**Report: Bellavia indagato a Milano, violato Codice sulla privacy**

**Report: Bellavia indagato a Milano, violato Codice sulla privacy**

Milano, 12 feb. (Adnkronos) - Gian Gaetano Bellavia è indagato dalla Procura di Milano per presunta violazione del trattamento dei dati, previsto dal Codice sulla privacy, in merito all'archivio privato detenuto dal consulente, noto per lavorare con diverse Procure e con il programma televisivo Report. Il bisogno di sentirlo - secondo quanto si apprende - ha portato i pubblici ministeri all'iscrizione, "a garanzia" del commercialista difeso dall'avvocato Luca Ricci. Al centro dell'indagine la denuncia mossa a un'ex dipendente, indagata per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita, la quale avrebbe sottratto dall'archivio documenti riservati pari a oltre un milione di file, secondo quanto emerge da una consulenza chiesta proprio dalla difesa Bellavia. Bilanci, consulenze fiscali e tecniche, relazioni redatte di suo pugno su incarico delle procure, hanno fatto gridare qualcuno al dossieraggio, ma Bellavia ha sempre respinto con forza l'accusa, così come ha sempre rispedito al mittente la tesi diffamatoria del passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione Report. La Procura ora prova ad approfondire proprio la questione legata alla conversazione del corposo schedario. Per il legale "i professionisti non solo hanno l'obbligo di conservare i fascicoli ed i documenti per dieci anni, ma hanno anche pieno diritto di conservare l'archivio storico della propria attività e dei propri scritti".

**Report: Bellavia indagato a Milano, violato Codice sulla privacy**

**Report: Bellavia indagato a Milano, violato Codice sulla privacy**

Milano, 12 feb. (Adnkronos) - Gian Gaetano Bellavia è indagato dalla Procura di Milano per presunta violazione del trattamento dei dati, previsto dal Codice sulla privacy, in merito all'archivio privato detenuto dal consulente, noto per lavorare con diverse Procure e con il programma televisivo Report. Il bisogno di sentirlo - secondo quanto si apprende - ha portato i pubblici ministeri all'iscrizione, "a garanzia" del commercialista difeso dall'avvocato Luca Ricci. Al centro dell'indagine la denuncia mossa a un'ex dipendente, indagata per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita, la quale avrebbe sottratto dall'archivio documenti riservati pari a oltre un milione di file, secondo quanto emerge da una consulenza chiesta proprio dalla difesa Bellavia. Bilanci, consulenze fiscali e tecniche, relazioni redatte di suo pugno su incarico delle procure, hanno fatto gridare qualcuno al dossieraggio, ma Bellavia ha sempre respinto con forza l'accusa, così come ha sempre rispedito al mittente la tesi diffamatoria del passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione Report. La Procura ora prova ad approfondire proprio la questione legata alla conversazione del corposo schedario. Per il legale "i professionisti non solo hanno l'obbligo di conservare i fascicoli ed i documenti per dieci anni, ma hanno anche pieno diritto di conservare l'archivio storico della propria attività e dei propri scritti".

“Un collega mi ha regalato un libro per dirmi di perdere peso. Cosa gli ho risposto? Vaffa**lo amico”: lo rivela Margot Robbie, star di “Cime Tempestose”

“Un collega mi ha regalato un libro per dirmi di perdere peso. Cosa gli ho risposto? Vaffa**lo amico”: lo rivela Margot Robbie, star di “Cime Tempestose”

Margot Robbie è letteralmente sotto le luci dei riflettori perché co-protagonista con Jacob Elordi di “Cime Tempestose”, tratto dal romanzo di Emily Bronte. In una intervista video “GOAT Talk” di Complex, l’attrice ha rivelato che un suo collega le ha regalato un libro in cui le consigliava di perdere peso. Robbie ha ricordato l’incontro offensivo […] L'articolo “Un collega mi ha regalato un libro per dirmi di perdere peso. Cosa gli ho risposto? Vaffa**lo amico”: lo rivela Margot Robbie, star di “Cime Tempestose” proviene da Il Fatto Quotidiano .

