“Non so cosa succederà domani, non so se Federica riuscirà a mettere gli sci”: la madre di Brignone racconta il giorno dell’infortunio

“Non so cosa succederà domani, non so se Federica riuscirà a mettere gli sci”: la madre di Brignone racconta il giorno dell’infortunio

La corsa in ospedale, i pensieri di una madre – “Fede dovrebbe farla finita con lo sci e con le gare” – per la figlia stesa su una barella. Poi l’operazione, l’attesa, il responso dei medici: “Ho fatto un bel puzzle. Era un disastro“. Per gentile concessione della casa editrice, ilFattoQuotidiano.it pubblica un estratto del […] L'articolo “Non so cosa succederà domani, non so se Federica riuscirà a mettere gli sci”: la madre di Brignone racconta il giorno dell’infortunio proviene da Il Fatto Quotidiano .

Yakisoba, le incredibili imprese del cane finanziere: come scova soldi illeciti

Yakisoba, le incredibili imprese del cane finanziere: come scova soldi illeciti

Scodinzola, gironzolando per l’aeroporto a caccia di valuta illecita. Un quattro zampe dal notevole fiuto, che merita una medaglia d’oro per le indubbie capacità olfattive. Il “cash dog”, il cane che annusa i soldi, ha fatto decisamente il suo dovere: Yakisoba, chiamato familiarmente Yaki, in forza alla Guardia di Finanza di Orio al Serio, solo nel 2025, ha intercettato allo scalo “Il Caravaggio” qualcosa come 6,2 milioni di euro in contanti. Banconote che passeggeri di ogni continente hanno cercato di far entrare o uscire illecitamente dall’Italia. Le Fiamme Gialle e il personale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, con il supporto olfattivo del prezioso animale, dopo avere rilevato le rotte più utilizzate per la movimentazione transfrontaliera illecita di denaro, hanno proceduto attraverso controlli mirati e sanzionato oltre 530 persone che hanno tentato di far entrare, in maniera illegale, valuta in sedici diverse monete aventi corso legale in vari Paesi. Per celebrare, come merita, il protagonista di questa vicenda abbiamo sentito il capitano, Chiara Evangelista, comandante della Compagnia Guardia di Finanza all’aeroporto bergamasco. «Il nostro amico Yaki, che ci dà una mano fondamentale nel nostro lavoro quotidiano, è uno splendido pastore tedesco a pelo grigio di quattro anni. È stato formato nell’apposita scuola delle Fiamme Gialle a Castiglione del Lago (Umbria). L’addestramento dura sei mesi e per il cane rappresenta un gioco quotidiano: annusa più volte un panno (manicotto) intriso di banconote triturate, in un mix di cellulosa e inchiostro. Giorno dopo giorno il suo olfatto verso il denaro in contanti cresce ed oggi è un vero campione nel suo ambito». Ma vediamo l’operatività del meticoloso quattro zampe. «In Italia», continua la Evangelista, «ci sono circa venti