Natalia Aspesi, la resa a Giorgia Meloni: "Noi non capiamo perché"

Natalia Aspesi, la resa a Giorgia Meloni: "Noi non capiamo perché"

Avvocato, di sinistra, e schierato con il "Sì" al referendum sulla giustizia : ci sono tutti gli elementi per un grosso imbarazzo politico nel campo progressista. Un imbarazzo palpabile anche nella risposta che Natalia Aspesi dà al lettore nella "Posta del cuore" su Venerdì di Repubblica . La rubrica delle lettere esprime alla perfezione il cortocircuito che agita il campo di Partito democratico , toghe rosse e dintorni. "Il referendum sulla proposta di legge di modifica costituzionale - premette un lettore del settimanale - non è un voto politico, anche se molti lo vogliono così trasformare e comunque LA presidente Meloni (il maiuscolo non è un errore, ma un dispetto a chi non vuole nemmeno riconoscere l’importanza di una donna ai vertici del governo) ha già detto che in caso di sconfitta non si dimetterà, quindi è venuta meno l’unica ragione per votare No". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46315010]] "Sono di sinistra e sono avvocato - prosegue -: esaminando la legge, non vedo da nessuna parte i pericoli paventati di soggezione dei giudici e nemmeno dei pubblici ministeri alla politica, giacché vi saranno due Csm al posto di uno e quindi con le stesse garanzie attuali. La riforma - sottolinea ancora l'avvocato per il Sì - riguarda la divisione delle carriere e non il semplice divieto di passaggio da una funzione all’altra (citato erroneamente dal lettore): è l’unico modo per determinare un giudice veramente imparziale tra accusa e difesa, con vantaggio per il cittadino sottoposto al suo giudizio. Mi ha stupito che lei voglia votare No per contrarietà a chi vuole cambiare la Costituzione , che è sicuramente molto avanzata (si pensi invece a quella americana che permette le nefandezze di Trump), ma non è un testo sacro, né può essere perfetta...". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46312032]] Parole di buon senso di fronte alle quali alla Aspesi non resta di fatto che alzare bandiera bianca, ammettendo nero su bianco le vere regioni delle opposizioni sul voto del 22 e 23 marzo prossimi. "Più passa il tempo, più aumentano i favori per la presidente, e noi non capiamo perché , mentre i suoi ministri (compreso Salvini dopo aver perso lo spaventoso Vannacci) non riescono a farne una giusta. Io quindi voto No senza esserne del tutto convinta, sapendo anche che il No probabilmente perderà. Siamo diventati un Paese di destra, come del resto buona parte del mondo".

Gb: Alta Corte, 'illegittima decisione ministero Interno di bandire Palestine Action'

Gb: Alta Corte, 'illegittima decisione ministero Interno di bandire Palestine Action'

Londra, 13 feb. (Adnkronos) - La decisione del ministero dell'Interno britannico di vietare Palestine Action in base alle leggi antiterrorismo è stata illegittima. Lo ha dichiarato l'Alta Corte, in una sentenza che potrebbe comportare l'annullamento di centinaia di procedimenti penali contro i sostenitori del gruppo. Huda Ammori, co-fondatrice del gruppo, è riuscita a ribaltare la decisione di bandire il gruppo per violazione dei diritti alla libertà di parola e alla libertà di riunione ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (Cedu). Nella sentenza, emessa stamattina presso la Royal Courts of Justice, il giudice Victoria Sharp ha affermato che il divieto era "sproporzionato" e che le attività di Palestine Action "non avevano ancora raggiunto il livello, la portata e la persistenza tali da giustificarne la proscrizione". Tuttavia, la corte ha stabilito che il divieto rimarrà in vigore per consentire ulteriori argomentazioni e consentire al governo di valutare un eventuale ricorso. Ciò significa che l'appartenenza o il sostegno al gruppo di azione diretta rimane un reato punibile fino a 14 anni di carcere. Shabana Mahmood, ministro degli Interni, ha annunciato che il governo si opporrà alla sentenza portando il caso alla Corte d'appello. La Ammori ha definito la sentenza come una "vittoria monumentale sia per le nostre libertà fondamentali qui in Gran Bretagna sia nella lotta per la libertà del popolo palestinese".

Non ci deve essere sesso senza consenso. E, come spiegano nel video Claudio Santamaria, Veronica Pivetti, Massimiliano Gallo e Beatrice Bruschi «indossare biancheria sexy non è un sì». Non lo è neppure «restare in silenzio»

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In questo momento cruciale, mentre al Senato è in discussione il cosiddetto ddl stupri (o ddl Bongiorno), la campagna di Amnesty International Italia #IoLoChiedo ribadisce l’importanza della “consenso” durante l’atto sessuale. Un concetto che quel disegno di legge ha appena […] L'articolo Il sesso senza “sì” è stupro: la campagna per il “consenso” di Amnesty International Italia sembra essere il primo su iO Donna .