Paolo Del Debbio umilia il maranza: "Rapino, rubo e vado al super?"

Paolo Del Debbio umilia il maranza: "Rapino, rubo e vado al super?"

In Italia è in aumento il fenomeno delle baby gang e della violenza giovanile: aggressioni, furti e accesso alle armi. Da Treviso a Milano, gruppi di minori che agiscono con una logica di branco, armati e spinti da un senso di impunità in un'escalation di violenza giovanile che investe il territorio nazionale da nord a sud, con episodi sempre più gravi che comprendono aggressioni a persone indifese, rapine e atti vandalici sistematici. Se ne parla a Dritto e Rovescio su Rete4 e Paolo Del Debbio tenta, invano, di educare uno dei ragazzi che giustifica l’uso della violenza: "Di quelli che sono venuti qui e di quelli che abbiamo intervistato, che ormai sono centinaia, non ce n'è uno che mi abbia detto ‘io rapino, rubo e poi vado a spendere i soldi al supermercato. È questo il problema, i rapinatori sono tutti benestanti, non rapinano per mangiare , questo è un dato. Non rapinano perché sennò muoiono di fame, è un dato". In suo sostegno anche il giornalista e speaker di Radio 24, Giuseppe Cruciani : "Non c'è nessuno che ruba per mangiare, non ce n'è uno ". Poi si rivolge a uno dei ragazzi presenti in studio e lo provoca: "Presentamene uno che ruba per necessità, ce ne hai uno?". Questo ragazzo adduce motivi diversi: "La gente, se va a rubare, non è solo per il mangiare o solo per il giubbino, ci sono mille fattori e non etichettiamoli a parte 'solo cibo, solo vestiti', è tutto un mix perché uno vuole mantenersi, vuole stare a galla ". Luca Toccalini (Lega), infine, spiega: "Ci sono gli strumenti economici al di fuori del Pane Quotidiano (associazione benefica che assicura cibo ogni giorno gratuitamente alle fasce più povere della popolazione, ndr ), ma le persone che hanno fame e vanno al Pane Quotidiano non vanno in giro con il coltello da rapina , è una cosa diversa, per fortuna c'è il terzo settore che dà una mano a queste persone, per fortuna c'è la gente che dà la mano a queste persone". "Sono centinaia i ragazzi che abbiamo intervistato e nessuno ha detto che rapina per mangiare" Paolo Del Debbio a #drittoerovescio pic.twitter.com/cqHAck9K8S — Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) February 12, 2026

Il generale Vannacci smentisce Mario Adinolfi: "Mai incontrato"

Il generale Vannacci smentisce Mario Adinolfi: "Mai incontrato"

