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“Bentornata Giusi”: Bartolozzi si fa rivedere al ministero. Feste, amici e rapporti | Collector
“Bentornata Giusi”: Bartolozzi si fa rivedere al ministero. Feste, amici e rapporti

“Bentornata Giusi”: Bartolozzi si fa rivedere al ministero. Feste, amici e rapporti

Rieccola. “Cara Giusi, come stai?”. “Bentornata”. L’ultima volta l’hanno vista una decina di giorni fa. E’ tornata al ministero della Giustizia per la festa di addio di un collega, ma raccontano che questa non sia stata l’unica occasione in cui Giusi Bartolozzi s’è fatta rivedere in Via Arenula. Forse per ricordare che da quelle parti ha ancora un qualche peso. Del resto non si diventa “zarina” per caso, oltre gli organigrammi ufficiali c’è di più. Ci sono legami e relazioni. S’era dimessa da capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’indomani della disfatta referendaria, dopo una campagna di cui era stata una delle menti, spingendo per lo scontro totale coi giudici, culminato in quell’improvvida dichiarazione rilasciata proprio da Bartolozzi a un tv locale siciliana: la magistratura è un “plotone d’esecuzione”. Di mezzo anche il caso Almasri che la insegue (per ora è stata “scudata” dalla Camera, che ha sollevato il caso alla Consulta). Così alla fine da Palazzo Chigi hanno spinto perché lasciasse. Dietro di sé ha lasciato macerie e tensioni, con il suo piglio (fin troppo) decisionista aveva messo in fuga dirigenti e collaboratori. In molti allora hanno tirato un sospiro di sollievo. Eppure l’altra sera è stata accolta da baci e abbracci, di circostanza forse. Ma anche da qualche nostalgia, perché al ministero qualcuno lamenta pure come oggi l’ingranaggio sia peggiorato. Bartolozzi nel frattempo è stata sostituita da Antonio Mura, ma una certa influenza pare averla mantenuta. O comunque ci prova, continua ad avere rapporti con varie personalità che nelle stanze della Giustizia hanno un ruolo non secondario. Come il vicecapo di gabinetto Vittorio Corasaniti e Alfredo Federici, che guida la segreteria del capo di gabinetto, oppure Roberto Rovello, un dirigente di polizia penitenziaria al vertice del cerimoniale del ministero. Sono rapporti che non si esauriscono con le dimissioni, tanto più per chi come Bartolozzi ha lasciato un segno. E d’altra parte anche il meloniano Andrea Delmastro, pure lui dimissionario dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, ha lasciato un’impronta da quelle parti. Federico Carrai, che era capo della sua segreteria al ministero, è ancora lì, nella stessa carica, collaborando oggi con il neo sottosegretario Alberto Balboni. Delmastro, dopo le polemiche e le bistecche, è tornato a fare il parlamentare semplice. Bartolozzi invece sta cercando di capire quale sarà il suo futuro. E’ una magistrata, con un passato anche da eletta in Parlamento con FI, e ad aprile il Csm ha deliberato il suo ritorno in servizio, presso la Corte d’appello di Roma. L’iter non si è ancora concluso, mentre per lei si è parlato anche di un incarico a Londra come magistrato di collegamento. Un’ipotesi gradita alla “zarina”, ma intanto sfumata. Potrebbe chissà essere destinata a un’altra sede, in Italia, ma ancora non è chiaro se e dove. Un’altra strada potrebbe essere la nomina in qualche partecipata, ma all’orizzonte non se ne vedono. Così l’ex capo di Gabinetto di Nordio attende, alla finestra. E, in attesa di definire il futuro, di tanto in tanto ripassa in Via Arenula, o nei dintorni, per un pranzo, un saluto ai colleghi o una festa. Se n’è andata, certo, ma al ministero se la ricordano bene. E a quanto pare Bartolozzi non deve esserne troppo dispiaciuta.

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