Vannacci, più che un soldato un cabarettista

Vannacci, più che un soldato un cabarettista

Il governo Meloni è avviato a diventare il più longevo della storia repubblicana, con una scadenza naturale della legislatura (nel 2027) il record dell’esecutivo Berlusconi II (1412 giorni) sarebbe ampiamente superato. Questo elemento di stabilità spiazza la sinistra che nel tentativo di logorare l’esecutivo non ha mai trovato una linea altrettanto solida nel fare opposizione. Tutti gli argomenti usati finora hanno fatto flop perché falsi in partenza (fascismo, tracollo finanziario, isolamento in Europa, contagio del trumpismo), l’esito di questi assalti a vuoto è che l’opposizione insegue il “caso del giorno” senza cavarne un ragno dal buco. L’unico punto di svolta verso il voto è il referendum sulla giustizia che, non a caso, ha scatenato una campagna del No massiccia, basata sulla menzogna e sulla complicità dell’establishment politico-editoriale. Quanto alla rapida conversione della sinistra al “vannacismo” fa parte del copione del teatrino della politica (conio originale di Silvio Berlusconi), ma come si è visto ieri in Parlamento, il problema del generale Vannacci lo risolve Vannacci da solo: il suo sì alla fiducia al governo sul voto per gli aiuti all’Ucraina è una ritirata, è come quel tipo su un canotto, vestito da Commodoro, che grida «avanti miei prodi» e poi si accorge che galleggia dentro una vasca da bagno. Vannacci ha cercato di evitare di apparire come l’utile idiota della sinistra, ma il risultato finale è che è semplicemente inutile, perché il suo voto contro non avrebbe fatto cadere il governo e la sua sgangherata motivazione casca lo stesso sul lato dell’opposizione (tra Avs e il M5S, un destro che provoca un sinistro, nel senso di incidente della personalità). Non solo, nel momento in cui afferma di essere la “vera destra” smentisce se stesso due volte: prima quando critica la maggioranza e poi quando dice sì alla fiducia, per cui vota quella che per lui non è la destra e nega al primo atto tutto quello per cui racconta di esser nato. Più che un generale, Vannacci è un cabarettista.

Razza Dominante - Crimini e psiche. Luca Delfino, il killer delle fidanzate | Podcast ep. 2

Razza Dominante - Crimini e psiche. Luca Delfino, il killer delle fidanzate | Podcast ep. 2

Razza Dominante - Crimini e psiche. Luca Delfino (episodio 2) «Luca Delfino sai cosa fa? O stai con lui o ti fa fuori». Queste parole le ha dette Antonella Multari all'uomo che qualche tempo dopo l'avrebbe uccisa con 44 coltellate. Ma Antonella non è stata la sola. Prima di lei c'era stata Luciana Biggi, trovata morta tra i rifiuti nel centro di Genova. Al centro di questo episodio di «Razza dominante – Crimini e psiche» c'è Luca Delfino, per tutti il «killer delle fidanzate». Attore, seduttore, manipolatore. Sfuggente e all'apparenza innocuo, ma capace di trasformarsi alla luce rossa di una telecamera. Davide Di Santo ci guida nell'abisso della violenza di genere. Insieme al professor Stefano Ferracuti (Psicopatologia forense alla Sapienza), esploriamo i confini dei disturbi di personalità e della storia personale di Delfino. Rispondendo a una domanda che coinvolge il nostro vivere in comunità: se la personalità è ciò che ci definisce, può Delfino - e tanti uomini come lui - smettere di essere «socialmente pericoloso»? Parleremo di femminicidi, termine che all'epoca dei fatti non esisteva ancora. E di come questa storia abbia aperto gli occhi al Paese e alla politica su temi come stalking e violenza di genere. Buon ascolto. Razza dominante – Crimini e psiche | Qui tutte le puntate Dentro la mente di chi ha oltrepassato il limite della violenza nei confronti di un altro essere umano. Un viaggio nel lato oscuro della psiche, raccontato attraverso casi di cronaca celebri e vicende meno note, con le testimonianze dirette degli psichiatri forensi che hanno incrociato lo sguardo dei protagonisti dei più efferati delitti della storia recente. Le storie Le puntate attraversano alcuni dei casi più inquietanti della cronaca italiana: da quelli legati a Gianfranco Stevanin e Donato Bilancia, spietati serial killer, a Luca Delfino, "l'omicida delle fidanzate"; dalla strage del tallio alla mattanza del Canaro fino alle vicende meno note della Banda della Magliana. Non mancano episodi dimenticati, come il caso Raso, "fattaccio" della Roma borghese, capace di generare effetti giudiziari senza precedenti. Gli esperti Nel podcast intervengono alcuni dei massimi esperti italiani di psichiatria forense, psicopatologia e criminologia, tra cui Stefano Ferracuti – professore ordinario di Psicopatologia forense all'Università La Sapienza di Roma -, Ugo Fornari, Francesco Carrieri e Marco Lagazzi, autori di centinaia di perizie nei più noti casi di cronaca in cui sono stati chiamati a esprimersi: mostro o folle? I temi Il titolo «Razza Dominante» riecheggia un famoso racconto di Fredric Brown non si riferisce a differenze di etnia o colore, ma a una caratteristica distintiva dell'essere umano. L'uomo, da sempre, è la specie che più infligge dolore ai suoi simili. E arriva a “governare” questa violenza, a istituzionalizzarla e talvolta a giustificarla, attraverso la cultura, il diritto, il potere. Una riflessione profonda sulla natura dell'umanità, che nel corso dei millenni ha costruito la propria supremazia anche attraverso la sopraffazione. Per quanto possa essere disturbante, «la razza dominante siamo noi». Razza Dominante – Crimini e psiche è un podcast scritto e prodotto da Davide Di Santo per Il Tempo .  Soggetto, testi, voce, regia, musica originale e sound design sono a cura dell'autore che ringrazia tutti i professionisti intervenuti e in particolare Stefano Ferracuti per il prezioso supporto. Le puntate, una nuova ogni 14 giorni,  sono disponibili sulle principali piattaforme di streaming (Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, YouTube, Audible, Deezer...)  e sul nostro sito.