Milano-Cortina, ma quale arroganza: giù le mani da super Sighel

Milano-Cortina, ma quale arroganza: giù le mani da super Sighel

«L’esultanza più arrogante». Così Sports Illustrated ha definito la frenata in retromarcia di Pietro Sighel sul traguardo della staffetta mista. Aggiungendo che l’azzurro potrebbe diventare «uno dei più grandi cattivi dei Giochi». Ebbene? Ben venga. Se il prezzo per l’immortalità sportiva è questo, paghiamolo volentieri. Perché lo sport di massimo livello è fatto anche, e soprattutto, di questo. Cattiveria agonistica, euforia brutale, pura e semplice arroganza sportiva. Quella che ti fa sentire invincibile quando, effettivamente, lo sei. Solo un mese fa, persone vicino a Sighel lo descrivevano come rammaricato per il silenzio assordante attorno agli sport invernali e al suo short track, una disciplina che definiva «spettacolare e imprevedibile» ma che il grande pubblico ignorava anche alla vigilia di un’Olimpiade in casa. Con quell’oro al collo e quell’arrivo al contrario, studiato e voluto, ha ribaltato il tavolo. Si è fatto sentire con un gesto “olimpico”, come ce ne sono stati tanti altri, di quelli che restano nella storia. È diventato virale ma non lo ha fatto per sé, bensì per il movimento di cui fa parte. Ha acceso un faro su un mondo che vive d’ombra. Ha dato allo short track una popolarità che nemmeno dieci annidi campagne promozionali istituzionali possono dare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46309138]] Non è una difesa dettata dal passaporto o dal tifo, lo diremmo con la stessa ferma convinzione se a farlo fosse stato il canadese. Anzi, è lo stesso William Dandjinou , arrivato secondo con la sua squadra, ad averlo detto: «Il gesto di Sighel è ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro sport. Ha gasato il pubblico. Sono felicissimo per la squadra italiana, un successo meritato. E vincere in casa dev’essere davvero speciale». Sighel, in qualche modo, ha onorato anche gli avversari perché con quel gesto ha detto che è servita la gara perfetta per vincere. Se per gli americani questo vuol dire essere dei “villain”, dei cattivi da fumetto, allora dateci più cattivi. Lo sport, ogni tanto, ne ha bisogno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46299108]]

Paolo Pasqualini sbranato e ucciso da 3 rottweiler? La sentenza cambia il quadro

Paolo Pasqualini sbranato e ucciso da 3 rottweiler? La sentenza cambia il quadro

In rito abbreviato, sono stati condannati ad un anno dal gup di Civitavecchia i due proprietari dei tre rottweiler che l’11 febbraio del 2024 sbranarono e uccisero il 39enne Paolo Pasqualini mentre faceva jogging nel bosco di Manziana, vicino Roma. Disposta anche una provvisionale di 50mila euro. L’abitazione della coppia, c’è scritto nella sentenza, non era idonea alla detenzione dei cani perché delimitata da una recinzione che permetteva ai cani di scappare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44448961]] [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45530875]]

A Bruxelles pre-vertice sulla competitività. Kallas: "Protezionismo non serve"

A Bruxelles pre-vertice sulla competitività. Kallas: "Protezionismo non serve"

