La Pennicanza, Fiorello confessa: "Fabrizio Corona? Un'amica non mi parla più"

La Pennicanza, Fiorello confessa: "Fabrizio Corona? Un'amica non mi parla più"

Da quando Fabrizio Corona , con il suo Falsissimo , ha accusato Alfonso Signorini e mezza Mediaset, non si fa che parlare dell'ex re dei paparazzi. A Corona sono stati chiusi tutti i canali sui social e su Youtube. E del caso ne ha parlato anche Fiorello nel corso di una delle sue puntate di La Pennicanza - il programma di intrattenimento televisivo in onda su Rai Radio 2 -, in cui si è lanciato in un'esilarante imitazione dell'ex fotografo. Per qualcuno, però, potrebbe avere esagerato questa volta. " C'è una amica che non mi parla più ", ha confidato Fiorello ai telespettatori. Ed è subito partito il toto nome per scoprire di chi stesse parlando il comico siciliano. Ma chi è questa fantomatica amica che non parla più a Fiorello? Non c'è nulla di certo . Si possono fare solo delle ipotesi. I nomi che l’ex re dei paparazzi ha fatto di più nella sua serie di video contro Mediaset sono Marina Berlusconi, Maria De Filippi e Silvia Toffanin. Il comico e conduttore de La Pennicanza , però, non ha fatto alcun nome, quindi potrebbe essere chiunque. Resta il fatto, però, che Fiorello con le sue imitazioni continua a far discutere e a dividere l'opinione pubblica.

La petizione #dativiolenzadigenere è stata consegnata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Che cosa chiede e perché è un obiettivo più alto del nuovo reato di femminicidiio

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Oggi è una giornata importante: la petizione #dativiolenzadigenere, a cui hanno aderito oltre 25mila persone, è stata consegnata da una delegazione dei promotori allla Presidenza del Consiglio dei Ministri. C’è stato un confronto su tempi e modalità di rilascio dei […] L'articolo Femminicidi e violenza di genere, perché abbiamo davvero bisogno di dati pubblici sembra essere il primo su iO Donna .

Comunicato Stampa: Sede Rai del Veneto

Comunicato Stampa: Sede Rai del Veneto

Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo sulla possibile vendita da parte della Rai della storica sede della testata giornalistica regionale e sul trasferimento dei giornalisti dalla città storica alla terraferma. “Palazzo Labia non è un edificio qualunque: è un luogo simbolico, riconoscibile, dove per decenni l'informazione regionale e la produzione culturale della Rai si sono intrecciate con l'immagine di Venezia e del Veneto. Spostare redazione, giornalisti e attività produttive fuori dal centro storico significherebbe indebolire il legame tra il servizio pubblico e il suo territorio di riferimento, proprio mentre ai cittadini serve un'informazione capillare, credibile, vicina. Venezia è consapevole della propria storia e orgogliosa dei propri tesori, e Palazzo Labia ne fa pienamente parte”, prosegue il Presidente Zaia. “La Rai del Veneto deve restare nel capoluogo, per ragioni storiche, istituzionali e di rappresentanza del territorio. E non da ultimo per difendere un presidio giornalistico di qualità, nel centro di Venezia, che reputo insostituibile. Non possiamo accettare di vedere dismesso un bene come lo storico Palazzo Labia solo per fare cassa, senza una spiegazione chiara sulle finalità e sulla destinazione delle risorse. I conti e la cassa possono essere sistemata con molti altri progetti. Ai dirigenti della Rai che da Roma stanno seguendo questo progetto aziendale ricordo con decisione che il servizio pubblico si rafforza investendo nella qualità dell'informazione, nella cultura e nel radicamento sul territorio, non impoverendo la propria storia e i propri presìdi”, aggiunge il Presidente. “L'auspicio – conclude il Presidente – è che la Rai ripensi in breve tempo a questa ipotesi e valuti soluzioni alternative, aprendo, se necessario, un confronto serio e trasparente anche con le realtà istituzionali del Veneto”. La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO