Giovani incollati ai Giochi in tv

Giovani incollati ai Giochi in tv

Vi proponiamo Tele...Raccomando, la rubrica di Klaus Davi dedicata al piccolo schermo CHI SALE ( Cerimonia di Apertura Olimpiadi ) Un trionfo. Difficile definire diversamente la diretta di Rai 1 della Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Al di là delle strumentali polemiche relative alla telecronaca dell’evento, curata da Paolo Petrecca, Fabio Genovesi e Stefania Belmondo, lo spettacolo offerto è stato davvero all’altezza. Boom di ascolti con una media di 9.368.000 spettatori in Total Audience col 46.2% di share, quasi 100mila utenti connessi dai device. Per tutta la durata la curva ha oscillato tra il 40% e il 50% col picco di 11,1 milioni di teste e del 51,6% alle ore 20.41, quando è iniziata la sfilata “diffusa” degli atleti delle 92 delegazioni presenti. Ma non è tutto. Oltre 2 miliardi di spettatori in tutto il mondo, in Francia su France 2 6.025.000 spettatori col 36.8% di share, in Germania su ARD 5.230.000 teste col 22.3%. La Rai è riuscita anche a riportare davanti alla tv bambini e giovanissimi con punte superiori al 50% di share. La Tv di Stato si è aggiudicata la fascia 20:30-22:30 con 10.916.000 spettatori e il 50.9%.

Luca e Annalisa, "bavaglio!": l'ultima pagliacciata sinistra da Del Debbio

Luca e Annalisa, "bavaglio!": l'ultima pagliacciata sinistra da Del Debbio

«In Italia non c’è libertà d’espressione». Lo disse in tv Annalisa, giovane attivista in studio a Dritto e rovescio, in prima serata su Rete 4. Non male, come bavaglio. A lei e al sodale Luca, il conduttore Paolo Del Debbio dedica ampio spazio, facendoli attaccare a spron battuto Giorgia Meloni, il governo “fascista”, le forze dell’ordine. Sono ideologicamente vicini agli antagonisti che hanno messo a ferro e fuoco Torino sabato scorso, per difendere i democratici ragazzi di Askatasuna. Non stupisce, dunque, che non riescano a dire parole chiare riguardo ai poliziotti aggrediti e all’agente preso a martellate. Non stupisce, ma indigna. E Giuseppe Cruciani, seduto di fronte a loro, non riesce a stare zitto. «Lei sta dicendo sostanzialmente che c’è la repressione, che c’è l'autoritarismo in una televisione nazionale in prima serata. Dunque, di che cosa stiamo parlando?- la incalza il conduttore de La Zanzara, su Radio 24 - Lei può dire quello che vuole su web, in una televisione nazionale, e le lasciano dire che la polizia ha militarizzato Torino. Gli abitanti del quartiere, le posso assicurare, quando vedono una camionetta dalla polizia, sono contenti. Si faccia un giro a Roma, veda quanto è contenta la gente quando vede la camionetta. La gente non ha paura di Askatasuna, tranne quando fanno i cortei. La gente ha paura della criminalità, dunque vogliono le città presidiate dalla polizia». Quindi se la prende con Luca. «Fare propaganda sulle forze dell’ordine non le aiuta! - accusa il giovane - Coi decreti sicurezza si creano categorie di nemici. I migranti, i minorenni con i coltelli, gli attivisti pericolosi...». «Questa è filosofia dai - si scalda ancora Cruciani -. Ci sono attivisti pericolosi? La responsabilità è personale! Chi ha aggredito quel poliziotto deve andare in carcere o no? Uno tira un estintore, altri hanno usato spranghe. Devono andare in galera o no?». «Cruciani, quello che sta facendo Meloni con i decreti sicurezza...», abbozza una risposta Luca. «Niente, non vuole rispondere: deve andare in galera o no? Va in galera o no? Perché parli di altro? Io ti ho fatto una domanda, non vuoi rispondere perché hai paura di inimicarti i tuoi amichetti. Volete coprire i violenti a tutti i costi! Fate schifo!». "Lei dice che in Italia non c'è repressione verso la libertà di espressione? Non è vero!" Annalisa (attivista) a Giuseppe Cruciani #drittoerovescio pic.twitter.com/0KCNzdcoyD — Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) February 5, 2026

