Collector
Giriş Yap
Sánchez applaude il Papa a Madrid ma pensa già alle Canarie | Collector
Sánchez applaude il Papa a Madrid ma pensa già alle Canarie

Sánchez applaude il Papa a Madrid ma pensa già alle Canarie

Roma. Il País scrive che tutto sommato il governo spagnolo può tirare un sospiro di sollievo: il Papa sull’immigrazione non ha parlato come Santiago Abascal , leader di Vox, e si è detto contrario alla guerra e a favore del rispetto del diritto internazionale. Il ministro Félix Bolaños, sovrintendente governativo della visita di Leone XIV, ha tagliato corto: “Nei due grandi dibattiti del mondo, la difesa della pace e della dignità umana, il discorso del Papa è assolutamente concorde e coerente con la posizione del governo” . E’ un po’ come dopo una qualunque tornata di ballottaggi in Italia: hanno vinto tutti, sempre. Basta dire che Bisceglie conta più di Venezia, che quel capoluogo vale più di quell’altro, ed è fatta. Non è un caso che il leader del Partito popolare, Alberto Núñez Feijóo, abbia subito detto di aver condiviso il discorso del Pontefice “dalla A alla Z” , promuovendo la standing ovation corale di sette minuti. Che sull’immigrazione il Papa si schierasse contro le linee dell’ultradestra – in particolare sulla prevalenza della “origine nazionale” – era abbastanza scontato. Sono concetti che Robert Prevost ha più volte richiamato in questo primo anno abbondante di pontificato, forse dalle parti della Moncloa non se ne sono accorti. Meno scontato, invece, era che intervenisse in modo netto su aborto (che il Psoe vorrebbe inserire in Costituzione) ed eutanasia, andando addirittura oltre la tiepida contrarietà dei Popolari, che infatti vengono accusati da una parte della destra cattolica spagnola di essere troppo passivi sul tema. ABC, quotidiano conservatore, ha sottolineato questo aspetto, già nella titolazione della prima pagina: il Papa parla della difesa della vita. Che il colpo si sia sentito dalle parti della maggioranza lo fa capire chi sottolinea che comunque il Pontefice non ha parlato del matrimonio tra omosessuali: che è come dire, almeno quello. Lo stesso País – che ha titolato l’apertura sulla richiesta del Papa ai vescovi di darsi da fare per sanare la piaga della pedofilia, cioè ha parlato d’altro, evitando a piè pari ogni riferimento al discorso in Parlamento – sottolinea che nel cordiale incontro tra il premier e il Papa avvenuto poco prima di entrare nell’aula del Congresso dei deputati sono state affrontate solo le questioni che li accomunano, scartando le altre “divisive” (che quindi c’erano). E tra i punti che avvicinano i due leader c’è la questione migratoria , quella su cui Sánchez punta tutto per cambiare la narrazione che sta prendendo piede sui media: una Spagna che sarà sì secolarizzata e laica, ma che poi porta in piazza più di un milione di persone per la processione del Corpus Domini a Madrid e ottantamila allo stadio Bernabeu per festeggiare Leone, che tra il serio e il faceto, impressionato dalla folla festante (la stessa che lo attendeva perfino fuori dalla cattedrale dell’Almudena per un brevissimo momento di preghiera), ha notato come la Chiesa abbia segnato un “golazo”. Sánchez accompagnerà il Pontefice alle Canari e, dove tra giovedì e venerdì il Papa si immergerà nella questione migratoria: incontrerà le realtà di accoglienza dei migranti nel porto di Arguineguín, quindi i migranti ospitati nel centro “Las Raíces” prima di celebrare la messa nel porto di Santa Cruz de Tenerife. Dal governo ribadiscono: l’idea del viaggio nasce soprattutto per questo, il resto – processioni incluse – è a corredo. Ieri, intanto, il trasferimento a Barcellona. Al Congresso dei deputati, nella capitale, Leone XIV si è sentito chiedere da una deputata catalana, in inglese, di parlare catalano. Un momento quasi di satira ma che rende ben chiaro il clima che si prepara a nord, dove perfino il messale per la celebrazione di stasera alla Sagrada Família è stato contestato: troppo castigliano, è un affronto, hanno titolato i giornali. E l’organizzazione locale, anziché cercare di gettare acqua sul fuoco, ha dato la colpa ai soliti cattivi di Madrid. Rimarcando così una separazione netta, culturale e ideologica. Si vedrà allora se le folle immense che hanno accompagnato il Pontefice nella capitale sono state solo un momento di grande rivendicazione identitaria o se qualcosa, anche nella già cattolicissima Spagna, stia cambiando. Un primo assaggio lo si è avuto per la celebrazione dell’Ora media, in cattedrale, e in serata allo stadio olimpico per la Veglia di preghiera: il pubblico, orante, c’è. I deputati di Podemos, che hanno lasciato vuoti i banchi alle Cortes, hanno biasimato le parole di Prevost, ritenendole una ingerenza indebita negli affari dello stato laico. Acqua passata. Stasera, dopo la messa, Leone XIV inaugurerà la Torre di Gesù della Sagrada Família , esattamente cent’anni dopo la morte di Antoni Gaudí. Prima, in mattinata, visiterà il centro penitenziario “Brians 1”, presiederà la recita del Rosario nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat e incontrerà le realtà di carità diocesane. Domani, di primo mattino, la partenza per le Canarie.

Go to News Site