Bruxelles, 12 feb. (Adnkronos) - Rafforzare l'Europa, invece, di chiudersi dietro nuove barriere commerciali. È questa la linea indicata dall'Alta Rappresentante dell'Unione Europea, Kaja Kallas, che dal castello di Alden-Biesen, a Bilzen nelle Fiandre, ha ribadito la sua posizione: “Sono una liberale: se ci rafforziamo, non abbiamo bisogno di protezionismo”. Un messaggio chiaro nel pieno del confronto globale su dazi, difesa dell'industria e competitività europea. La dichiarazione a margine, mentre in attesa dell'inizio della riunione di coordinamento informale sui temi della competitività, organizzata da Italia, Belgio e Germania prima del summit informale nel castello di Alden-Biesen, nel comune di Bilzen a Limburgo nelle Fiandre. E' cominciato, invece, il pre-summit informale a cui partecipa anche Mario Draghi. "Come l'anno scorso è stato l'anno della difesa, questo sarà l'anno della competitività dell'Ue" sostiene il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Per Costa, ci sono quattro priorità: "Rendere più profondo il mercato unico"; "aumentare la dimensione delle nostre imprese", incluse quelle "grandi", obiettivo per cui è indispensabile avere "mercati dei capitali vivaci"; continuare la "politica commerciale proattiva", nell'attuale "contesto geoeconomico"; "investire di più e meglio", sia con capitali "privati" che "pubblici". Arrivando al castello di Alden-Biesen il premier ungherese Viktor Orban dà la sua 'ricetta' per far crescere di più l'economia dell'Ue. Primo, "fermare la guerra" in Ucraina, che "fa male agli affari". Secondo, "non mandare più soldi in Ucraina". Terzo, "ridurre il più possibile i prezzi dell'energia". Nel castello, sotto un cielo plumbeo e piovoso, è tutto pronto per l'inizio dell'informale convocato da Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo. In lontananza si sentono i clacson dei trattori: una protesta degli agricoltori era temuta dal Consiglio, tanto che, a quanto si apprende, era pronto un piano B, tenere il summit informale a Bruxelles. Ieri sera l'Europa Building è stato bonificato, come accade in occasione dei Consigli Europei formali, e chi ha un ufficio al Residence Palace, dietro all'Europa, ha ricevuto un avviso riguardante le limitazioni all'accesso, come succede in occasione dei vertici. Il piano B, tuttavia, non è scattato, probabilmente perché le forze dell'ordine sono riuscite a bloccare gli accessi al castello e a tenere i trattori a distanza di sicurezza. Ieri alla vigilia dell'incontro il presidente francese Macron ha ribadito la linea della Francia, sostenendo che il debito comune è "l'unico modo" che l'Unione europea ha per rimanere competitiva con gli Stati Uniti d'America e la Cina. Da soli, gli Stati nazionali europei sono destinati a soccombere. Il premier belga Bart De Wever, leader dell'N-Va fiammingo, ha confermato il senso di urgenza condiviso dai capi di Stato e di governo europei, dicendo che la situazione dell'industria in Belgio, Francia e Germania è semplicemente "drammatica". De Wever ha citato, in particolare, i prezzi dell'energia e la regolamentazione "eccessiva". "Siamo sull'orlo di una crisi esistenziale", ha avvertito il primo ministro belga. Tuttavia, ora c'è uno "slancio", secondo De Wever, che ha fatto riferimento al vertice informale di domani. Per il premier, è necessario stabilire delle priorità: "L'Europa deve smettere di cercare di fare tutto, ovunque, sempre", ha detto, citando un trio di priorità: "Innovazione, produttività e competitività". Senza di esse, "la decarbonizzazione dell'Europa diventerà sinonimo della sua deindustrializzazione. E, in definitiva, della sua povertà e perdita di rilevanza. Se l'Europa vuole avere un peso nel mondo, la nostra industria deve prima di tutto avere un peso per l'Europa". Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sollecitato l'Ue ad adottare misure "coraggiose" per invertire il trend di “declino” che dura da un quarto di secolo rispetto a Cina e Stati Uniti. "Solo un'Europa economicamente potente sarà un'Europa sovrana”, ha detto, chiedendo di "deregolamentare ogni settore". Per il presidente Macron, "se vogliamo investire a sufficienza nella difesa e nella sicurezza spaziale, nelle tecnologie pulite, nell'intelligenza artificiale e nell'informatica quantistica, e trasformare la nostra produttività e competitività, l'unica soluzione è emettere debito comune", ha dichiarato a una platea di capi d'azienda ad Anversa, in Belgio. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anche lei nella città portuale fiamminga, ha ribadito l'impegno per la semplificazione, ma ha lamentato la lentezza dei due colegislatori, Consiglio e Parlamento europeo, che hanno approvato solo tre provvedimenti Omnibus sui dieci proposti dall'esecutivo. Ha anche sollecitato gli Stati nazionali ad agire per coordinare meglio le rispettive norme, visto che tuttora permangono innumerevoli disomogeneità che ostacolano il funzionamento del mercato unico. La presidente ha citato come esempio il fatto che, per la legge belga, il peso massimo di un camion a pieno carico è di 44 tonnellate: alla frontiera con la Francia, il limite scende a 40 tonnellate, con tutto quel che ne consegue. Se il senso di urgenza è condiviso, visto che l'Ue da anni cresce meno di Usa e Cina, tra i Paesi c'è meno condivisione su come intervenire. In un documento attribuito a Germania, Italia e Belgio, redatto in vista del summit di oggi, si chiede di istituire un "freno di emergenza, che dovrebbe permettere di impedire l'emersione di fardelli eccessivi durante il processo legislativo, per esempio intervenendo su richiesta di uno Stato membro". Questo "dovrebbe essere accompagnato da un principio di discontinuità che assicuri che la Commissione uscente ritiri le proposte rimaste pendenti alla fine del mandato". In un precedente non paper si chiedeva il "sistematico monitoraggio e la sistematica valutazione degli emendamenti proposti dai colegislatori nel processo legislativo", per soppesarne l'eventuale onerosità. Sono proposte che vanno nella direzione di un deciso rafforzamento del potere degli Stati membri a discapito delle istituzioni comunitarie, coerenti dunque con un approccio confederale, che collide con quello federalista, una divisione tradizionale nella storia delle istituzioni europee.

Lo spegnimento di Gpt-4o il 13 febbraio chiude un capitolo controverso della tecnologia. L'azienda mette fine alla carriera del modello capace di simulare l'affetto

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Il 13 febbraio segna una data spartiacque nel mondo della tecnologia. OpenAI ha deciso di spegnere definitivamente Gpt-4o, il modello di intelligenza artificiale che più di ogni altro ha sfidato il confine tra software e interlocutore umano. Lanciato nel 2024, […] L'articolo Addio a Gpt-4o, perché OpenAI spegne l’algoritmo “empatico” sembra essere il primo su iO Donna .