Referendum: Boccia, 'destra nervosa, irresponsabile evocare Br'

Referendum: Boccia, 'destra nervosa, irresponsabile evocare Br'

Roma, 12 feb. (Adnkronos) - "Al ministro Nordio non riuscirà di riuscirà di riscrivere la storia, non gli riuscirà. Hanno mai sentito Berlinguer o Lama pronunciare le parole folli che oggi il ministro Nordio sta addebitando a pezzi di storia del nostro Paese? Le parole del titolare del dicastero della giustizia si confermano gravi e irresponsabili. Ha evocato le Br come se il nostro Paese stesse ancora in quelle condizioni". Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, intervenendo al question time in Aula al Senato replicando al ministro Nordio. "Respingiamo con fermezza qualsiasi accostamento. Tra il dissenso democratico e il fiancheggiamento della violenza c'è un terreno che non appartiene alla cultura costituzionale della nostra Repubblica ed è per questo che la destra vuole cambiarla quella Costituzione, lo capiamo ogni giorno di più. Evocare le Br – ha proseguito Boccia – non è solo una cosa grave e istituzionalmente scorretta, ma anche un richiamo alla stagione più drammatica della nostra storia, da ex magistrato Nordio dovrebbe sentire un brivido di vergogna. Non è un richiamo neutro e quando lo fa il ministro della giustizia contribuisce a creare un clima pubblico pericoloso. Oggi il clima è già attraversato da tensioni forti per una campagna referendaria che la destra e il governo hanno trasformato in un conflitto permanente". "La sensazione, lo dico con rispetto istituzionale e con franchezza, è che ci sia un tale nervosismo dentro la maggioranza da spostare quotidianamente il dibattito su un terreno pericoloso che porta il centrodestra ad alimentare la contrapposizione anziché abbassare i toni. La sicurezza è un tema di tutti, non può diventare un'arma contundente, né una categoria retorica o uno strumento di polarizzazione. Il ministro della giustizia ha il dovere della verità, della misura, della precisione. Il Paese ha serissimi problemi di disagio sociale, economico e generazionale e se la risposta è l'inasprimento anche simbolico che mostrano le parole di Nordio, noi contrasteremo questa risposta democraticamente, perché così la destra non rafforza lo Stato ma spacca la società. Noi continueremo a contrastare ogni violenza, a difendere la qualità del linguaggio istituzionale, perché la sicurezza senza responsabilità istituzionale non è forza dello Stato ma debolezza della politica e lo si vedrà nelle urne con il No al referendum costituzionale”.

Ilaria Salis, sconcerto all'Europarlamento: si presenta vestita così, travolta dalle critiche

Ilaria Salis, sconcerto all'Europarlamento: si presenta vestita così, travolta dalle critiche

Sempre lei. Ilaria Salis ha scatenato un’ondata di critiche sui social per l’abbigliamento scelto durante un intervento al Parlamento Europeo. L’ex insegnante, eletta nel 2024 dopo la lunga detenzione in Ungheria, si è presentata sul podio con una felpa sportiva rosa con zip, tipica da corsa o allenamento, dando l’impressione – secondo molti commentatori che si sono subtio scatenati sui social. – di essere “appena tornata da una corsetta al parco”. Il video condiviso dalla stessa Salis ha raccolto reazioni immediate e polemiche: "È appena tornata da una scampagnata? Possiamo evitare queste figure davanti a tutta Europa?", "La prossima volta in costume, non ho mai visto un politico in tuta", " Pronta per la lezione di personal? " o ancora "Della serie: dico 7 o 8 volte fascismo e poi di corsa alla lezione di pilates". Critiche che insistono sul mancato rispetto per l’istituzione, pur riconoscendo che il Regolamento del Parlamento Europeo non impone regole rigide sull’abbigliamento, limitandosi a invocare il “buon senso” e tollerando uno stile casual-chic (jeans, scarpe da ginnastica con camicia o giacca). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46296064]] Ma non è certo la prima volta. L’episodio richiama un precedente analogo che aveva già fatto discutere: l’8 giugno 2025, durante i referendum sul lavoro e sulla cittadinanza, Salis si era recata al seggio elettorale in canottiera e pantaloncini (tenuta percepita come “da mare” o “da spiaggia”), con sospetti di ciabatte o infradito ai piedi. Anche allora era scoppiata una bufera online: "Vestiti decentemente", "Rappresenti l’Italia, vestiti con decoro", "Tenuta da centro sociale". Del resto proprio con quest'ultimo outfit la Salis si trova perfettamente a proprio agio... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46302054]] Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Ilaria Salis (@ila_salis)

