Alla fine la gigafactory di batterie a Termoli non si farà
Stellantis ha ufficialmente abbandonato il progetto della fabbrica, per cui in origine erano previsti anche fondi pubblici
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Grande sfida al Maradona tra Conte e Fabregas: in novanta minuti (più eventuali rigori) si decide che affronterà i nerazzurri nel turno successivo
Disposto il controllo giudiziario d'urgenza della società che gestisce la piattaforma di food delivery, Foodinho srl. Il decreto dovrà essere vagliato da un gip entro 10 giorni
La Marina Militare italiana domenica ha inviato una seconda fregata per monitorare l’attività delle navi russe che incrociano a est della Sardegna. Cerchiamo di capire cosa stanno facendo i russi
«L'Iran è a un punto di svolta. Ma la vera sfida è con l'islamismo politico». È questa la tesi di Daniel Pipes, docente, analista internazionale, direttore del Middle East Forum. Pipes ha prestato servizio in cinque amministrazioni statunitensi, svolgendo ruoli chiave, specie nell'era Bush, nell'ambito della sicurezza e dell'antiterrorismo. Come valuta l'attuale scenario mediorientale? «Come accade dalla Prima guerra mondiale, la regione continua ad attraversare cambiamenti rapidi, probabilmente i più rapidi al mondo. Oggi Turchia e Israele sono emersi come le potenze regionali dominanti, con gli Emirati Arabi Uniti che si rafforzano in modo impressionante. Al contrario, l'Iran ha perso la maggiore influenza, mentre ex potenze come Egitto, Siria e Iraq restano quasi irrilevanti. L'Arabia Saudita dovrebbe essere importante, data la popolazione, l'estensione territoriale e la spesa militare, ma rimane sempre più una potenza potenziale che reale». In che modo la rivalità tra Turchia e Israele plasma le dinamiche regionali? «Trent'anni fa la loro alleanza aveva profondità e apparente solidità, ma l'ascesa al potere di Recep Tayyip Erdogan nel 2003 ha profondamente cambiato la visione e l'orientamento della Turchia, verso l'islamismo e lontano dall'Occidente. Suggerisco di vedere questo cambiamento come paragonabile alla presa del potere dell'ayatollah Khomeini in Iran nel 1979, solo attuata in modo più democratico, meno violento e molto più competente. Le tensioni tra Ankara e Gerusalemme dominano già la politica siriana e probabilmente si estenderanno ad altre regioni, come Cipro, Gaza e la Somalia». Quali scenari futuri dovremmo aspettarci in questo scacchiere in evoluzione? «Ci si può aspettare che Israele e la Turchia guidino ciascuno un blocco rivale di paesi: i firmatari degli Accordi di Abramo da una parte, gli islamisti sunniti come Arabia Saudita e Qatar dall'altra». Quali prospettive vede per il regime iraniano? «La repressione e il fallimento economico fanno sì che sia in corso un collasso al rallentatore. Ogni insurrezione lo lascia ulteriormente indebolito. Alla fine una di esse rovescerà la dittatura. Se la rivoluzione islamica ha dato inizio all'attuale era del Medio Oriente, una rivoluzione anti-islamica la concluderà. Sarebbe il massimo dell'ironia se il figlio dello scià, deposto nel 1979, tornasse sul trono circa mezzo secolo dopo». Come vede l'evoluzione della questione iraniana, a margine dell'incontro tra i governi statunitense e iraniano in Oman? «Dato che la Repubblica Islamica dell'Iran crollerà, e che l'unica domanda è quando e come, la vera questione in Oman riguarda il ruolo degli Stati Uniti: faranno parte della soluzione oppure no? Detto più direttamente: attaccheranno il regime, come milioni di iraniani sperano, oppure no?». Quanto è cruciale per l'Occidente la difesa della laicità e la protezione dall'islamismo? «Poiché l'islamismo politico è l'unica ideologia totalitaria globale realmente solida (né Putin né Xi offrono grandi idee), combatterlo ha un'importanza suprema, grosso modo paragonabile alla lotta contro il fascismo