esemplari di cani anti-valuta presenti negli aeroporti, che possono poi agire sul territorio in caso di necessità per situazioni di riciclaggio. Yaki è con noi quotidianamente per circa sei ore, durante le quali svolge la mansione di “annusa soldi”». Elemento fondamentale per la buona riuscita delle operazioni è il grande rapporto di simbiosi che si viene a creare tra il cane e il suo conduttore. Un legame di totale complicità e, come ovvio, fiducia reciproca». Il conduttore di Yaki, il brigadiere capo “qualifiche speciali” Alessandro Caldarelli, è entusiasta del loro feeling: «È davvero un piacere avere Yaki come compagno di giornata. Ci posizioniamo più spesso nel settore partenze dello scalo, senza di certo tralasciare la zona uscite. Giriamo insieme e quando annusa un ingente quantitativo di banconote accelera il passo, supera il passeggero da controllare e si piazza davanti a lui bloccandolo. Ha un fiuto eccezionale. Durante lo scorso anno abbiamo raggiunto la cifra record di sequestro e in ogni caso se un giorno non rileviamo nulla di sospetto prepariamo una valigia con denaro dentro e lo facciamo odorare a Yaki, per tenerlo in buon allenamento». Una domanda. Che ricompensa per lui quando scova il denaro illecito? «Guardi, lo premiamo con il suo passatempo preferito, ovvero giocare e masticare la sua pallina di gomma preferita. Si diverte tantissimo». La dottoressa Chiara Evangelista svela anche un dettaglio: «Chi cerca di esportare valuta adotta tecniche innovative, come per esempio posizionare le banconote sottovuoto per eludere l’intervento del cane. Si pensa in questo modo che l’olfatto dell’animale non riesca a percepire le particelle molecolari di inchiostro e cellulosa. Ma il nostro Yaki, dopo alcuni secondi, riesce a stanare pure i soldi sigillati». Un campione. I voli sotto costante osservazione allo scalo bergamasco risultano quelli con destinazione Casablanca (Marocco), Il Cairo (Egitto), Istanbul (Turchia) e Sharjah (Emirati Arabi Uniti), hub di collegamento dell’Occidente con il Medio Oriente, nonché il continente africano. Nonostante i tentativi, anche fantasiosi, di nascondere il denaro, dal più classico doppio fondo nel bagaglio a banconote inserite in flaconi di detergenti, libri o tra gli abiti indossati, l’eccezionale fiuto del cane antivaluta Yakisoba delle Fiamme Gialle ha avuto quindi la meglio. Nel corso delle indagini, tra l’altro, sono stati smascherati passeggeri debitori nei confronti del nostro Erario per circa 4.5 milioni di euro e sono stati sottoposti a sequestro oltre 137.000 euro per l’ipotesi di reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Caso Pucci, Bocchino attacca la sinistra ma inciampa: confonde Biagi con Montanelli e Travaglio lo corregge in diretta su La7

