Olimpiadi, Buonfiglio: noi siamo condannati a vincere

Olimpiadi, Buonfiglio: noi siamo condannati a vincere

Cortina, 9 feb. (askanews) - "Noi siamo condannati a vincere, il che vuol dire che per farci dire bravi dobbiamo essere dieci volte più bravi dei tedeschi". Lo ha detto a Casa Italia a Cortina il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, commentando una giornata con molte medaglie azzurre ai Giochi invernali di Milano Cortina. Buonfiglio ha poi attaccato i gruppi che contestano l'Olimpiade italiana.

Referendum sulla giustizia: al Senato la presentazione del Comitato “Si vota Sì”

Referendum sulla giustizia: al Senato la presentazione del Comitato “Si vota Sì”

Si è tenuta stamattina in Senato, presso la Sala Caduti di Nassirya, la conferenza stampa di presentazione del Comitato “Si vota Sì”, promotore della campagna a favore del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. La conferenza ha visto la partecipazione di Valentina Ruggiero, avvocato familiarista e Presidente del Comitato “Si vota Sì”, di Pierluigi Del Viscovo, editorialista de Il Giornale, di Gianluca Soma, Manager internazionale, di Maria Pia Iannuzzi, attrice e di Lello Pepe, regista. Ha portato i saluti istituzionali la Sen. Cinzia Pellegrino di Fratelli d'Italia, membro della Commissione bicamerale per la Semplificazione. "La giustizia non è un argomento lontano dalla gente ma riguarda tutti e non soltanto gli addetti ai lavori. Va chiarito subito che votare al referendum non ha una valenza politica, non è un voto pro o contro Giorgia Meloni. È un tema che viene da lontano: il primo a sostenere la separazione delle carriere fu un partigiano come Giuliano Vassalli, allora Guardasigilli. Era una battaglia di Marco Pannella, che voleva che i pubblici ministeri facessero i pubblici ministeri e i giudici i giudici. Anche oggi, a sinistra, ci sono molti esponenti favorevoli a questo provvedimento e va riconosciuta la loro onestà intellettuale. È necessario ridare dignità alla giustizia per avere una giustizia equa e, in questa direzione, votare sì significa stare dalla parte del cittadino" - E' quanto affermato dalla senatrice Cinzia Pellegrino. "L'Alta Corte disciplinare e la separazione degli organi di autogoverno rappresentano gli elementi più innovativi della riforma, perché svincolano il potere disciplinare dalle logiche correntizie. Specializzare i ruoli significa garantire un processo più equo e una reale parità tra accusa e difesa" - E' quanto affermato da Valentina Ruggiero, Presidente del Comitato “Si vota Sì”. "Questa riforma interviene sulle fondamenta dell'ordinamento giudiziario per rendere il processo più imparziale ed efficace. La separazione delle carriere e il sorteggio negli organi di governo sono strumenti di buon senso, già presenti in molti Paesi europei, che rafforzano la fiducia dei cittadini nella giustizia" - E' quanto affermato da Gianluca Soma, manager e consulente internazionale. "Il vero rischio oggi è che il referendum venga perso per mancanza di partecipazione. Anche la riforma migliore ha bisogno di essere sostenuta dai cittadini e la partita si gioca sulla capacità di spiegare perché il sì è nell'interesse di tutti" - E' quanto affermato da Pierluigi Del Viscovo, editorialista de "Il Giornale". "Anche il mondo della cultura sente il bisogno di una giustizia più equa e comprensibile. La separazione delle carriere è una proposta che parla di equilibrio, responsabilità e rispetto dei ruoli, valori che appartengono a tutta la società" - E' quanto affermato dall'attrice Maria Pia Iannuzzi. "Il tema della giustizia non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma incide profondamente sulla vita delle persone. Raccontare e sostenere questa riforma significa contribuire a una riflessione culturale più ampia sul rapporto tra cittadini e istituzioni" - E' quanto affermato dal regista Lello Pepe.

Australia: 'Herzog fuori!', proteste per la visita del presidente israeliano

Australia: 'Herzog fuori!', proteste per la visita del presidente israeliano

Canberra, 9 feb. (Adnkronos) - Migliaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog in Australia, mentre gruppi di sinistra e filo-palestinesi stanno pianificando ulteriori manifestazioni in tutto il paese. I manifestanti hanno scandito slogan contro Herzog e Israele, tra cui "Herzog fuori", "Herzog è un terrorista", "Globalizziamo l'Intifada" e "C'è una sola soluzione: la rivoluzione dell'Intifada". Altri hanno gridato: "Basta Israele, Israele è uno stato terrorista", "Liberazione, liberazione, la Palestina è la nostra nazione" e "Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera". Herzog è arrivato in Australia ieri in visita ufficiale, in seguito al mortale attacco terroristico durante un evento di Hanukkah a Bondi Beach, a Sydney, nel dicembre 2025. Le autorità hanno dichiarato la sua visita un evento importante e hanno schierato migliaia di poliziotti per gestire la folla. Uno degli organizzatori della protesta di Melbourne ha dichiarato: "Piangiamo la gente di Bondi e piangiamo la gente di Gaza. Il nostro governo non lo fa. Non siamo noi gli ipocriti, lo sono loro". La senatrice Lidia Thorpe è intervenuta alla protesta, esprimendo solidarietà sia alle vittime del recente attacco a Bondi Beach a Sydney sia ai palestinesi. "Sono solidale con le vittime di Bondi, ma anche con i miei fratelli e sorelle palestinesi, e questo non è antisemita", ha detto. "Perché i nostri leader si schierano con qualcuno che firma bombe che uccidono persone innocenti?" Si prevede che la protesta a Melbourne continuerà per tutta la giornata, nell'ambito di una più ampia serie di manifestazioni in tutta l'Australia che coincidono con la visita di quattro giorni di Herzog e che comprende tappe a Sydney, Melbourne e Canberra, oltre a una visita a Bondi Beach, il luogo dell'attacco alla comunità ebraica locale. La visita, su invito del governatore generale australiano Sam Mostyn, del primo ministro Anthony Albanese e della comunità ebraica del Paese, si concentrerà sull'espressione di solidarietà con l'ebraismo australiano e sul rafforzamento dei legami bilaterali, ha affermato il presidente.