In Italia servono tante Milano per spingere la crescita

In Italia servono tante Milano per spingere la crescita

Milano, motore dell’Italia, rappresenta sempre più un modello socio economico da clonare per altre realtà che finalmente da inizio secolo hanno superato un certo provincialismo che ha sempre agito da rallentatore della crescita. Il peso attrattivo di Milano è sempre più ai livelli del 10 città globali, condizione che continua ad aprirle scenari positivi nei maggiori ambiti che disegnano lo sviluppo. Mi riferisco a quello finanziario per il quale le migliori banche del globo hanno, ormai da oltre dieci anni, insediato proprie presenze ragguardevoli per poter rispondere agli oltre 100 mila possessori di ricchezza che dispongono di oltre un milione di dollari al netto del patrimonio immobiliare. Alle banche si è associato un cospicuo numero di rappresentanze dei più importati portatori di business mondiali, che a loro volta hanno favorito la crescita dei valori immobiliari e l’utilizzo per la residenza dei loro dirigenti e funzionari, sempre più frequentemente seguiti dai famigliari. Non a caso la domanda di iscrizioni nelle scuole di lingua straniera si è almeno raddoppiato e molte volte triplicata. Altrettanto rilevante è stata la crescita di studenti e docenti universitari stranieri, condizione che ha valorizzato non solo gli atenei, ma anche la possibilità delle imprese di accedere a laureati formati in Italia e con il desiderio di rimanerci. Infine l’attrattività turistica ha avuto anch’essa multipli particolarmente rilevanti che si sono tradotti in moltiplicarsi di strutture di elevato standing, stimolando parimenti un rinnovamento di massima parte dell’offerta alberghiera di ogni livello. Il moltiplicatore dell’insieme dei dati citati ha portato Milano ai vertici nazionali del reddito procapite, portandolo a superare i 75 mila euro, ben oltre il doppio di quello nazionale, la cui incidenza funge da stimolo a una crescita che ha nei servizi finanziari, immobiliari e professionali un primo riferimento, con un contributo medio di ben oltre 27 mila euro per abitante, seguito da commercio, trasporti e telecomunicazioni, il cui contributo supera i 20 mila euro per residente. Sicuramente il modello si è avvantaggiato anche dal declino dell’altra maggior metropoli del nord italia, Torino, la quale, con l’uscita di scena della Fiat e un enorme ridimensionamento del Sanpaolo, convenuto a nozze con Intesa e riposizionato a Milano, ha fortemente calmierato il suo peso attrattivo, pur in presenza di un sostanzioso recupero nell’ambito turistico. La città che probabilmente potrebbe, anche per posizione geografica e capacità imprenditoriale, assurgere a posizioni di rilevanza anche internazionale è sempre più Bologna, la quale con i suoi quasi 50 mila euro di reddito procapite, già oggi superiore di oltre un terzo a quello nazionale, è seconda solo a Milano e aspira ulteriori affermazioni, grazie ad un trend di crescita costante negli ultimi dieci anni. L’Italia è e sarò sempre meno trainata dall’industria, già oggi superata per numero di occupati dal terziario e servizi e per incidenza sul Pil domestico, tutte componenti che si annidano fondamentalmente nelle città. Servirebbero decine di clonazioni di Milano nel nostro Paese, una politica orientata a sostenerne l’evoluzione attrattiva, con trasporti efficienti e ben collegati, funzionerebbe da motore per riuscirci.

Sarah Schleper, 46 anni, e suo figlio Lasse, 18 anni, gareggeranno nello sci alpino sotto la bandiera del Messico

Sarah Schleper, 46 anni, e suo figlio Lasse, 18 anni, gareggeranno nello sci alpino sotto la bandiera del Messico

C’è chi accompagna i figli a scuola e chi, invece, li accompagna giù per una pista di slalom in piena Coppa del Mondo. Per Sarah Schleper, 46 anni, sette Olimpiadi alle spalle, lo sci alpino non è solo una carriera: […] L'articolo Madre e figlio sulle piste olimpiche: Sarah Schleper e Lasse Gaxiola scrivono la storia dei Giochi insieme sembra essere il primo su iO Donna .