nella Seconda guerra mondiale e contro il comunismo durante la Guerra fredda. Finora questa guerra è stata caratterizzata in Occidente soprattutto da autoinganno e codardia». Come valuta la recente recrudescenza dell'antisemitismo nelle società occidentali? «Essa differisce dalle precedenti forme di pregiudizio antiebraico perché è collegata principalmente alle azioni di Israele, e non alle comunità ebraiche nel mondo. Inoltre, tali azioni israeliane riguardano in modo schiacciante la Cisgiordania e Gaza in particolare, e non, per esempio, il Libano o l'Iran. Il pregiudizio antiebraico diminuirà solo quando Israele avrà risolto la questione palestinese. E ciò avverrà solo quando Israele capirà di dover ottenere la vittoria sulle leadership palestinesi, cosa che–sorprendentemente – non ha cercato fino ad ora». Quali sviluppi dovremmo aspettarci nella guerra russa contro l'Ucraina? «Ritengo che la copertura mediatica si concentri troppo sulle sofferenze in Ucraina. Esse sono reali, certamente, ma poiché gli ucraini stanno difendendo la loro patria da un conquistatore rapace, hanno la volontà di continuare, quindi quel tormento ha un'importanza secondaria. Le difficoltà nel raccontare ciò che accade in Russia fanno sì che le sofferenze lì ricevano molta meno attenzione, anche se hanno un significato molto maggiore: esse plasmano e potenzialmente minano la guerra di aggressione di Putin. Per questo motivo, ogni giorno in cui gli ucraini resistono li avvicina al successo. Ogni giorno mi rende più ottimista per l'Ucraina». Come valuta la prospettiva di una forza militare dell'Unione Europea? «L'ostilità di Trump verso gli alleati mi disgusta, ma ammetto di intravedervi un lato positivo. Finché gli Stati Uniti hanno avuto un potere schiacciante e lo hanno usato responsabilmente, come tra il 1945 e il 2008, i loro alleati potevano rilassarsi, spendere in servizi sociali e lasciare le questioni serie a Washington. Come osservai nel 1997, "l'adulto americano ha reso infantili gli altri". Ma ora, dopo due presidenti statunitensi deboli, Obama e Biden, e ora uno imprevedibile e irresponsabile, quegli alleati devono maturare e assumersi responsabilità. Per l'Europa ciò significa lasciare il mondo piacevole del welfare e svegliarsi di fronte alle realtà dell'hard power: opporsi alla Russia, aiutare finanziariamente l'Ucraina e sviluppare una seria capacità militare in un'ottica euroatlantica. Anche se nasce da una causa infelice, è uno sviluppo estremamente positivo». Come valuta gli attuali sforzi di riarmo in Occidente, in particolare in relazione alla Nato? «Ottant'anni di dipendenza dagli Stati Uniti richiedono tempo per essere superati, quindi questo cambiamento procede con una lentezza dolorosa. La combinazione della minaccia russa e dell'enorme economia europea, vicina a quella statunitense e dieci volte superiore a quella russa, mi rende ottimista sul fatto che gli europei riusciranno a compiere questo cambiamento». Qual è la sua valutazione della politica estera di Donald Trump? «Un tempo dicevo che con lui un cowboy aveva conquistato la Casa Bianca. Ora lo definisco un principe medievale, che non risponde a nessuno. Si tratta, infatti di un presidente, vanitoso ignorante, incoerente e sleale. Non ha una politica estera, ma un pregiudizio verso l'estero. Indubbiamente, a volte compie passi molto positivi, come aiutare Israele a distruggere l'infrastruttura nucleare iraniana, e questi vanno riconosciuti». Come interpreta la recente e cauta riemersione dell'establishment tradizionale della politica estera repubblicana rispetto agli ambienti Maga? «È una tendenza splendida, ma potrebbe cambiare in un istante. Domani Trump potrebbe sostituire Rubio con un politico MAGA radicale come Marjorie Taylor Greene, una sua ex alleata. Tutte le sue politiche sono imprevedibili e soggette a rovesciamenti immediati».