Caso Pucci, Bocchino attacca la sinistra ma inciampa: confonde Biagi con Montanelli e Travaglio lo corregge in diretta su La7

Botta e risposta a Otto e mezzo (La7) tra il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e l’ex parlamentare del Pdl, Italo Bocchino, sul caso Pucci e Petrecca in Rai. Il direttore editoriale del Secolo d’Italia difende a spada tratta l’intervento a gamba tesa della premier Giorgia Meloni e del presidente del Senato Ignazio La […] L'articolo Caso Pucci, Bocchino attacca la sinistra ma inciampa: confonde Biagi con Montanelli e Travaglio lo corregge in diretta su La7 proviene da Il Fatto Quotidiano .

Sanremo 2026, la figlia di Peppe Vessicchio: "Come lo riporto al Festival"

Sanremo 2026, la figlia di Peppe Vessicchio: "Come lo riporto al Festival"

A pochi passi dal teatro Ariston, sul lungomare di Sanremo , sta per nascere “Casa Vessicchio”, uno spazio voluto e sognato da Peppe Vessicchio , maestro più amato della lunga storia del Festival della canzone italiana, per raccontare il suo universo fatto di musica, cucina, giovani talenti e cultura. A parlarne con Libero è Alessia Vessicchio, figlia “di fatto” del direttore d’orchestra napoletano. L’incontro tra un giovanissimo Peppe Vessicchio e la mamma di Alessia, la scrittrice Enrica Mormile, avvenne nel 1976, quando il musicista aveva solo vent’anni. L’età precoce non impedì a Vessicchio di accudire sin da subito come un padre la bambina di sette anni della donna che nel 1989 sarebbe diventata sua moglie. Oggi Alessia, a sua volta scrittrice, alla vigilia dell’uscita del libro Fino a te (Graus editore), dopo aver raccontato perla prima volta pubblicamente il legame col padre putativo in tv a La Volta Buona, ricorda commossa il grande lascito di suo padre Peppe. Alessia, come è nata l’idea di realizzare Casa Vessicchio a Sanremo? «È un’idea che papà aveva già da tempo. Voleva uno spazio dove raccontare tutto ciò che amava: la musica, certo, ma anche il vino che produceva, la cucina, le borse di studio e il suo rapporto con i giovani. Dopo la sua scomparsa, assieme a Andrea Rizzoli, storico collaboratore di mio padre e Nicolò Petitto, abbiamo deciso di dar vita a quel sogno. Sarà un luogo aperto per tutta la settimana del Festival, con incontri, podcast, degustazioni, serate dedicate alle sue ricette. Un modo per continuare a far vivere il suo mondo». Il grande pubblico conosceva e amava l’umanità del maestro. Ma nel privato che uomo era Peppe Vessicchio? «La cucina era il suo vero linguaggio d’amore. Da buon napoletano per lui cucinare significava prendersi cura... La domenica chiamava e chiedeva: “Cosa vi cucino?”