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Grazie a un dispositivo a comando oculare sviluppato appositamente dal CNR, una donna toscana di 55 anni affetta da una grave forma di sclerosi multipla si è tolta la vita con la procedura del suicidio medicalmente assistito. Libera, nome di fantasia, ha dovuto attendere due anni perché a causa della tetraparesi non poteva somministrarsi il farmaco letale con i macchinari standard. Usando il movimento degli occhi ha potuto attivare una pompa e infondersi il farmaco per via endovenosa. Continua a leggere
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