Il Foglio
È un provvedimento "orientato alla contrattazione di qualità". Che prevede anche "agevolazioni contributive importanti, ben accolte da tutto il mondo industriale e lavorativo". Dunque il decreto sul lavoro, rinominato decreto Primo maggio, "non può finire vittima dei giochi della politica", avverte Roberto Boschetto , presidente di Confartigianato Imprese Veneto. E mentre la regione-locomotiva d'Italia continua a essere governata dalla Lega, a Roma la stessa Lega sembra manovrare dietro le quinte per ostacolare il decreto - che oggi sarà votato in prima lettura alla Camera con il voto di fiducia, prima dell'esame in Senato per la conversione in legge entro fine giugno. "Per noi rappresenta un'iniziativa fondamentale in diverse sue componenti", spiega Boschetto al Foglio. "Gli sgravi previsti dal decreto aiutano: non si può vivere di soli bonus, naturalmente, ma sosteniamo da sempre l'esigenza di regole chiare per ottenere incentivi immediatamente usufruibili. Serve certezza, razionalità, affinché le imprese possano rafforzare l'assunzione di giovani e donne. Un altro aspetto chiave del decreto è il cosiddetto salario giusto ", che prevede una soglia di retribuzione minima fissata dai contratti collettivi nazionali (Ccnl). "Si tratta di un intervento di buonsenso, al contrario invece del salario minimo per legge che noi non abbiamo mai sostenuto: è la stessa Comunità europea a spingere la valorizzazione della contrattazione collettiva . Ed è l'autonomia delle parti che deve andare a definire i salari, rispondendo così all'articolo 36 della Costituzione". Il problema è che proprio su questo punto la Lega ha posto dei paletti piuttosto controversi: l'emendamento sulla modifica dei parametri del salario giusto per accedere ai bonus è stato accolto dai sindacati - e non solo - come una manovra finalizzata a legittimare i contratti pirata a discapito dei lavoratori. Alla fine quell'emendamento è stato ritirato e riformulato dalla maggioranza, ma secondo le opposizioni non abbastanza da cambiare davvero le cose. E ancora una volta la sensazione è che FdI e Forza Italia, anche in fatto di diritto del lavoro, debbano fare i conti con l'atteggiamento boicottante del Carroccio. "Capiamo i meccanismi interni, il valzer degli emendamenti", premette Boschetto. "Però il decreto legge andrebbe portato avanti nella sua impostazione originaria: la Lega e il Veneto leghista ne tengano conto . Perché inserire i contratti maggiormente applicati dal datore di lavoro, con la formulazione proposta avrebbe effettivamente dato applicazione immediata ai contratti pirata. E questo resta uno scenario da scongiurare, non ci possono essere dubbi". Dunque avanti col provvedimento, con qualche ulteriore appunto a margine. "Siamo noi parti sociali a dover disciplinare questa materia. C'è un passaggio nel decreto che prevede che laddove non si rinnovino i contratti collettivi dev'essere assegnato un aumento automatico: capiamo gli incentivi alla sensibilizzazione ma attenzione a limitare l'autonomia delle parti. L'obiettivo deve restare l'innovazione della contrattazione nei rapporti di lavoro, attraverso strumenti concreti e ben calibrati. Come Confartigianato, in quanto componente più rappresentativa sul territorio nazionale, puntiamo sulla contrattazione di qualità. E mi aspetto che il governo persegua lo stesso fine, senza finire condizionato nella sostanza dai protagonismi della politica. Vale per la Lega e per tutti".
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