Incendio Crans-Montana, i Moretti aggrediti dai familiari delle vittime prima dell’interrogatorio: urla e spintoni – Video

Incendio Crans-Montana, i Moretti aggrediti dai familiari delle vittime prima dell’interrogatorio: urla e spintoni – Video

Un drammatico parapiglia tra alcuni familiari delle vittime del rogo al Constellation e i coniugi Moretti si è verificato pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio di Jessica davanti all’aula universitaria in cui si svolge l’audizione. Gli indagati proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno a Crans-Montana, sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro […] L'articolo Incendio Crans-Montana, i Moretti aggrediti dai familiari delle vittime prima dell’interrogatorio: urla e spintoni – Video proviene da Il Fatto Quotidiano .

Ripresa della salita dei prezzi di benzina e diesel. Le nuove medie dei carburanti

Ripresa della salita dei prezzi di benzina e diesel. Le nuove medie dei carburanti

Dopo due giorni di quiete, riprendono a salire i prezzi medi dei carburanti alla pompa, sulla scia dei rialzi registrati ieri sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Quotazioni internazionali in aumento nonostante il rafforzamento dell'euro sul dollaro. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,650 euro/litro (+2 millesimi, compagnie 1,655, pompe bianche 1,638), diesel self service a 1,696 euro/litro (+1, compagnie 1,704, pompe bianche 1,681). Benzina servito a 1,790 euro/litro (+1, compagnie 1,834, pompe bianche 1,709), diesel servito a 1,835 euro/litro (+1, compagnie 1,881, pompe bianche 1,749). Gpl servito a 0,688 euro/litro (-1, compagnie 0,699, pompe bianche 0,677), metano servito a 1,410 euro/kg (invariato, compagnie 1,423, pompe bianche 1,400), Gnl 1,232 euro/kg (-2, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,228 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,746 euro/litro (servito 2,009), gasolio self service 1,795 euro/litro (servito 2,055), Gpl 0,831 euro/litro, metano 1,490 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.

Sky cross e freestyle, come si prepara una gara olimpica? Il programma degli Azzurri

Sky cross e freestyle, come si prepara una gara olimpica? Il programma degli Azzurri

Il sesto episodio di “Battiti Olimpici – Winter Edition”, una serie in 10 puntate realizzata dal Coni e dall’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, in collaborazione con Sportface, che racconta il percorso di preparazione olimpica degli atleti italiani in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Ogni giorno su Gazzetta.it un nuovo episodio.

È morto James Van Der Beek: addio al protagonista di “Dawson’s Creek”, volto dei teen drama e degli anni ’90

È morto James Van Der Beek: addio al protagonista di “Dawson’s Creek”, volto dei teen drama e degli anni ’90

Lutto che colpisce non soltanto gli appassionati di serie tv e dei cosiddetti teen drama. È un cordoglio generazionale quello per James William Van Der Beek, l’attore statunitense protagonista della serie Dawson’s Creek, un vero e proprio cult che aveva tenuto incollati ai televisori milioni di adolescenti in mezzo mondo. Aveva appena 48 anni, nell’agosto del […]

Sacri, fertili, di confine: così i fiumi han fatto la storia

Sacri, fertili, di confine: così i fiumi han fatto la storia

Nel 1526, il sultanato di Delhi crollò sotto l’avanzata di un condottiero che veniva da Kabul, Zahir al-Din Muhammad Babur. Babur, fondatore dell’impero Moghul, era nato in Uzbekistan e secondo la leggenda discendeva da Gengis Khan e da Tamerlano il grande. Mentre si inoltrava nella vastissima pianura gangetica teneva un diario di quella fertile regione formata dai bacini dei fiumi Indo, Gange e Brahmaputra, così diversa dalla sua. Annotava la presenza di «coccodrilli mangiauomini», «maiali d’acqua» (probabilmente delfini di fiume) e rane «capaci di correre per cinque o sei metri sulla superficie dell’acqua». Ma il paesaggio indiano, «spento e uniforme», non lo affascinava. Per i Moghul, un giardino doveva restituire l’immagine del paradiso. Il persiano antico “pairidaeza” significa appunto «giardino cinto da mura». E come il giardino paradisiaco, doveva essere attraversato da quattro corsi d’acqua. Così, mentre procedeva, pregando e assumendo droghe, ogni volta che s’imbatteva in una sorgente o in un incrocio strategico di fiumi, Babur ordinava la costruzione di un charburgh: un giardino diviso in quattro sezioni e recintato da mura. È una delle tante storie che affollano I 7 fiumi che raccontano il mondo di Vanessa Taylor (Garzanti, 456 pag., 20 euro). I magnifici sette sono il Nilo, il Danubio, il Gange, il Tamigi, il Mississippi, il Niger e lo Yangtze. Il Tamigi sembra incluso per patriottismo e l’autrice stessa, collaboratrice della Bbc e storica dell’ambiente all’università di Greenwich , confessa che il fiume di Londra fa la figura di «un pesciolino in mezzo a delfini e balene». Tra questi ultimi, la balenottera azzurra è il Nilo, il corso d’acqua più lungo del mondo (benché, a seconda delle misurazioni, il primato gli sia conteso dal Rio delle Amazzoni). Gli antichi egizi già in epoca dinastica (3000 a.C.) lo chiamavano “iteru”, che significa semplicemente “fiume”. Il suo dio principale, che dimorava in una grotta al confine con il Kush (ovvero la Nubia, odierno Sudan) era Hapi, «il dio androgino della piena, con il ventre prominente e i seni flaccidi, i fiori di loto e i papiri che stillavano acqua». La grotta di Hapi era una sorgente simbolica che segnava il tratto “più significativo” del Nilo per la vita degli Egizi, ma si sapeva che il fiume scorreva ancora più a sud. La vegetazione nilotica offriva sia i simboli dell’Alto Egitto, il fiore di loto, sia del Basso, il papiro. Chi dominava l’intero corso del Nilo da sud a nord deteneva il potere supremo e poteva indossare lo pschent, la doppia corona bianca e rossa: «Meritare davvero la doppia corona significava mantenere il controllo e l’autorità su tutto quel lungo regno fluviale». Mostrava, in altre parole, di essere un vero uomo dio, capace di controllare il corso della natura. Un simbolismo che Taylor evidenzia anche per gli altri fiumi di altre epoche e continenti, dove all’opera umana per deviare, arginare, incanalare le acque, e che spesso è costata centinaia di migliaia di morti tra contadini e schiavi costretti a lavorare a ritmi intollerabili, il potere ha sempre associato un significato simbolico, patriottico e religioso, per cui il fiume coincide con lo spirito del luogo, e chi lo sottomette (o lo rende propizio) avrà sempre la vittoria contro i nemici. La piena annuale del Nilo, che garantiva raccolti costanti (e l’introito delle tasse sui raccolti) e che veniva annunciata dai sacerdoti che controllavano i nilometri, è un evento che richiama il momento in cui, millenni dopo, il piroscafo a vapore “New Orleans” imboccò il Mississippi e giunse al porto di New Orleans nel gennaio del 1812. «Da allora», scrive Taylor, «i battelli a vapore sarebbero diventati veri e propri motori dell’economia, al pari della sgranatrice di cotone e del lavoro degli schiavi, alimentando le fornaci con il legname delle foreste dell’ American Bottom . Ma anche loro avevano bisogno di manodopera: prima della guerra civile, si stima che, tra uomini liberi e schiavi, fossero impegnati a bordo circa ventimila lavoratori neri». Come sulle sponde del Nido, potere e servitù, prosperità e miseria si intrecciavano sulle rive del Mississippi, che segnò anche il confine naturale tra gli stati schiavisti e quelli liberi. Per molti africani deportati nelle piantagioni di cotone, lo specchio d’acqua del Mississippi era la soglia di un “pairidaeza”come quelli creati da Babur. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46262965]] Un’altra curiosa analogia: i lavori sul bacino del Mississippi devastarono migliaia di tumuli: erano le sepolture di una civiltà indigena, i Mississippiani, fiorita intorno al Mille. Alcuni di questi tumuli, per dimensioni e raffinatezza, non avevano nulla da invidiare alle piramidi: «Il più grande, il Monk’s Mound, si stima fosse alto trenta metri, con una base che copriva sei ettari (più vasta di quella della Grande Piramide di Giza, benché l’altezza fosse inferiore)». Il Danubio, invece, che attraversava da ovest a est l’Europa settentrionale, saldandosi poi con il Reno, fornì ai Romani la perfetta barriera naturale per il “limes”, il confine settentrionale fortificato dell’impero, oltre il quale premevano i barbari, i popoli che non parlavano latino e la cui cultura era prevalentemente orale, che infine riuscirono a varcarlo. Mentre il Gange era, ed è, il fiume mistico, dalle acque sacre, e il Niger il simbolo dello sfruttamento spietato delle risorse ma anche uno spettacolo meraviglioso di biodiversità. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46298120]]