Migranti, il blocco navale fa impazzire le Ong: "Siamo sotto attacco"

Migranti, il blocco navale fa impazzire le Ong: "Siamo sotto attacco"

"Blocco navale", stretta sull'uso dei cellulari nei Cpr, giro di vite sulle espulsioni e sui rimpatri. Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato il ddl Migranti: "Con il disegno di Legge proposto oggi dal Governo stiamo dando attuazione al nuovo Patto Migrazione e Asilo, adottato dall'Ue grazie al fondamentale contributo dell'Italia. Nel provvedimento abbiamo previsto inoltre una serie di misure per rafforzare le espulsioni e garantire maggiore incisività nella gestione dei flussi migratori. È prevista anche la possibilità di vietare l'ingresso nelle nostre acque territoriali per motivi di sicurezza nazionale. I confini dell'Italia sono i confini dell'Europa. Difenderli è un dovere", è stato il commento del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Una serie di norme che dopo l'approvazione dei Paesi sicuri fa impazzire le Ong. "Dopo la Legge Piantedosi e il Decreto Flussi arriva un'altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo da parte del Governo Meloni. Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare". Lo si legge in una nota congiunta delle ong Alarm Phone - EMERGENCY - Medici Senza Frontiere - Mediterranea Saving Humans - Open Arms - ResQ People Saving People - Sea-Watch - SOS Humanity - SOS Mediterranee. "Il disegno di legge che approderà in Parlamento rischia di fare dell'Italia la prima nel recepire il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, segnando un grave arretramento nelle tutele dei diritti fondamentali. Le nuove norme accelerano procedure di frontiera e rimpatri, ampliano la lista dei cosiddetti "Paesi di origine sicuri" — in cui vengono ricompresi pure Egitto e Tunisia — e facilitano il trasferimento dei richiedenti asilo verso Stati terzi anche senza legami reali. Il risultato è una compressione del diritto d'asilo e il rischio di esporre molte persone a persecuzioni e trattamenti inumani. La strategia del Governo per estromettere le Ong del soccorso in mare dal Mediterraneo si arricchisce di un nuovo capitolo". E ancora: "Dopo le limitazioni operative, i rientri obbligatori dopo un solo salvataggio, l'assegnazione sistematica di porti lontani e le sanzioni contro chi presta assistenza, arriva l'interdizione fino a sei mesi dall'ingresso nelle acque territoriali. Una misura che viola il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso, mettendo in discussione l'obbligo inderogabile di salvare vite umane. Il blocco navale è previsto per casi definiti in modo vago e quindi soggetti ad ampia discrezionalità: se applicato, produrrà meno tutele, più sofferenze per i naufraghi e meno navi pronte a intervenire in mare. Troviamo inaccettabile che il Governo consideri una minaccia alla sicurezza nazionale le persone che rischiano di annegare nel Mediterraneo e le persone che tentano di salvarle. Queste norme non rendono lo Stato più sicuro. A mettere in pericolo lo Stato di diritto è invece il Governo che sceglie di sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d'asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite. La stessa Europa, con la lista dei Paesi cosiddetti sicuri e con le novità introdotte dal Patto migrazione e asilo che entrerà in vigore a giugno, cambia natura: non più luogo di pace e di diritti, ma "continente fortezza", che punta su esternalizzazione delle frontiere e forti restrizioni a tutele e diritti dei migranti, compreso quello all'asilo per le persone in movimento. Le ONG continueranno a operare nel rispetto del diritto internazionale per prestare soccorso e salvare vite umane, senza girarsi dall'altra parte. La stessa ambizione che dovrebbero avere anche l'Europa e gli Stati membri, senza eccezioni". Una delle principali novità è connessa al 'blocco navale'. In quest'ottica il ddl Migranti introduce la possibilità di interdizione di durata non superiore a trenta giorni, prorogabile di un altro mese, fino a un massimo di sei mesi, dell'attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di "minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale, intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano l'adozione di misure straordinarie di sicurezza". L'interdizione, in particolare, è disposta con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno. I migranti eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all'interdizione possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l'Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l'assistenza, l'accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, dove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell'asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza. Sono previste sanzioni in caso di violazione.