Il Foglio
Cinquant’anni fa si teorizzava che per capire le prime avvisaglie del cambiamento si dovessero intercettare i “segnali deboli”. Ovvero piccoli smottamenti, piccole fratture o nuove aggregazioni. A Milano, in vista del cambio epocale dell’èra politica Sala-Fontana, previsto tra la primavera 2027 (comunali e politiche) e febbraio 2028 (regionali), ci sono pochissimi segnali forti e molti segnali deboli . Gli ultimi che si stanno registrando riguardano la nascita di formazioni, associazioni, gruppi di pensiero, specialmente a destra, che propongono nuove idee di città. E’ l’esempio di Antonio Civita , il patron di Panino Giusto, autocandidatosi sindaco ma che si sta affermando tra i livelli cittadini della politica di centrodestra, che ha iniziato la sua avventura con l’associazione “Tu Milano - Chi ha visto l’elefante bianco?”. Ora, sottotraccia ma con grande qualità, in campo entra anche Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano. Aveva già avuto una prima uscita pubblica in maggio, insieme a Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo e allo stesso Civita, in un confronto sulla città presso Assolombarda. La Lumia ha lanciato per il prossimo lubnedì 8 giugno alle 18, presso il centro internazionale Brera, la sua associazione Milano Dialoga. Nell’occasione sarà presentata la ricerca sociologica commissionata alla società Eumetra sul punto di vista dei cittadini sul presente e sul futuro di Milano. Interessante la locandina dell’evento, che riporta quelli che sembrano essere i “capitoli” di un programma: diritti, casa, sicurezza, periferie, giovani, ambiente e innovazione. Tra i segnali “deboli” di tendenze, sempre nel centrodestra, c’è anche il chiacchiericcio insistito tra i vari leader su una possibile convergenza su Giovanni Terzi. L’ex assessore nella giunta Moratti, una storia di malagiustizia sofferta alle spalle, sarebbe stato sondato da più parti, non solo azzurre, per capirne la disponibilità. Del resto la sua visibilità è garantita sia per il proprio passato politico sia per il proprio presente: è il marito di Simona Ventura. Se sono rose fioriranno. Mentre sono solo spine tra Roberto Vannacci e la Lega. L’ex generale annuncia che avrà una sua candidatura sotto la Madonnina, e Alessandro Morelli del Carroccio lo chiama “compagno” che aiuta la sinistra. Anche sul fronte opposto ci sono “segnali deboli“. Deboli rispetto alle voci, che invece sono sempre forti. Anche perché la politica ama parlare delle vicende personali: e oggi come oggi le amministrative, per la vicinanza prevista con le politiche, saranno intersecate con le liste degli eletti in parlamento. La nuova legge elettorale darebbe un potere immenso alla leadership, ma anche con la vecchia legge Elly Schlein è determinante in tutta una serie di ragionamenti . Tra i “sicuri” di un posto ci sono sicuramente Silvia Roggiani, già parlamentare. Anche Alessandro Capellii segretario metropolitano del Pd Milano pare certo di prendere il treno diretto per Roma. E, sul fronte Avs, Bonelli stima moltissimo Francesca Cucchiara, la pasionaria verde del Consiglio comunale. Intanto, mentre c’è chi fa il grande gioco delle poltrone, c’è chi ha invece il sogno di “pensare insieme la città”, così come da titolo del convegno odierno presso la Cisl Milano Metropoli, alle ore 17. Ambizioso il payoff: “Non è il solito convegno”. E perché? Perché secondo gli organizzatori la Cisl torna protagonista, e poi perché all’iniziativa collaborano diverse associazioni di origine cristiano-sociale “che si sono unite per dare voce a un approccio solidaristico e comunitario ai problemi ispirato dalla Dottrina sociale della Chiesa”. Il percorso inizia con il sociologo Mauro Magatti, la collega sociologa Ivana Pais del Cnel e dell’Università Cattolica e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione Sussidiarietà. Tra gli organizzatori sicuramente Piervito Antoniazzi, Fabio Pizzul, Paolo Danuvola, Massimo Ferlini. Insomma, i cattolici che vorrebbero intervenire nel dibattito. Ad oggi, senza schierarsi con nessuno. Certo, in campo c’è Anna Scavuzzo. Ma pare non ci sia preclusione per percorsi anche diversi. Purché se ne inizi a parlare. L’auspicio dei convenuti è che i voti ci siano, oltre alle idee.
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