“Agito su ordine dei servizi”. Arriva la confessione sull'attentato al generale russo: chi è il mandante

“Agito su ordine dei servizi”. Arriva la confessione sull'attentato al generale russo: chi è il mandante

L'Fsb ha reso noto noto che i due uomini arrestati in relazione all'attentato di venerdì a Mosca contro il numero due del Gru, il generale Vadim Alekseev, hanno confessato e ammesso di aver agito su ordine dei servizi di Kiev, l'Sbu. Alekseev è cosciente ma rimane in condizioni critiche, precisano i media russi. Il presunto assalitore, identificato come Lyubomir Korba, nato in Ucraina ma con cittadinanza russa, è stato arrestato negli Emirati Arabi Uniti ed estradato in tempi record in Russia. Un presunto complice, Viktor Vasin, è stato arrestato a Mosca. I due, hanno ammesso, sarebbero stati reclutati dall'Sbu nell'agosto del 2025, quando "hanno iniziato un periodo di addestramento presso un poligono vicino a Kiev". A Korba sarebbero stati promessi 30mila dollari per l'uccisione del generale russo. Sempre secondo l'Fsb (il servizio d'intelligence russo) sarebbe stato coinvolto nell'attentato anche il figlio di Korba, cittadino polacco residente a Katowice, nel sud della Polonia, e reclutato dai servizi di Varsavia. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha negato il coinvolgimento di Kiev nell'attentato e parlato di uno "scontro interno russo" per spiegarne la matrice, dopo che la controparte russa, Sergei Lavrov, venerdì aveva accusato Volodymyr Zelensky di aver organizzato l'attacco per bloccare gli sforzi per porre fine alla guerra. Varsavia non ha risposto alle accuse, mentre i servizi di sicurezza dell'Ucraina hanno respinto le accuse dell'Fsb di aver ordinato l'attentato. ‼️‍☠️The FSB's Central Operational Service has published the interrogation of the perpetrators of the attempt on General Alekseev, Alekseev Lyubomir Korba and his accomplice Viktor Vasin https://t.co/jqs6XTkzH6 pic.twitter.com/O07Ck8KnuJ — Isabella Liberman (@BellaVLiberman) February 9, 2026

Hong Kong, Jimmy Lai condannato a 20 anni di carcere

Hong Kong, Jimmy Lai condannato a 20 anni di carcere

Hong Kong, 9 feb. (askanews) - Un tribunale di Hong Kong ha condannato a 20 anni di carcere Jimmy Lai, magnate dei media pro-democrazia e fondatore dell'ormai chiuso quotidiano Apple Daily. È la pena più severa inflitta finora nell'ambito della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020. Lai, 78 anni, era stato riconosciuto colpevole lo scorso dicembre di due capi di imputazione per collusione con forze straniere e di un'accusa di pubblicazione sediziosa. Due anni della nuova condanna si sovrappongono a una pena già in corso, il che significa che dovrà scontare altri 18 anni di detenzione. È in carcere dal 2020. Fuori dal tribunale di West Kowloon, ex giornalisti di Apple Daily e sostenitori esprimono preoccupazione per le conseguenze della sentenza sull'intero settore dei media. Tammy Cheung, ex reporter del quotidiano, parla di un effetto già visibile. Tammy Cheung, ex giornalista di Apple Daily: "Le ripercussioni sono molto grandi. Già prima di questa sentenza il settore praticava una forte autocensura. Dopo questa condanna, credo che l'impatto sull'industria dei media sia ormai chiaro a tutti". Dure anche le reazioni internazionali. Il Committee to Protect Journalists definisce la condanna un colpo decisivo alla libertà di stampa a Hong Kong. Jodie Ginsberg, ceo Committee to Protect Journalists:"Questa è una sentenza crudele e ingiusta, che arriva al termine di un processo crudele e ingiusto. L'unico 'crimine' di Jimmy Lai è aver difeso diritti fondamentali e universali, come la libertà di espressione. Ed è stato punito per questo, nel peggior modo possibile. A 78 anni, una condanna a 20 anni equivale di fatto a una condanna a morte". Le autorità di Hong Kong respingono le accuse e sostengono che il caso non riguardi la libertà di stampa, ma la sicurezza nazionale. Le organizzazioni per i diritti umani parlano invece di un precedente destinato ad avere effetti duraturi sul futuro del giornalismo nella ex colonia britannica.

Anche nell’era multipolare la superiorità aerea resta decisiva. Giancotti e Di Silvio spiegano perché

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Sapere cosa accade e capirne il significato è la chiave per gestire qualsiasi realtà, anticipandone e influenzandone gli sviluppi. Le realtà geopolitiche di questi anni Venti del terzo millennio sono straordinariamente complesse, veloci e contraddittorie, tali da porre grandi sfide al sapere e al capire. Molti attori hanno ruoli e responsabilità in tali sfide, nell’ambito […]

“Dopo la frana sono bloccato in casa, qui siamo siamo isolati. Pare un altro lockdown, fate qualcosa per Isola Farnese”: l’appello di Tinto Brass

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“Dopo la frana sono bloccato in casa. Pare un altro lockdown”. Ci voleva Tinto Brass, il celebre regista di La Chiave e L’uomo che guarda, per far salire agli onori delle cronache nazionali il problema di mobilità che stanno vivendo gli abitanti di Isola Farnese. Il borgo medioevale costruito su una rupe di tufo oltre […] L'articolo “Dopo la frana sono bloccato in casa, qui siamo siamo isolati. Pare un altro lockdown, fate qualcosa per Isola Farnese”: l’appello di Tinto Brass proviene da Il Fatto Quotidiano .