Nei giorni 23, 24 e 25 febbraio Castiglion Fiorentino ospiterà un prestigioso raduno della Rappresentativa Nazionale Under 17 della Lega Nazionale Dilettanti, in programma allo stadio comunale “Emanuele Faralli”
(Agenzia Vista) Tokyo, 09 febbraio 2026 "Pronto? Parla Sanae Takaichi, volevo porgerle i miei complimenti per aver conquistato la prima medaglia d'oro per il team del Giappone a queste Olimpiadi" così la prima ministra del Giappone Sanae Takaichi ha rivolto i suoi complimento Kira Kimura, snowboardista giapponese che ha vinto la medaglia d'oro nel big air nelle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Courtesy:X Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
“Buon Super Bowl, America! Il nostro Paese è più forte, più grande e migliore che mai e, IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!”. Pochi istanti prima dell’evento televisivo più atteso dell’anno, Donald Trump era sembrato sereno e fiducioso. Subito dopo l’Halftime Show però, il Presidente degli Stati Uniti si è nuovamente rivolto ai social per esprimere […] L'articolo L’ira di Trump contro Bad Bunny: “Terribile, nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e i balli sono disgustosi”. Ma è il SuperBowl più visto di sempre proviene da Il Fatto Quotidiano .
Con l'inizio dei giochi invernali, sono tante le insegne che propongono piatti e drink in edizione limitata che celebrano l'evento. Ecco quelli da non perdere
Milano, 9 feb. (Adnkronos) - "No, non è vero". È la risposta che l'ex camionista di 80 anni ha dato a ogni domanda formulata dal pm di Milano Alessandro Gobbis che indaga sui cosiddetti 'cecchini del week end', cittadini che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. L'uomo, difeso dall'avvocato Giovanni Menegon, ha risposto per circa un'ora negando qualsiasi accusa. "Non sono mai stato a Sarajevo, non ho mai fatto attività politiche, amministrative o pubbliche" le parole del pensionato indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili.
Milano, 9 feb. (Adnkronos) - "No, non è vero". È la risposta che l'ex camionista di 80 anni ha dato a ogni domanda formulata dal pm di Milano Alessandro Gobbis che indaga sui cosiddetti 'cecchini del week end', cittadini che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. L'uomo, difeso dall'avvocato Giovanni Menegon, ha risposto per circa un'ora negando qualsiasi accusa. "Non sono mai stato a Sarajevo, non ho mai fatto attività politiche, amministrative o pubbliche" le parole del pensionato indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili.
Consorzi Agrari d’Italia (CAI) è stata tra i protagonisti di Fieragricola , la rassegna internazionale dedicata al comparto agricolo che si svolge ogni anno a Verona. La Fiera si è conclusa sabato 7 febbraio e ha registrato oltre 100.000 visitatori. All’interno della Fiera ed insieme a CAI Nutrizione - uno dei poli di eccellenza creati da CAI con l’obiettivo di concentrare competenze, risorse e tecnologie di alta specializzazione disponibili per consolidare ed ampliare l’offerta sul mercato della nutrizione animale – Consorzi Agrari d’Italia ha organizzato nella giornata di venerdì 6 l’evento “Zootecnia 200.0: Sapremo alimentare le vacche del futuro?”. L’evento – che si è tenuto presso la Sala Vivaldi e che, come suggerisce il titolo, ha provato a delineare quelle che saranno le principali innovazioni e sfide del settore - ha rappresentato un momento di confronto e visione strategica per parlare di innovazione in zootecnia, sostenibilità e nuove frontiere della nutrizione animale. L’evento ha visto la partecipazione di tecnici, Formulisti di CAI Nutrizione e veterinari di CAI che hanno messo a confronto – elencando dati oggettivi sulle produzioni mondiali di latte – esperienze e pratiche in grado di migliorare produttività