Caserta, la rinascita di San Leucio, setificio modello per tutta l'Europa
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Caserta, la rinascita di San Leucio, setificio modello per tutta l'Europa

Un'utopia del passato può generare futuro illuminando il presente. Ecco il senso profondo della solenne celebrazione che è stata dedicata ieri, a Caserta, al 250esimo anniversario della Real Colonia di San Leucio, nel Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio. L'evento è stato promosso dalla Fondazione Orizzonti, in sinergia con le istituzioni nazionali e territoriali, per proporre una sorta di rinascita di quello che fu uno dei più avanzati esperimenti di welfare e avanguardia sociale in Europa. Alla celebrazione hanno partecipato i principi Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, a testimonianza del legame storico e culturale che ha dato origine a questo magnifico sito riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, oltre a rappresentanti delle istituzioni locali ed eccellenze del territorio, in un dialogo volto a rilanciare il ruolo di San Leucio nel panorama culturale e produttivo contemporaneo. "San Leucio - sottolinea Giuseppe Menniti, presidente della Fondazione Orizzonti - è il manifesto di un nuovo umanissimo produttivo e culturale. Con l'Anno Leuciano intendiamo trasformare la memoria in progetto vivente, riportando Caserta al centro del dibattito internazionale su lavoro e rigenerazione. Non ci limitiamo a celebrare una ricorrenza, ma riaccendiamo un motore di civiltà che, oggi come 250 anni fa, indica la via per coniugare l'eccellenza dell'ingegno, la bellezza dell'arte e il valore della coesione sociale. Raccontare la storia di San Leucio significa poter cambiare anche la narrazione spesso sbagliata e ingiusta che grava sul nostro territorio. Caserta è senza dubbio una capitale della cultura mondiale e merita che la produzione manifatturiera sia riportata nel cuore di San Leucio, come farò aprendo un opificio nella Piazza della Seta. Inoltre nelle giornate del 1, 2 e 3 maggio organizzeremo un grande incontro sul tema del lavoro, visto che qui è nato il welfare”. Fondata nel 1776 da Ferdinando IV di Borbone come struttura per la produzione e lavorazione della seta, la Colonia di San Leucio fu un polo manifatturiero d'eccellenza dotato di abitazioni e scuole per i lavoratori, oltre che un vero e proprio laboratorio di civiltà. Attraverso il celebre “Codice Leuciano”, la Colonia introdusse principi rivoluzionari per l'epoca, come l'istruzione obbligatoria, la tutela del lavoro, la parità tra uomini e donne e l'attenzione alla salute pubblica, delineando un modello di comunità che oggi, nell'era delle grandi trasformazioni economiche e digitali, è quanto mai attuale. Rileggere nel 2026 il Codice Leuciano ci fa sentire arretrati: basta pensare alla sua parità di genere in termini di istruzione, salario e nelle mansioni lavorative e amministrative. Qui nasceva addirittura l'utopia della meritocrazia, visto che l'illuminato Ferdinando affermava che “il solo merito forma differenzia tra gli individui di San Leucio”. Per non parlare di altri provvedimenti rivoluzionari come l'abolizione della dote, l'educazione condivisa dei figli, il dovere di mandarli a scuola all'età di sei anni, le leggi di successione con la legittima, la Cassa degli Orfani. Il non plus ultra, soprattutto oggi, nell'epoca dell'irriconoscenza manifesta e della cosiddetta sindrome del beneficato, si ha quando Re Ferdinando IV diceva: “rispettate chi vi benefica: contestategli in ogni occasione i sentimenti della più sincera riconoscenza…non l'inducete mai a pentirsi di tutto quello che vi fa”. Per oltre due secoli, il nome di San Leucio è stato sinonimo di qualità produttiva senza pari. Le sue sete, nate dall'incontro tra innovazione tecnologica e maestria artigianale, hanno attraversato la storia, vestendo palazzi istituzionali e residenze reali (Buckingham Palace, ad esempio), come vere e proprie eccellenze del “saper fare” italiano. Oggi, quella stessa comunità intende riaffermare la propria vocazione e la propria grandiosità manifatturiera, rilanciandole attraverso una rinnovata consapevolezza della propria eredità culturale, trasformando l'eredità storica di San Leucio in una leva feconda di sviluppo, identità e proiezione internazionale.

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