Milano-Cortina, altro che Ghali: l'unico censurato è stato Massimo Boldi

Milano-Cortina, altro che Ghali: l'unico censurato è stato Massimo Boldi

Alla fine, lo possiamo dire: l’unica persona realmente censurata dalle Olimpiadi di Milano -Cortina è stato Massimo Boldi, reo di avere fatto un’intervista scherzosa al Fatto con una battuta da Cinepanettone sulla sua passione per il genere femminile. «Il mio sport preferito? La f...». Un’uscita greve ma innocua, che è costata al comico nato a Luino ma milanesissimo la partecipazione come tedoforo. Roba da Minculpop, o peggio ancora da fanatici woke, rimasta peraltro un unicum nella selezione dell’esercito di personaggi che hanno avuto l’onore di portare la fiaccola verso il capoluogo lombardo. Nessuno, giustamente, si è mai sognato di escludere il rapper americano Snoop Dogg protagonista a Gallarate né tantomeno ha fatto l’esame del sangue a tutte le migliaia di persone che hanno portato la fiaccola in giro per l’Italia camminando o correndo tra due ali di folla. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45895355]] In questo scenario, è surreale che a gridare alla “censura” sia il rapper Ghali, spalleggiato nel vittimismo da qualche politico del centrosinistra iperpresenzialista. Il cantante musulmano celebre per le sue posizioni pro-Pal ha avuto una visibilità planetaria, che anche i suoi fan più incalliti ammetteranno essere esagerata rispetto alla caratura attuale del personaggio. Davanti al regalo di questa ribalta internazionale, Ghali ha sfruttato l’onda e le entrature politiche per frignare già alla vigilia dell’evento («So perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia... So che una lingua, quella araba, era di troppo»). L’insoddisfazione della vigilia, però, è stata sapientemente colmata con la mossa di marketing dell’uscita del nuovo singolo musicale proprio nel giorno della cerimonia di apertura. L’ultimo atto della commedia è andato in scena ieri, dopo l’esibizione davanti a 2 miliardi di spettatori. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46229629]] A sinistra è scattato il coro di lamenti per le inquadrature (troppo larghe!), la telecronaca (non hanno esaltato Ghali!) e il presunto complotto politico-internazionale ai danni del cantante di origine tunisina. La causa pro-Pal imbavagliata dalla destra internazionale. Una tesi talmente stramba da aver raccolto tra i suoi adepti alcuni esponenti celebri del club mediatico progressista. Infine, il tocco finale dello stesso Ghali: «Venerdì sera non ho sentito né armonia né pace». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46235357]] Dietro la cortina di fumo, la verità è molto semplice: gli organizzatori hanno sbagliato a chiamare Ghali a cantare - o meglio, recitare durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici a San Siro. Gli hanno regalato visibilità, gli hanno fatto pubblicità, hanno spinto l’uscita del nuovo brano e hanno fatto pure la figura dei censori. Sono finiti nel mirino della politica, pur avendo concepito uno show tutt’altro che ideologico (a differenza di quello di Parigi 2024). Un clamoroso autogol, che andava evitato.

“Gatta bianca, cane nero” di Kelly Link: fiabe sovversive per tempi instabili

“Gatta bianca, cane nero” di Kelly Link: fiabe sovversive per tempi instabili

Dopo il fortunato esordio con il romanzo "The Book of Love", la scrittrice americana Kelly Link torna con "Gatta bianca, cane nero", una raccolta di fiabe profondamente rielaborate in chiave contemporanea, che superano, negano o ribaltano la funzione per cui erano nate, confrontandosi con le derive del viaggio dell'eroe, gli aspetti meno salvifici del desiderio e la precarietà del nostro tempo... Leggi l'articolo completo “Gatta bianca, cane nero” di Kelly Link: fiabe sovversive per tempi instabili .