Mercoledì sera. Le agenzie di stampa riportano questa dichiarazione dell’ex deputato Mario Adinolfi, ora alla guida del Popolo della Famiglia, movimento da lui fondato: «Con Vannacci c’è un rapporto consolidato, stiamo discutendo dei dettagli di questo passaggio». Sottinteso: passaggio del simbolo del suo partito, che consentirebbe a Futuro Nazionale, il neo partito del generale, di risolvere un bel po’ di problemi in vista delle Politiche del 2027 (in primis sulla raccolta delle firme) e di incassare anche i contributi che spettano per ogni componente di un gruppo parlamentare riferito a formazioni già presenti nelle elezioni precedenti (e il PdF lo è stato nel 2018 e nel 2022). Pareva fatta. Il gruppo dei tre deputati vannaccianianche se il generale preferisce chiamarli «futuristi» avrebbe assunto la denominazione “Futuro Nazionale-Popolo della Famiglia”. E invece no. È tutto in alto mare, altro che. Ospite di SkyTg24, Vannacci ha smorzato gli entusiasmi: è vero che il PdF «rappresenta principi e valori che condividiamo», ma lui con Adinolfi non ha «mai parlato». I contatti finora ci sono stati con «Mirko De Carlis, rappresentante del PdF, ma è diverso dal dire che ci sono interlocuzioni». E i tre deputati - Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo - passati con Fn a Montecitorio? «Rappresentano Fn senza aderire a questi simboli o senza la necessità di ottenere questi rimborsi». Insomma, c’è stata la classica fuga in avanti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46328341]] E Adinolfi che dice? Dal suo account Instagram è facile seguire il link che lui stesso posta a un’intervista rilasciata, giusto ieri, al quotidiano on line Affari Italiani. Titolo: «Dargli il mio simbolo? Forse». Adinolfi non nega i contatti, ma li ridimensiona a un pourparler: «Non ho confermato alcun accordo, perché un accordo in questo momento non c’è. Quella in corso è semplicemente una discussione politica, un confronto, non una trattativa tecnica o legata all’utilizzo del simbolo». Una frenata mica da male. «Prima di parlare di formule, o strumenti, serve capire se esiste davvero un percorso comune e, soprattutto, quale direzione politica si vuole prendere». E qui iniziano i problemi, figli anche dell’atteggiamento tenuto in Parlamento dai deputati di Fn rispetto alla fiducia chiesta dal governo sul “decreto Ucraina”: sì alla prima, no al secondo. Una scelta che comunque al momento colloca il partito del generale nel perimetro della maggioranza di centrodestra. Cosa che ad Adinolfi non piace: «Il Popolo della Famiglia ha una storia e un’identità precise: nel 2018 e nel 2022 ci siamo presentati fuori dal centrodestra, raccogliendo un consenso autonomo, esterno alle coalizioni tradizionali. Il nostro simbolo nasce per rappresentare quell’area culturale e valoriale, quindi qualsiasi scelta non può prescindere da questo posizionamento». Il guaio è che Vannacci adesso non ha idea del prossimo posizionamento di Fn: «Se sarò o meno all’interno della coalizione lo vedremo all’approssimarsi delle Politiche del 2027. Qualora non fosse consentito, corro anche da solo ci mancherebbe». Il generale, a proposito dei possibili volti della sua creatura, ha smentito abboccamenti con Fabrizio Corona: «Non mi pare faccia politica, mai avuto alcuna interlocuzione». Altro fronte aperto, senza il contributo che spetta ai gruppi parlamentari (33mila euro all’anno per ogni iscritto), è come sarà finanziato il movimento: «Al momento non c’è alcun finanziamento. Ci saranno una parte di fondi che arriveranno dal tesseramento di chi vorrà aderire e ci auguriamo che ci siano anche persone e imprenditori che credano in questo partito». Vannacci ha poi negato che tra i suoi contatti essendo europarlamentare è naturale che si interfacci con molte forze politiche - ci sia la Russia: «Non ho avuto contatto formale, o incoraggiamento o offerta, dalla Federazione russa». Fn, però, si riserva libertà di azione «con tutte le forze politiche europee e non europee che condividono i nostri principi e i nostri valori». Un «network» di formazioni come la sua «destra: pura, senza inciuci, non slavata, sbianchettata, come quella attuale». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46314095]]

