“Dedico la medaglia ad Angela Romei. Avrei voluto condividere questa esperienza con lei”: la polemica di Stefania Constantini

“Dedico la medaglia ad Angela Romei. Avrei voluto condividere questa esperienza con lei”: la polemica di Stefania Constantini

“La mia dedica dopo la medaglia? Sugli spalti a fare la telecronaca e quindi a seguirmi veramente da vicino c’è stata per tutta la settimana la mia compagna di squadra e migliore amica Angela Romei, con cui avrei voluto condividere questa esperienza olimpica la prossima settimana”. È il primo pensiero di Stefania Constantini in zona […] L'articolo “Dedico la medaglia ad Angela Romei. Avrei voluto condividere questa esperienza con lei”: la polemica di Stefania Constantini proviene da Il Fatto Quotidiano .

L'Iran mostra i muscoli: missili balistici e attacco simbolico a Usa e Israele

L'Iran mostra i muscoli: missili balistici e attacco simbolico a Usa e Israele

Un messaggio di sfida agli Stati Uniti e a Israele arriva dalle piazze di Teheran nel giorno in cui alla Casa Bianca Donald Trump incontra Benjamin Netanyahu. L'Iran celebra il 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica (il 22 Bahman secondo il calendario persiano) e lo fa con una dimostrazione di forza, esibendo missili balistici e da crociera, rottami di droni israeliani abbattuti e bare simboliche di militari americani. Un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni e che, tra slogan e bandiere bruciate, sembra diretto soprattutto a Tel Aviv, mentre proseguono le trattative tra Teheran e Washington per continuare i colloqui sul nucleare ed Israele preme sull'alleato per la linea dura. Nell'anniversario della caduta dello Shah, il cui figlio Reza Ciro Pahlavi è tornato alla ribalta dagli Stati Uniti con messaggi ai manifestanti nelle settimane delle proteste antigovernative, "milioni di persone" - evidenziano i media iraniani - sono scese in strada in tutto il Paese, con cortei organizzati in oltre 1.400 città. A Teheran la folla ha iniziato a radunarsi dalle prime ore del mattino lungo i percorsi prestabiliti verso piazza Azadi, il punto simbolico della celebrazione, dove sono stati esibiti missili balistici e da crociera, tra cui i Fateh e i Fatah 110. "Un chiaro messaggio da Teheran a Tel Aviv", scrive l'agenzia di stampa Mehr, in un momento in cui le tensioni regionali restano altissime. Accanto ai missili sono stati mostrati come trofei quelli che Teheran ha sostenuto essere i rottami di droni israeliani abbattuti durante la cosiddetta Guerra dei 12 giorni. Non sono mancati gli elementi più duri della propaganda antiamericana e anti-israeliana. Durante i cortei sono comparse bare simboliche attribuite a comandanti militari statunitensi, mentre tra la folla sono state calpestate immagini di Trump e Netanyahu. In piazza Enghelab sono stati dati alle fiamme drappi con le bandiere di Israele e degli Stati Uniti. Tra la folla hanno sfilato, tra gli altri, il capo di Stato maggiore delle Forze armate iraniane, il generale Seyed Abdolrahim Mousavi, ed il comandante dei Pasdaran, Mohammad Pakpour. Presenti anche il presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf ed il presidente Masoud Pezeshkian, atteso per un discorso ufficiale. Le celebrazioni - che si terranno stasera anche a Roma - arrivano in un clima interno ancora segnato dalle ferite delle proteste scoppiate a fine gennaio e represse duramente dalle autorità, con migliaia di morti. Teheran continua a descrivere quelle mobilitazioni come il risultato di un'azione destabilizzante sostenuta dall'estero, accusando in particolare Stati Uniti e Israele di aver alimentato disordini e violenze. L'anniversario del 22 Bahman rappresenta per la Repubblica islamica molto più di una ricorrenza. È il momento in cui Teheran celebra la fine della monarchia filo-occidentale dello Shah, Mohammad Reza Pahlavi, e l'avvento della rivoluzione guidata dall'ayatollah Ruhollah Khomeini. Fu proprio Khomeini a tornare in Iran il 1 febbraio 1979 dopo anni di esilio, accolto da una folla immensa, in un Paese già travolto dalle proteste e dal collasso dell'apparato politico e di sicurezza. Lo Shah aveva lasciato l'Iran a metà gennaio, mentre le piazze erano ormai in fermento e le forze armate faticavano a contenere la pressione popolare. Il momento decisivo arrivò l'11 febbraio 1979, quando l'esercito annunciò la neutralità e cessò di sostenere la dittatura, sancendo di fatto la fine della dinastia Pahlavi e la nascita della Repubblica islamica. Da allora, la rivoluzione è stata trasformata in un pilastro identitario, celebrato ogni anno con marce di massa, slogan e cerimonie che mescolano religione, patriottismo e politica estera.

**Ue: Metsola, 'De Gasperi comprese che futuro Italia è con Europa'**

**Ue: Metsola, 'De Gasperi comprese che futuro Italia è con Europa'**

Trento, 11 feb. (Adnkronos) - "Alcide De Gasperi aveva compreso che per ridare all'Italia un futuro occorreva inventare un futuro per l'Europa, un futuro diverso dal passato. E lo fece senza scendere mai a compromessi sui valori in cui credeva e in cui oggi noi tutti crediamo". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo, Robeta Metsola, in un videomessaggio trasmesso in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Trento e dell'intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca centrale dell'ateneo, presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "L'Unione europea -ha ricordato Metsola- è un progetto condiviso, sempre in divenire, che cresce e si rafforza grazie all'impegno di ciascuno di noi. De Gasperi, nato in Trentino, terra di confine e di passaggio, visse la transizione tra due epoche, fu in grado di vedere oltre l'orizzonte storico e quindi di immaginare un'Europa unita, un mondo dove la diversità potesse rappresentare la forza di un grande progetto comune". "I principi democratici della conoscenza e del dibattito devono continuare a guidarci in tutto ciò che facciamo. L'Europa -ha concluso la presidente del Parlamento europeo- è uno sforzo collettivo. Vi incoraggio quindi a partecipare attivamente in Europa e a contribuire a plasmare il futuro che ci attende".