Pd: Bonaccini, 'partito unito, in Direzione astenuto poco più 6% su Schlein''

Pd: Bonaccini, 'partito unito, in Direzione astenuto poco più 6% su Schlein''

Roma, 10 feb. (Adnkronos) - “Per quanto riguarda la direzione Pd vorrei che si guardassero i dati. Ci sono stati 162 voti a favore, nessun voto contrario e 11 astenuti. Stiamo parlando di un 6,7% di componenti della direzione che ha espresso un'opinione un po' diversa rispetto alla relazione della segretaria, rispetto alla quale ognuno può avere accenti condivisi altri meno”. Così il presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini, ospite a Start di Sky TG24. “Io di grandissimi problemi nell'unità del Pd non ne vedo. Dopodiché, nella coalizione noi avremo il dovere di mettere insieme un nuovo centrosinistra plurale che però la smetta di essere diviso e litigare come troppe volte nel passato è stato. A noi tocca il compito della pazienza, di una funzione di convincimento a stare insieme. La destra in questo la invidio, litiga dalla mattina alla sera; eppure, sono capaci alle elezioni di mettersi insieme e non ci faranno il regalo, al di là che cambino o meno la legge elettorale, anche al di là di Vannacci ora all'estrema destra”, ha proseguito. “Io ho fiducia che il Partito Democratico, con le proprie proposte saprà trovare la forza di costruire un centrosinistra plurale. L'unità non è condizione per battere la destra ma diventa con la legge elettorale condizione necessaria per farla. Se nel Pd qualcuno vuole dire che non è d'accordo a fare un'alleanza per batterli, tornando al 2022 quando dividendoci in tre gli abbiamo aperto le porte di Palazzo Chigi, lo dica e vediamo quello che ne pensano gli elettori”, ha concluso Bonaccini.

Ucraina: Bonaccini, 'Pd per sostegno Kiev'

Ucraina: Bonaccini, 'Pd per sostegno Kiev'

Roma, 10 feb.(Adnkronos) - "Qui a Strasburgo solitamente i tre partiti che sono al governo in Italia votano in tre modi diversi, non due. È evidente che sulla politica estera sia il centrodestra che il centrosinistra hanno un problema, quello di non avere posizioni sempre coincidenti e so bene che guidare un Paese non è come scrivere un programma per un comune o una regione”. Così il presidente del Pd Stefano Bonaccini, ospite a Start di Sky TG24. “È su questo che dovremo lavorare. Noi siamo convinti come Pd che l'Ucraina vada sostenuta e vada sostenuta perché vuol dire sostenere l'Europa, quell'idea di Ue nella quale non possano esserci conflitti e guerre”, ha concluso.

L’Italia è oro nello short track: l’impresa degli azzurri nella staffetta mista. Fontana nella storia: è la 12esima medaglia olimpica

L’Italia è oro nello short track: l’impresa degli azzurri nella staffetta mista. Fontana nella storia: è la 12esima medaglia olimpica

ASSAGO – L’Italia è la regina dello short track. Gli azzurri conquistano una straordinaria medaglia d’oro nella staffetta mista, la gara d’apertura del programma della disciplina al Forum di Milano. È il secondo oro italiano a questi Giochi invernali, la decima medaglia complessiva di Milano-Cortina. L’Italia ha dimostrato in tutta la giornata di essere la […] L'articolo L’Italia è oro nello short track: l’impresa degli azzurri nella staffetta mista. Fontana nella storia: è la 12esima medaglia olimpica proviene da Il Fatto Quotidiano .

Milano Cortina 2026, dietro le quinte dello spot Poste Italiane

Milano Cortina 2026, dietro le quinte dello spot Poste Italiane

Roma, 10 feb. (askanews) - Al Teatro 18 di Cinecittà, a Roma, ha preso forma lo spot di Poste Italiane dedicato alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: un mese di preparazione, due giorni di riprese e oltre 50 professionisti coinvolti. Premium Logistics Partner dell'evento, il Gruppo sarà in campo con 1.000 addetti e 2 hub logistici per una superficie di oltre 32 mila metri quadrati. Il servizio del TG Poste.

Foibe, Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata"

Foibe, Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata"

"L'Italia non permetterà mai più che la storia delle foibe sia negata". È il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella Giornata del ricordo delle Foibe. "Una giornata che chiama l'Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un'imperdonabile congiura del silenzio, dell'oblio e dell'indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità". Nell'Aula di Montecitorio la cerimonia celebrativa di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale alla presenza del presidentedella Repubblica Sergio Mattarella. Una tragedia cui fece seguito un altro dramma, quello dell'esodo: circa 250mila italiani sono costretti a lasciare la propria terra e le proprie case. "La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell'ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista", ha affermato la premier. "Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi". "Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere", ha aggiunto Meloni. "Lo dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest'anno, come il 'Treno del Ricordo' che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L'Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all'Italia intera. A ognuno di noi". Prima dell'avvio, è stato eseguito l'Inno di Mameli. "Mi auguro che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto", ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana. "Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine già nelle ore seguenti l'armistizio dell'8 settembre. A migliaia furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi, in un crescendo di crudeltà e di atrocità che lasciò per anni una lunga scia di sangue". "Siamo qui non solo per ricordare, per tramandare, ma anche per rinnovare la nostra richiesta di perdono per il colpevole silenzio che ha avvolto e coperto queste voci per troppi anni", ha affermato il presidente del Senato Ignazio La Russa. "Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che li riportava in Italia nel febbraio del 1947. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini e che invece in quella occasione venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli e per l'oblio, nel quale molti di loro lasciammo". Viviamo in un mondo attraversato da nuovi conflitti, da tensioni crescenti, da guerre che rimettono in discussione le nostre certezze, minano le nostre speranze, ci interrogano sui nostri valori. Per questo la memoria delle foibe è un monito attuale'', è intervenuto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Mai più pulizie etniche. Mai più persecuzioni fondate sull'identità. Mai più violenze giustificate dall'ideologia, dal nazionalismo esasperato, dalla brama di conquista", ha auspicato Tajani, che ha spiegato la decisione presa nel 2004 dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di istituire ''una giornata in ricordo delle vittime delle foibe e della tragedia sofferta dagli esuli istriani''. Si è trattato di ''un atto di profondo valore civile e morale'' con cui ''venne piantato il seme del perdono e della riconciliazione'', ha detto Tajani."Oggi Slovenia e Croazia sono Paesi amici e alleati, condividiamo i valori di libertà, democrazia e stato di diritto che ci uniscono in Europa". "Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall'odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare", ha scritto sui social network il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. A Roma è in programma oggi il consueto omaggio al sacello del Milite Ignoto, con la deposizione di una corona d'alloro presso l'Altare della Patria, le bandiere di Montecitorio saranno posizionate a mezz'asta e in serata il Tricolore sarà proiettato sulla facciata del palazzo. Nel pomeriggio il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati e al ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, visiterà la mostra degli Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani, allestita al Vittoriano. "Sarò presente a Trieste per la partenza del Treno del Ricordo, viaggio simbolico che attraversa l'Italia", ha annunciatoil presidentedela Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone." Si tratta di un'iniziativa nata grazie alla Risoluzione 7-00037 approvata all'unanimità dalla commissione. Quel voto ha dimostrato che, di fronte al dolore dei nostri esuli e al sacrificio dei martiri delle foibe, non esistono divisioni politiche, ma solo il comune impegno a onorare l'identità nazionale".