e sanità animale. L’incontro, che ha visto una grande partecipazione di pubblico, ha dimostrato come un approccio sistemico, basato sulla raccolta dei dati e sulla gestione efficiente delle mandrie possa influire significativamente sulla produttività della stalla e garantire la sostenibilità degli allevamenti italiani. Inaugurata il 4 febbraio, Fieragricola è giunta ormai alla 117ª edizione e rappresenta un settore capace di generare 77 miliardi di euro a livello nazionale. La manifestazione, che ha contato 816 espositori, si è aperta in un momento di particolare vigore per l'economia del settore agricolo, tra mutamenti degli scenari internazionali e nuove sfide per gli agricoltori. Lo stand di Consorzi Agrari d’Italia – situato presso il padiglione 7 – ha ospitato diverse realtà che afferiscono al mondo CAI e che aiutano gli agricoltori a far fronte ad alcune di queste numerose sfide. È il caso di Eurocap Petroli, azienda specializzata nelle forniture di carburanti e lubrificanti ad uso agricolo, ASSICAI, la divisione assicurativa del gruppo, specializzata nel garantire la serenità agli agricoltori anche nei momenti più difficili e CAI Nutrizione, polo mangimistico di CAI. Il tutto viene riunito sotto l’ombrello di Consorzi Agrari d’Italia, che con la sua rete tecnica ed agenziale distribuita su 11 regioni offre le migliori soluzioni per garantire futuro e sostenibilità al settore. A proposito di CAI – Consorzi Agrari d’Italia CONSORZI AGRARI D’ITALIA nasce come soggetto di riferimento nazionale unico nel suo genere e lavora per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura in Italia, basandosi sui valori fondanti della tradizione dei Consorzi Agrari. CAI implementa una storica eredità con piani volti al futuro, per consolidare un ruolo di volano strategico e culturale dell’agricoltura del nostro Paese. Con CAI gli agricoltori diventano protagonisti di un nuovo modello di sviluppo, basato sull'innovazione e sulla sostenibilità. Il progetto poggia su una rete che produce oltre 1 miliardo di ricavi annui e conta più di 20 mila soci, agendo come un vero e proprio “hub” per il collocamento delle grandi produzioni. Ad oggi fanno parte di CONSORZI AGRARI D’ITALIA: Consorzio dell’Emilia, Consorzio del Tirreno, Consorzio Centro Sud, Consorzio Adriatico, Consorzio del Nord Est, Consorzio Agrario di Siena e BF spa. Nel settembre 2025, è stato sottoscritto l’accordo per l’ingresso del Fondo Nazionale Strategico (comparto del patrimonio rilancio di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.,), Banca del Fucino s.p.a. e Quinto Giro investimenti s.r.l. nel capitale sociale di CAI. CAI supporta le aziende agricole in tutto il territorio nazionale con un percorso di crescita basato su una razionalizzazione che nel medio periodo riduce i costi dei mezzi di produzione, un'assistenza tecnica completa, una vasta rete di prodotti e servizi, l'innovazione e la valorizzazione dei prodotti simbolo del Made in Italy, promuovendo accordi di filiera in grado di valorizzare sui mercati il lavoro giornaliero dei produttori e garantire qualità al consumatore.
Matteo Paolillo è stato uno dei protagonisti di “Verissimo”. Nel salotto di Silvia Toffanin, l’attore ha affrontato tanti temi. Il 30enne ha esordito raccontando la sua passione per la recitazione: “Recito da quando ho 13 anni, mi sono appassionato alla recitazione a scuola, facevo le medie. Poi ho iniziato a studiare a livello amatoriale e […] L'articolo “Mare fuori? È stato un po’ strano vedere la gente che mi fissava per strada. Il gossip mi fa sorridere, sono innamorato da 2 anni”: così Matteo Paolillo proviene da Il Fatto Quotidiano .
Smantellato dai carabinieri un gruppo dedito allo spaccio di cocaina in tutta l'Isola d' Elba. Indagati cinque uomini di origine elbana e marocchina