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Giani: “Con Bper si può pensare a una soluzione. Per l’integrità toscana” | Collector
Giani: “Con Bper si può pensare a una soluzione. Per  l’integrità toscana”

Giani: “Con Bper si può pensare a una soluzione. Per l’integrità toscana”

Roma. Eugenio Giani, presidente dem della Toscana, guarda con circospezione ai “movimenti che potrebbero sfarinare l’integrità del Monte dei Paschi di Siena”. Giani vuole eludere l’effetto Netflix. Non meno che la “logica del tifoso”. Alla fine però tiene a dire: “Con Bper posso concepire uno sviluppo della situazione. Al contrario, quello che non potrò mai accettare sarà la dispersione di un patrimonio di rete, sportelli, management che oggi ha il suo cervello su Siena”. Quello che non potrà mai accettare è la soluzione-Giorgetti? “Esatto”. La soluzione Bpm che piace alla Lega e dispiace a Giorgia Meloni? “Sì”. E’ d’accordo allora con la premier quando sostiene la necessità di tutelare l’integrità italiana? “Sì, anche se sono cauto. Ho letto dichiarazioni arrendevoli. Ma non voglio entrare nel merito della polemica politica. Quello che mi interessa è soprattutto l’integrità toscana”. A tal proposito, anche il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, vede nell’operazione di Intesa e Unipol una soluzione “strategica a livello nazionale”. Una via d’uscita che pone “al centro gli interessi dei consumatori”. “Sono gli stessi interessi che ho io – commenta il governatore del Pd – che con la loro realtà, Legacoop, collaboro in tante occasioni”. Certo. E’ comunque particolare la circostanza. Non trova? “Quale?”. Quella di una simile operazione che si verifica con un governo di centrodestra. “Guardi, io sono abituato a essere prudente. A non basarmi su notizie flash. Tutto quello che posso dire è che agirò a tutela dell’economia della mia regione”. Quindi? “A oggi mi sento di osservare, senza slanci da tifoseria. Ma certo penso che non possa essere soltanto un’operazione di finanza. Dopodiché, guardo con rispetto e considerazione a Legacoop che sa cosa significa la nostra economia”. Cosa significano queste operazioni per la sua regione? “Intanto le dico che al Monte dei Paschi mi sono dedicato tantissimo, sei anni fa. Ho aperto il fronte di un impegno regionale che coinvolgeva gli enti locali, la provincia, il comune. Fummo noi, all’epoca, l’argine rispetto ai tentativi di incorporazione. Il Monte dei Paschi usciva da una situazione critica. Noi insistevamo sul fatto che avesse il know how, il management, le caratteristiche aziendali che ne avevano fatto una delle banche più importanti d’Italia. Associando tutto questo alla specificità senese, alla sua cultura d’impresa”. Lei sostiene che il pregio di Mps dipenda anche da quel momento di crisi. “Sì. La difesa della sua autonomia dimostrò che avevamo ragione. Con Mps si creò una realtà bancaria autonoma. Poi c’è stata l’acquisizione di Mediobanca. Sicché Mps è divenuto appetibile tanto da essere al centro, adesso, del risiko bancario”. Rispetto al quale lei, pur con prudenza, guarda con interesse a Bper. “Come le ho detto, in quel caso posso concepire uno sviluppo della situazione. Ma come sei anni fa, e con lo stesso impegno, mi preme soprattutto non disperdere o frammentare il patrimonio e l’autonomia. Mps è una realtà forte, che ha dimostrato di superare anche i momenti di crisi del 2020. A maggior ragione, quando s’ipotizzano acquisizioni di sportelli, rimodulazioni in altre realtà, sono molto attento”.

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