. Coltivava l’orto, studiava i prodotti, faceva esperimenti perfino sulla cottura della pasta. Approfondiva tutto, dal pomodoro alla fisica quantistica. Era un uomo curioso, colto, appassionato». Particolare anche la sua dedizione verso i giovani artisti. Ha qualche ricordo di questo aspetto così nobile del suo percorso professionale? «Si dedicava ai ragazzi nei festival, in tv come nelle scuole di provincia. È capitato che abbia tenuto addirittura delle masterclass gratuite. Diceva sempre sì quando si trattava di sostenere i più giovani che avevano bisogno di un’occasione. Era vicino a loro senza distinzione, anzi con una generosità autentica». Cosa ha significato per lei averlo avuto come padre “per scelta”? «Tutto. Io ho scelto di essergli figlia e lui ha scelto di essermi padre. Ogni giorno. Non c’era costrizione, solo amore. Lui mi ha cresciuta con calma, senza mai alzare la voce. Diceva che se urli l’altro va in difesa e non ti ascolta più. È una lezione che porto dentro». Le propose di adottarla ufficialmente e di prendere il suo cognome. Perché lei si rifiutò? «Me lo propose anche più di una volta. Io rifiutai perché mi sembrava di mancare di rispetto al mio padre naturale. Avevo vent’anni, poi me lo ripeté intorno ai trenta. Oggi è uno dei miei pochi rimpianti: forse avrei dovuto dire sì... Però mi sono sempre sentita Vessicchio, e lui mi ha sempre chiamata così senza pretendere mai che dimenticassi il mio padre naturale o il suo cognome (Grieco ndr)». Nel suo libro in uscita parla anche di suo padre Peppe? «Nella prima pagina gli ho chiesto scusa perché gli avevo detto che glielo avrei fatto leggere solo una volta pubblicato ma lui se n’è andato prima e non ha potuto leggerlo. È un dolore grande». Qual è l’eredità più bella che le ha lasciato? «I quarantanove anni vissuti insieme. Ogni insegnamento, ogni parola, ogni ragù cucinato. Gran parte di ciò che sono oggi lo devo a lui. Mi ha insegnato la coerenza, a non scendere a compromessi, a parlare con misura. E mi ha sostenuta quando ho lasciato il lavoro da autrice televisiva per inseguire il sogno di scrivere libri. Mi disse: “Vai, quando scrivi carezzi”. Non lo dimenticherò mai». E cosa le manca di più? «Mi manca Peppe. La telefonata del “Cosa vi cucino domani?”. Le risate, i Lego che costruiva con le sue pronipoti...perché mia figlia lo ha reso anche bisnonno! Manca come l’aria la sua presenza silenziosa. Era l’unico uomo in una famiglia di donne, il nostro punto fermo». Fino a te in effetti racconta cinque generazioni di donne. È anche un modo per continuare il suo insegnamento? «Assolutamente sì. Diceva che se racconti qualcosa che hai davvero vissuto, l’emozione arriva. Questo libro è il mio modo di onorare le donne della mia famiglia e anche lui, che mi ha insegnato a credere nelle storie e nella forza gentile delle parole».

