere le elezioni politiche». Alla contesa si iscrive Ernesto Maria Ruffini, un discepolo di Romano Prodi: «Ci sarò». Nella loro storia, però, le primarie hanno sempre validato i rapporti di forza del momento, anche quelle di coalizione: nel 2012 Pierluigi Bersani sconfisse l'ex rottamatore. Stavolta il rischio sarà molto alto: l'ex presidente del Consiglio deciderà la corsa quando sarà ragionevolmente sicuro di vincere, con l'aiutino dem. Arbitro (interessato) della contesa è Maurizio Landini. Il segretario della Cgil è una preda ambitissima di Elly Schlein: Corso Italia è in grado di orientare il voto di un target decisivo di elettori di sinistra; il suo orientamento vale oro. Il Nazareno fa di tutto per chiudere l'accordo, un impegno che il capo delegazione dem a Bruxelles, Nicola Zingaretti, ha ricordato al sindacalista anche dietro al palco di piazza del Popolo la settimana scorsa. Proprio come l'Olandese volante, l'approdo del caravanserraglio non è in vista.

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