Al via il processo sulle gestioni della Città della Salute di Torino: ci sono un po’ di intrecci interessanti

Al via il processo sulle gestioni della Città della Salute di Torino: ci sono un po’ di intrecci interessanti

Palagiustizia di Torino, giovedì 5 febbraio: al via il maxi processo sulle gestioni della Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (d’ora in poi Aou-Csst), 16 manager accusati chi di truffa e chi di falso ideologico, spesso di entrambi i reati. Una falsa partenza: davanti a circa 40 persone fra imputati presenti, avvocati […] L'articolo Al via il processo sulle gestioni della Città della Salute di Torino: ci sono un po’ di intrecci interessanti proviene da Il Fatto Quotidiano .

De Luca, il procuratore coraggioso che smonta 30 anni di balle

De Luca, il procuratore coraggioso che smonta 30 anni di balle

Non una riga (a meno di miei errori) su numerosi giornali ieri mattina, e solo Il Tempo con la notizia assai visibile già in prima pagina. Sto parlando della seconda parte della clamorosa audizione del procuratore di Caltanissetta De Lucain Commissione Antimafia. Si tratta di un fatto enorme, che smonta trent'anni di balle (le presunte piste nere, oltre alla narrazione di comodo di alcuni magistrati, politici e giornalisti che a questo punto dovrebbero vergognarsi di pronunciare le parole «Falcone» e «Borsellino») e soprattutto fa capire la reale posta in gioco, quella che si è voluta occultare per troppo tempo. Lascio da parte la figura a dir poco imbarazzante di alcuni magistrati (che escono a pezzi dall'inchiesta di De Luca: alcuni con case comprate da imprese in odore di mafia, altri con audizioni in Antimafia di ex colleghi accuratamente e amorevolmente preparate) e mi concentro sul punto di fondo. Quel che conta è un nodo che potrebbe portare alla riscrittura integrale di un autentico turning point della storia italiana, e cioè l'anno 1992. La chiave sta in quel dossier mafia-appalti costruito dal Ros dei Carabinieri (il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno), oggetto della straordinaria attenzione di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino. Cosa se ne ricava? In quell'anno l'attenzione era concentrata (a Nord) sull'inchiesta Mani Pulite, il cui esito è oggi chiaro: per una ragione o per l'altra, ne uscirono a pezzi le forze del pentapartito, mentre (con circoscritte eccezioni milanesi) ne risultò pressoché completamente indenne il Pci-Pds-Ds, che non a caso, a inizio 1994, si sentiva pronto a conquistare tutto con la «gioiosa macchina da guerra» di Achille Occhetto, fermata - come si sa - solo da un benedetto imprevisto della storia, e cioè dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, capace di unire alla sua for(incluse quelle rosse) e poteri criminali? La risposta più probabile a questa domanda è sì. Capite bene che la più recente storia d'Italia sarebbe stata significativamente riscritta. Primo: sarebbe stato ben difficile evocare la diversità morale della sinistra ex comunista. Secondo: settori della grande impresa italiana non avrebbero potuto raccontare a se stessi e al paese la favola dell'essere stati rapinati dal sistema dei partiti attraverso Tangentopoli. Non a caso quel dossier e la relativa indagine restano un enigma. Perché il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco telefonò a Borsellino, per affidargli l'inchiesta, all'alba della domenica in cui il magistrato fu ucciso? Non poteva vederlo il giorno dopo? E perché poi ci fu una corsa affannosa per affossare l'indagine? Perché a Giammanco, morto nel 2018, non furono chieste spiegazioni? Dalla risposta a queste domande passa un'"esigenza" che assai probabilmente molti avvertirono come impellente: criminalizzare Mori e De Donno, isolarli, costruire il grande racconto mediatico e giudiziario della «trattativa», usare quella potente e fumosa narrazione per nascondere il resto. E tra le cose da nascondere c'era forse quanto era accaduto (e quanto non si volle far accadere) presso la procura di Palermo. I lettori comprenderanno che - a questo punto - a essere messa in causa è una intera filiera giudiziaria (alcuni protagonisti sono transitati in politica, come si sa) e giornalistica, con anni di racconti televisivi. Toccherà a loro- se saranno in grado di farlo- balbettare qualche spiegazione. Più probabile che sperino nel gran lavacro del silenzio, della distrazione, dell'oblio: le tesi del procuratore De Luca sono troppo imbarazzanti per loro. C'è da fare i complimenti alla Commissione Antimafia e alla presidente Chiara Colosimo, oltre che ai membri più combattivi della Commissione stessa, a partire da Maurizio Gasparri. E, su un altro piano, sarebbe molto importante se Antonio Di Pietro volesse raccontare alcune cose: è convinto che Raoul Gardini si sia davvero suicidato alla vigilia dell'interrogatorio previsto a Milano? E, se sì, c'entra qualcosa l'indagine che ha poi segnato la vita di Mori e De Donno? E ancora: perché Mani Pulite non andò oltre lo Stretto di Messina?

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi: le medaglie del 12 febbraio

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi: le medaglie del 12 febbraio

L'Italia riparte da un mercoledì da incorniciare e da un giovedì che promette di essere altrettanto denso di emozioni alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina . Ieri, gli azzurri hanno vissuto una giornata a due facce: trionfo totale nello slittino sulla pista "Eugenio Monti" di Cortina, con il doppio oro firmato prima da Andrea Voetter e Marion Oberhofer nel doppio femminile e poi da Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner nel doppio maschile. Male invece il SuperG maschile (Giovanni Franzoni sesto, Dominik Paris subito fuori) e il biathlon 15 km donne (Dorothea Wierer quinta). Oggi, il programma azzurro offre diverse occasioni di medaglia dalla mattina alla sera, con riflettori puntati soprattutto su sci alpino e short track . A Cortina, alle 11.30 sulla pista delle Tofane, va in scena il SuperG femminile con Sofia Goggia che cerca il bis dopo il bronzo in discesa, Federica Brignone punta al riscatto. In gara anche Elena Curtoni e Laura Pirovano . La giornata si apre già alle 9.05 con il curling femminile : per l'Italia doppio impegno nel round robin, prima contro la Svizzera e poi contro la Corea del Sud, due partite che possono pesare in ottica classifica. Alle 10 scatta anche lo snowboard cross maschile , con Lorenzo Sommariva impegnato nelle manche di qualificazione. Nel pomeriggio e in serata, i fari tornano su Milano per lo short track e sulla pista lunga per il pattinaggio di velocità. Arianna Fontana nei 500 metri va a caccia della 13ª medaglia olimpica in carriera: un traguardo che, se centrato, le permetterebbe di eguagliare Edoardo Mangiarotti come atleta italiano più medagliato di sempre ai Giochi, estivi e invernali. Nei 1000 metri maschili spazio invece a Pietro Sighel , con Luca Spechenhauser e Thomas Nadalini , in una specialità che spesso si decide sul filo delle traiettorie e della gestione dei contatti. Sul ghiaccio della pista lunga, alle 16.30, torna Francesca Lollobrigida nei 5000 metri: dopo l'oro nei 3000, l'azzurra cerca continuità e un'altra giornata da protagonista. E ancora Cortina alle 18.30, con la staffetta a squadre dello slittino: dopo il doppio trionfo di ieri, l'Italia si presenta con ambizioni concrete anche nella prova mista, che unisce velocità e precisione negli scambi.