James Van Der Beek, la scomparsa di un idolo adolescenziale ci riporta tutti indietro nel tempo

James Van Der Beek, la scomparsa di un idolo adolescenziale ci riporta tutti indietro nel tempo

La morte di un idolo adolescenziale ha la capacità di riportarci con dolore e malinconia indietro nel tempo, dentro la nostra stanza anni ’90, con la televisione accesa nel pomeriggio, i compiti ancora da fare e quell’ardente desiderio di essere altrove, lì dove accadono sempre cose incredibili, lì dove tutto dura il tempo di una […] L'articolo James Van Der Beek, la scomparsa di un idolo adolescenziale ci riporta tutti indietro nel tempo proviene da Il Fatto Quotidiano .

Premio di laurea 'Giulia Cecchettin', premiate 20 tesi su tematiche di genere

Premio di laurea 'Giulia Cecchettin', premiate 20 tesi su tematiche di genere

Roma, 12 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Venti le tesi su tematiche di genere premiate questa mattina presso la Facoltà di Economia dell'università di Roma Tor Vergata, alla presenza di Gino Cecchettin, nel corso della terza edizione 'Premio Giulia Cecchettin' che l'università di Roma Tor Vergata ha istituito nel 2024 per promuovere la riflessione e la ricerca sulla parità di genere e le pari opportunità. E per onorare la studentessa di Ingegneria Biomedica dell'Università di Padova, vittima di femminicidio nel novembre 2023. L'evento, introdotto dalla professoressa Barbara Martini Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, si è aperto ricordando con un minuto di silenzio Federica Torzullo, recente vittima di femminicidio e ex studentessa a Roma Tor Vergata nel corso di laurea in Ingegneria Gestionale. “Profonda partecipazione per questo evento che premia le migliori tesi di laurea sul tema della violenza di genere. Questo si colloca nel cuore della nostra missione formativa e civile”, il rettore dell'università di Roma Tor Vergata, professor Nathan Levialdi Ghiron, ha salutato l'assemblea e gli ospiti. “Rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare a Gino Cecchettin per essere qui con noi oggi, per la sua testimonianza e per l'impegno con il quale anche attraverso la Fondazione continua a trasformare il dolore in responsabilità e in speranza. La violenza di genere non è un fenomeno astratto ma è una realtà che interpella direttamente anche le comunità universitarie. L'università ha un compito preciso di fronte a queste complessità: formare prima ancora che informare. Formare coscienze critiche, educare al rispetto, offrire strumenti culturali capaci di decostruire stereotipi, linguaggi e modelli di relazione fondati sulla sopraffazione”. Il rettore è quindi entrato nel merito dell'evento: “Le tesi che premiamo oggi provenienti da quattro facoltà testimoniano come i temi di genere attraversano i saperi e richiedono approcci plurali e interdisciplinari. Il sapere non è solo conoscenza ma strumento concreto di cambiamento e responsabilità. Il nostro ateneo ha scelto di affiancare anche azioni concrete di sostegno, come il progetto Mariposas, promosso dal Comitato Unico di Garanzia e dalla Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, con l'esenzione totale dai contributi universitari per le studentesse vittime di violenza di genere, per tutelare concretamente il diritto allo studio e rimuovere gli ostacoli economici favorendo autonomia personale e professionale”. “Oggi premiamo il merito ma soprattutto rinnoviamo l'impegno fare dell'università un luogo sicuro aperto e giusto” ha sottolineato il rettore. Dopo gli interventi della direttrice generale, Silvia Quattrociocche e dell'on. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha inviato i propri saluti letti dalla professoressa Martini, sono intervenute Luisa Regimenti, assessora della Regione Lazio per l'università e Michela Cicculli, presidente Commissione capitolina Pari Opportunità. Ma l'attenzione di tutti è stata catalizzata dall'intervento di Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin: “Sono qui con tanta felicità. Qui oggi io voglio celebrare la vita”, queste le sue prime parole di fronte a un'assemblea commossa a cui è seguita la sua testimonianza di uomo, marito, padre, raccontando le domande che si pone ora come uomo nei confronti della vita e dell'amore, cresciuto con gli stereotipi a tutti noti dell'uomo di successo. Una testimonianza per una vita fatta di tempi perduti e non più recuperabili. “Ma dobbiamo indicare anche una strada giusta, quella dove dare tutti i sentimenti che abbiamo, senza paura, perché tutti i sentimenti servono”. “E raccontare di Giulia, per vivere ancora con Giulia e vivere un nuovo modo di essere padre, cercando il bello in ogni persona e in ogni situazione”. Alla presenza di Gino Cecchettin, sono state premiate le 11 tesi triennali e le 9 magistrali, proclamando vincitori e vincitrici i 6 ragazzi e le 14 ragazze, studenti e studentesse di Roma Tor Vergata. I loro lavori di ricerca provengono principalmente da corsi di laurea in Economia (11), seguono quelli di Lettere e Filosofia (6), Giurisprudenza (2) e Ingegneria (1). Ricevono un premio in denaro e la prossima pubblicazione all'interno della nuova collana della Tor Vergata University Press, curata dalla professoressa Roberta Costa e dedicata proprio al Premio Giulia Cecchettin. Le tesi vincitrici sono state scelte dalla Commissione formata da docenti di tutte le facoltà dell'ateneo: Barbara Martini (Presidente) e Carola Gasparri (Segretaria), Mariangela Zoli (Economia), Sabina Visconti (Scienze MM.FF.NN.), Maria Novella Campagnoli (Giurisprudenza), Massimiliano Caramia (Ingegneria), Virginia Tancredi (Medicina e Chirurgia) e Giuliano Lozzi (Lettere e Filosofia).

