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Antoine Bloyé | Collector
Antoine Bloyé

Antoine Bloyé

La sua “vita si spiega attraverso la sua intransigenza: si fece rivoluzionario per rivolta e, quando la rivoluzione dovette cedere il passo alla guerra, ritrovò la sua violenta giovinezza e finì da ribelle”. Con queste parole Jean-Paul Sartre ricordava Paul Nizan , conosciuto all’École Normale Supérieure di Parigi e che sarà, per la breve esistenza di Nizan, morto a soli trentacinque anni, nel 1940, colpito da una pallottola vagante a Dunkerque, l’amico di una vita e questa intransigenza si respira nel capolavoro di Nizan, " Antoine Bloyé" ( qui con la traduzione storica di Danilo Cainelli ). Autore anche di un energico grido anticolonialista nel celebre Aden Arabia (che si apre con un incipt indimenticabile: “Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che è la più bella età della vita”), Paul Nizan è una figura fondamentale della letteratura francese del primo Novecento e appartiene a quel gruppo di scrittori aderenti al Partito Comunista (come Paul Éluard, André Breton, i surrealisti e molti altri intellettuali anche se Nizan ne uscirà dopo il patto Molotov-Ribbentropp) che ha plasmato la cultura francese attraverso l’engagement e l’opposizione all’ordine esistente. Anche Antoine Bloyé è un grido profondo e commovente di protesta, è il racconto delle trappole e delle illusioni di cui è lastricato il duro percorso di affrancamento dalle origini proletarie alla classe media, un’illusione che, come accade al protagonista del romanzo, rivela al primo incidente la sua vacuità. Il romanzo narra infatti retrospettivamente (si apre con la morte e l’organizzazione del funerale del protagonista resa in tutto il suo grigio dolore borghese) la storia di Antoine Bloyé, un uomo che era riuscito a costruirsi una posizione di dirigente ferroviario ma che, a causa di uno scandalo in cui sarà coinvolto, perderà il rispetto di chi gli sta intorno e rimarrà solo nell’umiliazione e nella consapevolezza di aver tradito le proprie origini. Il racconto, permeato di un forte carattere autobiografico considerato che un percorso simile ha contraddistinto anche la vita del padre di Nizan, è portato avanti dal figlio Pierre che, con lo sguardo tagliente di chi ha riconosciuto le falsità delle promesse della società, non mette in scena semplicemente una caduta, ma sottolinea invece come la chimera del progresso, che si concretizza in una ferrea adesione al lavoro, non abbia costituito un uomo nuovo ma ne abbia, piuttosto, smantellato l’anima e la personalità. Composto da un equilibrato connubio tra racconto biografico e analisi della società (dai processi di trasformazione della vita quotidiana alle oscillazioni dell’economia), il racconto della vita di Antoine Bloyé ha ancora oggi, in una società che promette l’irrealizzabile, ancora molto da insegnare. Paul Nizan Antoine Bloyé Ago Edizioni, 370 pp., 22 euro

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