Obesità, cosa dice la scienza alla politica

Obesità, cosa dice la scienza alla politica

Riconoscere l’obesità per ciò che è – una malattia cronica, complessa e sistemica — significa cambiare radicalmente lo sguardo con cui società, istituzioni e sanità pubblica affrontano uno dei fenomeni più rilevanti del nostro tempo. È questo il filo conduttore dell’incontro di ieri presso la Sala stampa della Camera dei deputati, in occasione della presentazione […]

Malagò: ci guardano da tutto il mondo, continuare a fare bene

Malagò: ci guardano da tutto il mondo, continuare a fare bene

Milano, 11 feb. (askanews) - Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò è stato in Val di Fiemme per incontrare e conoscere i volontari trentini che stanno lavorando alle Olimpiadi invernali e ha ricevuto il Re di Svezia, Carlo XVI Gustavo, che ha assistito anche alla gara dello sci di fondo. "Qui siamo solo praticamente all'inizio di questa avventura e ogni giorno sappiamo che comunque siamo giustamente sotto pressione, giustamente con una grande lente che ci guarda da tutte le parti del mondo per fare bene, per continuare a fare bene". Malagò si è complimentato con tutti per il grande lavoro che stanno facendo: "Grandi Olimpiadi anche in Val di Fiemme, ma non avevamo dubbi. Questo è un marchio, un brand di garanzia, di successo assoluto. Non a caso abbiamo fortissimamente desiderato che fosse protagonista del programma olimpico".

Come diventare tutti più ricchi (e battere la destra alle elezioni). Intervista a Riccardo Staglianò

Come diventare tutti più ricchi (e battere la destra alle elezioni). Intervista a Riccardo Staglianò

Mercoledì 13 febbraio alle 18 l’intervista di Franz Baraggino a Riccardo Staglianò. I super-ricchi sono sempre più ricchi, aumentano le persone in povertà e anche i salari della classe media sono al palo. Quante volte l’abbiamo sentito? Eppure l’Italia continua a offrire ai Paperoni condizioni particolarmente favorevoli: nessuna patrimoniale e tasse di successione tra le […] L'articolo Come diventare tutti più ricchi (e battere la destra alle elezioni). Intervista a Riccardo Staglianò proviene da Il Fatto Quotidiano .

Papocchio Capannelle, la salvezza dell'ippodromo "oltre" il fotofinish

Papocchio Capannelle, la salvezza dell'ippodromo "oltre" il fotofinish

All' ippodromo delle Capannelle la differenza tra salvezza e disastro si gioca oltre il fotofinish. Quella della gestione dell'impianto, di proprietà di Roma Capitale, è una vicenda che ha assunto sfumature al limite del tragicomico, tra bandi deserti (quello per il 2025), altri scaduti da oltre un anno e mezzo (la gara europea da 27 milioni di cui si attende l'aggiudicazione), in mezzo ulteriori proroghe al vecchio gestore Hippogroup , che però sembra ormai uscito di scena, e infine l'ultimo bando per la gestione 2026 che sembrava arrivato a dama, con l'aggiudicazione a Marsicana srl firmata il 9 gennaio scorso. Solo che lunedì, alla scadenza dei 30 giorni previsti, come rivelato ieri da Il Tempo la società abruzzese non ha firmato il contratto. E ora la soluzione al ginepraio che rischia di condannare l'ippodromo a un anno di inattività sembra affidata a un cavillo. Secondo quanto trapela dal Campidoglio, infatti, proprio a causa della mancata firma nei termini, alla società sarebbe stata notificata la decadenza dalla concessione ma da quel momento Marsicana avrebbe dieci giorni per opporsi e rientrare eventualmente in gioco. Intanto in via XX Settembre c'è qualcuno che osserva con attenzione, e sempre meno pazienza, le mosse di Roma Capitale. Nelle prossime ore infatti al ministero dell'Agricoltura si deciderà la ripartizione delle competizioni negli ippodromi italiani, un passaggio fondamentale perché le corse sono collegate alle risorse economiche assegnate agli impianti. Senza un gestore ufficiale, però, per Capannelle potrebbe arrivare la débacle definitiva, almeno per quest'anno. Senza dubbio si cercherà di fare di tutto, nei limiti delle normative, per evitare questo epilogo e a qualcuno ieri è parso di scorgere il patron di Marsicana, Franco Pasquini, percorrere i corridoi del Campidoglio. Resta da capire però per quale motivo in un mese non si sia riusciti a dirimere i dubbi o a reperire qualche eventuale documento mancante. Chissà se a pesare sono stati i 150 mila euro annui di «bollette» degli occupanti abusivi , che da decenni vivono dentro l'ippodromo e di cui, fino a poco tempo fa, si sobbarcava i costi del consumo di elettricità l'ex gestore Hippogroup. Un onere che, secondo il Campidoglio, sarebbe dovuto passare sul groppone del nuovo aggiudicatario. Oppure potrebbero aver pesato i 100 mila euro l'anno circa di Imu richiesta dal Comune su Capannelle, nonostante l'impianto sia di proprietà comunale, o ancora la necessità di riallestire l'ippodromo dopo l'uscita del vecchio gestore. A questo problema, però, il Comune aveva iniziato a ovviare con due bandi indetti il 20 novembre scorso per la fornitura di gabbie di partenza per il galoppo e di due «autostarter», per un valore di oltre mezzo milione di euro. Resta poi il nodo del centro di allenamento e degli oltre 400 cavalli che «vivono» nell'ippodromo. Nella peggiore delle ipotesi, ovvero la cancellazione delle competizioni del 2026, si dovrà trovare un modo per salvaguardare almeno questa parte di Capannelle, magari con un bando ad hoc, come auspicano gli operatori. Prospettive che comunque restano ben lontane dai roboanti annunci di rilancio dell'ippodromo. Ad oggi sembra più un salvataggio d'emergenza.

