I magistrati per il Sì mettono Gratteri alla sbarra: "Chieda scusa agli italiani"

I magistrati per il Sì mettono Gratteri alla sbarra: "Chieda scusa agli italiani"

"Così parlò Nicola Gratteri, procuratore di Napoli: 'Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente'. Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno SÌ, compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi". In un post pubblicato sui canali social del Comitato nazionale "Sì Riforma" i magistrati che si stanno spendendo in prima persona per la riforma della Giustizia e il relativo Referendum costituzionale rispondono così all'uscita del procuratore capo di Napoli in un'intervista a un quotidiano calabrese. "Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell'etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile. Confidiamo che, come al solito, messaggi di questo tipo spingano ancor di più gli italiani a votare per dimostrare che per esprimere il loro voto non hanno bisogno di una patente da parte vostra. Siamo tutti abbastanza grandi e informati. Grazie. Noi votiamo orgogliosamente SÌ! Questa volta il giudice sei tu. Non Gratteri", si legge nel post. E lui? Attaccato da ogni parte, non arretra di un centimetro. "Io il senso della paura l'ho superato 35 anni fa, non è con questi attacchi e con le minacce di interrogazioni parlamentari o procedimenti disciplinari che mi si mette a tacere", ha detto Gratteri, intervenendo a Piazza Pulita su LA7. "Io ho detto, e i miei interventi non possono essere parcellizzati, che a mio parere voteranno sì certamente le persone a cui questo sistema conviene - sottolinea -. Quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla Magistratura e cioè 'Ndrangheta, massonerie deviata, centri di potere. Non ho detto, come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano sì sono tutti appartenenti a centri di potere, sono tutti appartenenti alla 'Ndrangheta, alla massoneria deviata. Quindi chi interpreta diversamente da questo che io ho detto è in malafede e vuole, sì, alzare lo scontro". Insomma, nella pratica conferma tutto.

Milano-Cortina, niente doping per Rebecca Passler: riammessa ai giochi

Milano-Cortina, niente doping per Rebecca Passler: riammessa ai giochi

Incubo finito per Rebecca Passler . La Corte Nazionale d'Appello di Nado Italia (Nadab) ha accolto il ricorso della biatleta italiana contro la sospensione provvisoria per positività al Letrozolo riscontrata nel corso di un controllo del 26 gennaio scorso, riconoscendo il "fumus boni iuris", ovvero l'apparente fondatezza dell'assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. Lo riferisce la federazione Sport Invernali (Fisi). La biatleta potrà così partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e si aggregherà alle compagne di squadra a partire da lunedì 16 febbraio, giorno in cui sarà a disposizione dello staff tecnico per le successive competizioni del programma a cinque cerchi. "Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede - ha commentato la 24enne altoatesina di Anterselva, portacolori dei Carabinieri -. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici, adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46328343]] Il Tribunale Arbitrale dello Sport non era nemmeno entrato nel merito del ricorso presentato dalla biatleta a causa di una questione procedurale, il Tas si era dichiarato privo di giurisdizione. La 24enne di Brunico aveva chiesto di annullare la sospensione per assenza di dolo e negligenza e quindi di poter partecipare ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Tuttavia aveva presentato ricorso al Tas anziché alle autorità giudiziarie di Nado Italia e, di conseguenza, non disponeva del diritto procedurale di appellarsi alla Divisione ad hoc del Tas. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46329238]]