Premio di laurea 'Giulia Cecchettin', premiate 20 tesi su tematiche di genere

Premio di laurea 'Giulia Cecchettin', premiate 20 tesi su tematiche di genere

Roma, 12 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Venti le tesi su tematiche di genere premiate questa mattina presso la Facoltà di Economia dell'università di Roma Tor Vergata, alla presenza di Gino Cecchettin, nel corso della terza edizione 'Premio Giulia Cecchettin' che l'università di Roma Tor Vergata ha istituito nel 2024 per promuovere la riflessione e la ricerca sulla parità di genere e le pari opportunità. E per onorare la studentessa di Ingegneria Biomedica dell'Università di Padova, vittima di femminicidio nel novembre 2023. L'evento, introdotto dalla professoressa Barbara Martini Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, si è aperto ricordando con un minuto di silenzio Federica Torzullo, recente vittima di femminicidio e ex studentessa a Roma Tor Vergata nel corso di laurea in Ingegneria Gestionale. “Profonda partecipazione per questo evento che premia le migliori tesi di laurea sul tema della violenza di genere. Questo si colloca nel cuore della nostra missione formativa e civile”, il rettore dell'università di Roma Tor Vergata, professor Nathan Levialdi Ghiron, ha salutato l'assemblea e gli ospiti. “Rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare a Gino Cecchettin per essere qui con noi oggi, per la sua testimonianza e per l'impegno con il quale anche attraverso la Fondazione continua a trasformare il dolore in responsabilità e in speranza. La violenza di genere non è un fenomeno astratto ma è una realtà che interpella direttamente anche le comunità universitarie. L'università ha un compito preciso di fronte a queste complessità: formare prima ancora che informare. Formare coscienze critiche, educare al rispetto, offrire strumenti culturali capaci di decostruire stereotipi, linguaggi e modelli di relazione fondati sulla sopraffazione”. Il rettore è quindi entrato nel merito dell'evento: “Le tesi che premiamo oggi provenienti da quattro facoltà testimoniano come i temi di genere attraversano i saperi e richiedono approcci plurali e interdisciplinari. Il sapere non è solo conoscenza ma strumento concreto di cambiamento e responsabilità. Il nostro ateneo ha scelto di affiancare anche azioni concrete di sostegno, come il progetto Mariposas, promosso dal Comitato Unico di Garanzia e dalla Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, con l'esenzione totale dai contributi universitari per le studentesse vittime di violenza di genere, per tutelare concretamente il diritto allo studio e rimuovere gli ostacoli economici favorendo autonomia personale e professionale”. “Oggi premiamo il merito ma soprattutto rinnoviamo l'impegno fare dell'università un luogo sicuro aperto e giusto” ha sottolineato il rettore. Dopo gli interventi della direttrice generale, Silvia Quattrociocche e dell'on. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha inviato i propri saluti letti dalla professoressa Martini, sono intervenute Luisa Regimenti, assessora della Regione Lazio per l'università e Michela Cicculli, presidente Commissione capitolina Pari Opportunità. Ma l'attenzione di tutti è stata catalizzata dall'intervento di Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin: “Sono qui con tanta felicità. Qui oggi io voglio celebrare la vita”, queste le sue prime parole di fronte a un'assemblea commossa a cui è seguita la sua testimonianza di uomo, marito, padre, raccontando le domande che si pone ora come uomo nei confronti della vita e dell'amore, cresciuto con gli stereotipi a tutti noti dell'uomo di successo. Una testimonianza per una vita fatta di tempi perduti e non più recuperabili. “Ma dobbiamo indicare anche una strada giusta, quella dove dare tutti i sentimenti che abbiamo, senza paura, perché tutti i sentimenti servono”. “E raccontare di Giulia, per vivere ancora con Giulia e vivere un nuovo modo di essere padre, cercando il bello in ogni persona e in ogni situazione”. Alla presenza di Gino Cecchettin, sono state premiate le 11 tesi triennali e le 9 magistrali, proclamando vincitori e vincitrici i 6 ragazzi e le 14 ragazze, studenti e studentesse di Roma Tor Vergata. I loro lavori di ricerca provengono principalmente da corsi di laurea in Economia (11), seguono quelli di Lettere e Filosofia (6), Giurisprudenza (2) e Ingegneria (1). Ricevono un premio in denaro e la prossima pubblicazione all'interno della nuova collana della Tor Vergata University Press, curata dalla professoressa Roberta Costa e dedicata proprio al Premio Giulia Cecchettin. Le tesi vincitrici sono state scelte dalla Commissione formata da docenti di tutte le facoltà dell'ateneo: Barbara Martini (Presidente) e Carola Gasparri (Segretaria), Mariangela Zoli (Economia), Sabina Visconti (Scienze MM.FF.NN.), Maria Novella Campagnoli (Giurisprudenza), Massimiliano Caramia (Ingegneria), Virginia Tancredi (Medicina e Chirurgia) e Giuliano Lozzi (Lettere e Filosofia).