Carlo Conti parla di Andrea Pucci con Fiorello: “Ci si può scherzare però mi dispiace per lui, sia professionalmente che umanamente. Non pensavamo di creare un affare di Stato”

Carlo Conti parla di Andrea Pucci con Fiorello: “Ci si può scherzare però mi dispiace per lui, sia professionalmente che umanamente. Non pensavamo di creare un affare di Stato”

Una scelta autonoma di Carlo Conti, quella di chiamare Andrea Pucci come co-conduttore al Festival di Sanremo. Così riportava ieri 10 febbraio Il Corriere della Sera: “una scelta artistica che si basava su due cardini: da un lato la stima del conduttore nei confronti del comico, dall’altro l’indubbio successo che riscuote a teatro (i suoi […] L'articolo Carlo Conti parla di Andrea Pucci con Fiorello: “Ci si può scherzare però mi dispiace per lui, sia professionalmente che umanamente. Non pensavamo di creare un affare di Stato” proviene da Il Fatto Quotidiano .

Salute, Celano (Apmarr): "Diagnosi precoce cambia la vita a pazienti con lupus eritematoso"

Salute, Celano (Apmarr): "Diagnosi precoce cambia la vita a pazienti con lupus eritematoso"

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Una diagnosi precoce cambia radicalmente la qualità della vita di chi convive con il lupus: senza un riconoscimento tempestivo aumentano la perdita di giornate di lavoro, la necessità di un caregiver, i costi a carico delle famiglie e il peso emotivo della malattia". Così Antonella Celano, presidente Apmarr-Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, commenta la pubblicazione sul 'Journal of Clinical Medicine' del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', che ha coinvolto oltre 150 pazienti italiani con lupus eritematoso sistemico, descrivendo per la prima volta in modo strutturato l'impatto sociale, funzionale ed emotivo della patologia. Una presa in carico davvero multidisciplinare, secondo Celano, può rappresentare una svolta grazie anche agli strumenti digitali e al teleconsulto, ma l'accesso a questi servizi è ancora disomogeneo. "In alcune realtà - sottolinea - i pazienti non possono nemmeno prenotare il controllo specialistico direttamente dopo la prima visita, allungando liste d'attesa e amplificando differenze tra regioni e persino tra Asl della stessa area. Senza percorsi coordinati - avverte la presidente Apmarr - il rischio è quello di pazienti costretti a orientarsi da soli in un sistema frammentato, con ricadute sulla vita lavorativa, familiare e sociale". Altro nodo critico è l'accesso alle terapie innovative. "Non intervenire precocemente significa compromettere non solo la salute della persona, ma anche l'equilibrio delle relazioni, del lavoro e dell'autonomia quotidiana, generando un circolo vizioso da cui è difficile uscire", rimarca Celano. Da qui un appello alle istituzioni affinché mettano in campo ogni misura possibile. "Vorrei richiamare l'attenzione sulla proposta di legge 946 a firma della senatrice Maria Cristina Cantù, dedicata alla riorganizzazione e al potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico. Come associazione - ricorda la presidente Apmarr - l'abbiamo sostenuta con convinzione e siamo stati auditi in commissione, perché include il lupus, insieme a fibromialgia, sclerosi sistemica e artrite reumatoide di recente insorgenza. Ci auguriamo che venga finalmente riconosciuta la giusta priorità a queste patologie, troppo spesso considerate di serie B, nonostante colpiscano persone di ogni età e possano manifestarsi in forme aggressive, se non diagnosticate precocemente. Servono attenzione, informazione e percorsi adeguati - conclude - affinché le malattie reumatologiche ricevano la considerazione che meritano".