Pd smentito dal ministero sulla carta igienica: una rovinosa figuraccia

Pd smentito dal ministero sulla carta igienica: una rovinosa figuraccia

Che figura per la presidente del Municipio 8, Giulia Pelucchi , esponente dem, che sui social si era vantata di sopperire alle lacune del Governo portando alle scuole beni di prima necessità come salviette, saponi e carta igienica. E forse se n’è resa conto anche lei, visto che ha modificato il post pubblicato il giorno precedente. Ma facciamo un passo indietro. Pelucchi, due giorni fa, aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook un post in cui spiegava di aver dovuto provvedere personalmente a rifornire la scuola “Riccardo Massa”, così come altri dieci istituti della zona. «Nelle scuole manca persino la carta igienica. Quante volte l’abbiamo sentito? Troppe. E allora siamo ripartiti dalle basi, dalle cose semplici, da ciò che non dovrebbe mai mancare», ha scritto mercoledì tutta orgogliosa, «ed erano tutti molto felici». Pelucchi aveva detto che la richiesta era arrivata proprio dalla scuola: «Ce lo hanno chiesto i dirigenti, i docenti e i bambini. Dovrebbe farlo lo Stato, lo facciamo noi». Parole che avevano lasciato interdetti molti genitori e politici locali tanto che anche nei commenti al post si era aperto un ampio dibattito. I cittadini le avevano ricordato che non è lo Stato a dover provvedere alla carta igienica ma le singole scuole. Nessuna critica al bel gesto, ci mancherebbe, peccato però aver mescolato una donazione alla scuola da parte di un organo comunale con la solita propaganda contro il Governo, in particolar modo contro il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara . Nel primo post infatti parlava espressamente di «ministro». Nel secondo aveva corretto il tiro con un generico «stato». Correttivi a parte, sempre lì si andava a parare: incolpare il l’esecutivo di una carenza di fondi (e dunque attenzione) alle scuole che invece hanno piena facoltà di decidere e disporre dei soldi ministeriali come meglio credono per soddisfare le esigenze dell’istituto. Il fatto clamoroso è che non solo la scuola non aveva necessità di questo rifornimento (sempre ben accetto, sia chiaro), ma l’istituto in questione ha ricevuto ben più fondi del previsto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46312032]] LA DIRIGENZA A fare chiarezza è stato lo stesso Ministero dell’Istruzione che, in merito all’iniziativa del presidente del Municipio 8, fa sapere che i dati ufficiali confermano «che l’Istituto Comprensivo “Riccardo Massa” dispone oggi di risorse di gran lunga superiori rispetto al passato per lo svolgimento delle attività ordinarie e straordinarie». E che «la stessa dirigenza dell’Istituto, con dichiarazione acquisita dal Ministero, ha confermato che alla luce delle attuali dotazioni del fondo di istituto non vi sono necessità per l’acquisto di materiale per l’igiene». In particolare, per l’anno scolastico 2025-2026, il Ministero ha erogato a favore dell’Istituto Riccardo Massa la somma di 47.807 euro. Tale fondo è destinato a coprire spese di «cancelleria e materiali di consumo, servizi digitali, sussidi didattici, spese di manutenzione e igiene». Insomma, altro che «facciamo quello che dovremmo fare il Governo»... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46314860]] UN INCREMENTO Il ministero sottolinea inoltre che lo stanziamento rappresenta un incremento significativo rispetto agli anni precedenti, segnando un netto distacco «dai 32.689 euro dell’anno scolastico 2019-2020, dai 30.829 euro dell’anno 2020-2021 e dai 31.352 euro dell’anno 2021-2022». Non solo. Oltre ai fondi ordinari, «a partire da novembre 2022», sono state assegnate all’Istituto ulteriori, ingenti risorse «per un totale di 640.312 euro per la digitalizzazione delle aule didattiche, per progetti di orientamento e percorsi STEM, per il contrasto alla dispersione scolastica (Agenda Nord e Piano Estate), per la formazione del personale scolastico». La donazione del Municipio 8 «si configura pertanto come un’operazione dal sapore propagandistico». Ovviamente, spiega ancora il ministero, qualunque finanziamento aggiuntivo a favore delle scuole «è ben accolto all’insegna di una sempre maggiore e auspicabile collaborazione da parte degli enti locali, in particolare laddove essi siano proprietari degli edifici scolastici». Insomma tanto rumore per nulla. Anzi per attaccare il governo senza averne motivo. La prossima voglia meglio informarsi.

Dritto e Rovescio, la minaccia del maranza: danza del coltello (a volto coperto)

Dritto e Rovescio, la minaccia del maranza: danza del coltello (a volto coperto)

L'abbiamo già vista nei mesi scorsi. Ma ultimamente sta diventando sempre più diffusa e, quindi, più preoccupante. La "danza dei coltelli" è un rituale macabro usato come strumento di intimidazione. "Il coltello serve a sentirci forti e a ottenere un guadagno immediato ”, ha spiegato il maranza ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio , il programma di approfondimento politico in onda su Rete 4. "Abbiamo ascoltato dei maranza che hanno accettato di incontrarci a volto coperto e a condizione di non specificare il luogo della chiacchierata", ha sottolineato l'inviata di Mediaset. "E’ il nostro ballo, tipica danza africana”, si è difeso il maranza. Subito dopo il conduttore ha dato la parola a un altro ragazzo, che ha sempre giustificato il comportamento dei suoi coetanei. Del Debbio, dal canto suo, ha tirato le somme: "Insomma il coltello serve per commettere un reato ". E il giovane, in fondo gli dà ragione. Secondo lui l'arma è un mezzo efficace per ottenere risorse indispensabili: cibo, denaro, etc. “Non lo devi proprio usare il coltello - gli ha spiegato l’attrice e conduttrice tv Francesca Manzini -. Per guadagnare, si guadagna lavorando. Non posso sentirmi minacciata, impotente e tu grande e grosso perché mi stai minacciando e questo è il modus vivendi tuo”.