Premio di laurea 'Giulia Cecchettin', premiate 20 tesi su tematiche di genere

Premio di laurea 'Giulia Cecchettin', premiate 20 tesi su tematiche di genere

Roma, 12 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Venti le tesi su tematiche di genere premiate questa mattina presso la Facoltà di Economia dell'università di Roma Tor Vergata, alla presenza di Gino Cecchettin, nel corso della terza edizione 'Premio Giulia Cecchettin' che l'università di Roma Tor Vergata ha istituito nel 2024 per promuovere la riflessione e la ricerca sulla parità di genere e le pari opportunità. E per onorare la studentessa di Ingegneria Biomedica dell'Università di Padova, vittima di femminicidio nel novembre 2023. L'evento, introdotto dalla professoressa Barbara Martini Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, si è aperto ricordando con un minuto di silenzio Federica Torzullo, recente vittima di femminicidio e ex studentessa a Roma Tor Vergata nel corso di laurea in Ingegneria Gestionale. “Profonda partecipazione per questo evento che premia le migliori tesi di laurea sul tema della violenza di genere. Questo si colloca nel cuore della nostra missione formativa e civile”, il rettore dell'università di Roma Tor Vergata, professor Nathan Levialdi Ghiron, ha salutato l'assemblea e gli ospiti. “Rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare a Gino Cecchettin per essere qui con noi oggi, per la sua testimonianza e per l'impegno con il quale anche attraverso la Fondazione continua a trasformare il dolore in responsabilità e in speranza. La violenza di genere non è un fenomeno astratto ma è una realtà che interpella direttamente anche le comunità universitarie. L'università ha un compito preciso di fronte a queste complessità: formare prima ancora che informare. Formare coscienze critiche, educare al rispetto, offrire strumenti culturali capaci di decostruire stereotipi, linguaggi e modelli di relazione fondati sulla sopraffazione”. Il rettore è quindi entrato nel merito dell'evento: “Le tesi che premiamo oggi provenienti da quattro facoltà testimoniano come i temi di genere attraversano i saperi e richiedono approcci plurali e interdisciplinari. Il sapere non è solo conoscenza ma strumento concreto di cambiamento e responsabilità. Il nostro ateneo ha scelto di affiancare anche azioni concrete di sostegno, come il progetto Mariposas, promosso dal Comitato Unico di Garanzia e dalla Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, con l'esenzione totale dai contributi universitari per le studentesse vittime di violenza di genere, per tutelare concretamente il diritto allo studio e rimuovere gli ostacoli economici favorendo autonomia personale e professionale”. “Oggi premiamo il merito ma soprattutto rinnoviamo l'impegno fare dell'università un luogo sicuro aperto e giusto” ha sottolineato il rettore. Dopo gli interventi della direttrice generale, Silvia Quattrociocche e dell'on. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha inviato i propri saluti letti dalla professoressa Martini, sono intervenute Luisa Regimenti, assessora della Regione Lazio per l'università e Michela Cicculli, presidente Commissione capitolina Pari Opportunità. Ma l'attenzione di tutti è stata catalizzata dall'intervento di Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin: “Sono qui con tanta felicità. Qui oggi io voglio celebrare la vita”, queste le sue prime parole di fronte a un'assemblea commossa a cui è seguita la sua testimonianza di uomo, marito, padre, raccontando le domande che si pone ora come uomo nei confronti della vita e dell'amore, cresciuto con gli stereotipi a tutti noti dell'uomo di successo. Una testimonianza per una vita fatta di tempi perduti e non più recuperabili. “Ma dobbiamo indicare anche una strada giusta, quella dove dare tutti i sentimenti che abbiamo, senza paura, perché tutti i sentimenti servono”. “E raccontare di Giulia, per vivere ancora con Giulia e vivere un nuovo modo di essere padre, cercando il bello in ogni persona e in ogni situazione”. Alla presenza di Gino Cecchettin, sono state premiate le 11 tesi triennali e le 9 magistrali, proclamando vincitori e vincitrici i 6 ragazzi e le 14 ragazze, studenti e studentesse di Roma Tor Vergata. I loro lavori di ricerca provengono principalmente da corsi di laurea in Economia (11), seguono quelli di Lettere e Filosofia (6), Giurisprudenza (2) e Ingegneria (1). Ricevono un premio in denaro e la prossima pubblicazione all'interno della nuova collana della Tor Vergata University Press, curata dalla professoressa Roberta Costa e dedicata proprio al Premio Giulia Cecchettin. Le tesi vincitrici sono state scelte dalla Commissione formata da docenti di tutte le facoltà dell'ateneo: Barbara Martini (Presidente) e Carola Gasparri (Segretaria), Mariangela Zoli (Economia), Sabina Visconti (Scienze MM.FF.NN.), Maria Novella Campagnoli (Giurisprudenza), Massimiliano Caramia (Ingegneria), Virginia Tancredi (Medicina e Chirurgia) e Giuliano Lozzi (Lettere e Filosofia).