Capannelle, Satalia: "Un disastro annunciato. Ora serve responsabilità"

Capannelle, Satalia: "Un disastro annunciato. Ora serve responsabilità"

La mancata firma della società Marsicana srl per la gestione dell' ippodromo delle Capannelle sta facendo precipitare il mondo dell'ippica in una crisi senza precedenti. Nonostante l'aggiudicazione formale, l' accordo definitivo con il Comune non è ancora stato sottoscritto e l'impianto di via Appia Nuova resta, di fatto, senza un gestore. Una situazione che rischia di avere ricadute pesanti non solo sul panorama romano ma sull'intero sistema ippico nazionale. A lanciare l'allarme è Giuseppe Satalia , presidente di Nuovo Galoppo Italia: «Siamo di fronte a una situazione grave che non può più essere affrontata con ricostruzioni parziali o giustificazioni tardive - afferma - Dopo mesi di attesa, rinvii e rassicurazioni, oggi Roma si ritrova senza un gestore dell'impianto, con conseguenze devastanti per tutto il comparto». Nonostante i dieci giorni (ormai otto) che Marsicana ha a disposizione per opporsi alla decadenza dalla concessione per la mancata firma, secondo Satalia il danno è fatto. «Il 2026 è definitivamente perso. La programmazione nazionale e la distribuzione delle risorse sono in corso e non esistono più margini per recuperare la stagione. L'unico obiettivo realistico è salvare il 2027. Marsicana ha presentato una manifestazione di interesse a novembre ed è rimasta in silenzio per mesi, pur avendo tutto il tempo per sopralluoghi e valutazioni. Le criticità di Capannelle erano note da anni e non possono essere sollevate all'ultimo giorno». Secondo il presidente di Nuovo Galoppo Italia si tratta di una questione di responsabilità verso l'intero settore e verso gli operatori romani che, sottolinea, «con enormi sacrifici hanno sostenuto anche l'attività dell'impianto di Tagliacozzo. Ora, con impegni economici rilevanti assunti da Comune e Ministero - aggiunge - Marsicana ha il dovere morale di spiegare perché abbia deciso di non assumersi la gestione». Decisiva, nelle prossime ore, potrebbe essere la posizione del ministero dell'Agricoltura, chiamato a definire la redistribuzione delle giornate di corse a livello nazionale. In assenza della firma, 100 giornate - 56 di galoppo e 44 di trotto - e circa 650 corse verrebbero assegnate ad altri ippodromi. Ora però «la priorità assoluta - spiega Satalia diventa la gestione immediata del centro di allenamento. Ad oggi le piste sono parzialmente utilizzabili ma nei giorni scorsi, dopo il passaggio di consegne tra Hippogroup e Comune, il centro è rimasto senza luce e acqua. Senza le corse i cavalli possono restare a Roma ma l'attività agonistica dovrebbe spostarsi su impianti vicini e idonei come Pisa, Firenze e Napoli, tutelando proprietari, allenatori e animali». Intanto si attende ancora la conclusione del bando europeo per la gestione dell'ippodromo. «Alcuni soggetti hanno già superato la conferenza dei servizi - afferma Satalia- Ora manca l'avvio immediato delle procedure per pubblicare il bando, che deve chiudersi entro giugno. Se si slitta a ottobre o novembre, non solo il 2026 è perso, ma viene seriamente compromessa anche la stagione 2027». Le ricadute occupazionali sarebbero pesantissime. «Oltre ai 29 lavoratori a tempo indeterminato - conclude Satalia- si perderebbero centinaia di posti nell'indotto. E va fatta chiarezza anche sulle persone che vivono all'interno dell'ippodromo» Per Satalia «non c'è più tempo: o si avvia subito una fase chiara e responsabile, oppure la Capitale rischia di uscire definitivamente dal sistema ippico nazionale».