Fine dell'incubo per i turisti del centro: arrestato il borseggiatore di Fontana di Trevi

Fine dell'incubo per i turisti del centro: arrestato il borseggiatore di Fontana di Trevi

Si aggirava nelle zone più affollate del centro storico di Roma, avvicinando i turisti, con vari escamotage, al fine di sottrarre loro portafogli, denaro e altri oggetti di valore. Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale del I Gruppo Centro Storico, che avevano raccolto alcune segnalazioni su tali episodi, hanno avviato dei controlli mirati, riuscendo a intercettare e arrestare l'uomo in azione a Fontana di Trevi, intento a sottrarre un telefono cellulare dalla tasca del cappotto di una turista. Nonostante le minacce rivolte agli agenti e i tentativi di opporre resistenza ai controlli, il 49enne, di nazionalità algerina, è stato bloccato e condotto negli uffici di via della Greca per gli accertamenti di rito, al termine dei quali è stato arrestato per furto, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. La refurtiva, immediatamente recuperata, è stata restituita alla persona derubata, una turista di nazionalità lettone di 59 anni di età, la quale ha sporto denuncia nei confronti dell'uomo. Ad esito del processo con rito direttissimo avvenuto ieri, per il 49enne, con diversi precedenti specifici a suo carico, è stato disposto il trasferimento immediato nella casa circondariale di Rebibbia. Roma e i suoi turisti saranno un po' più sicuri.

Scontro cult tra Valentina Nappi e Pillon: "Ma ti puoi fare una s*ga o no?"

Scontro cult tra Valentina Nappi e Pillon: "Ma ti puoi fare una s*ga o no?"

Due visioni opposte quelle di Valentina Nappi, famosa attrice di film per adulti, e l'ex senatore Simone Pillon legato a doppio filo al mondo cattolico. Nella puntata di mercoledì 11 febbraio de L'aria che tira, su La7, il tema del confronto è la tassa etica, l'addizionale fiscale del 25% che si applica sui redditi derivanti dalla produzione e distribuzione di materiali a luci rosse, anche su quelli che passano da OnlyFans per dire. Nappi è totalmente contraria e tra le varie argomentazioni che propone c'è, per esempio, il rischio che film d'autore con riferimenti espliciti possano incorrere nel regime aggravato. Insomma, oltre a penalizzare chi fa legittimamente questo tipo di attività tra adulti consenzienti ci rimette anche la cultura... Pillon dal canto suo osserva che lo Stato "ha tutto il diritto di incentivare o disincentivare con la leva fiscale le attività che ritiene utili o non utili per la società. Lo fa con il tabacco o lo fa, per esempio, con il gioco d'azzardo". A questo punto l'attrice sbotta: "Ma come si fa a paragonare il gioco d'azzardo alla rappresentazione della sessualità? È una cosa antiscientifica!". L'ex senatore ribatte che questi contenuti creano problemi di dipendenza, pericolosi soprattutto per i minori. Anche questo per Nappi è "antiscientifico", ma Parenzo la ammonisce: "L'accesso a questi contenuti da parte di minori è un grandissimo tema oggettivamente". L'attrice ribatte che la categoria di minore è troppo ampia: "Va dai 0 ai 18. Ma 16 anni ti puoi fare una se*a o no?", domanda agli interlocutori che rimangono spiazzati e divertiti.

“Il mio Nilak era in overdose di cocaina, ero terrorizzata e sotto shock. Pensavo di doverlo sopprimere”: un husky ha rischiato la morte dopo aver ingerito droga

“Il mio Nilak era in overdose di cocaina, ero terrorizzata e sotto shock. Pensavo di doverlo sopprimere”: un husky ha rischiato la morte dopo aver ingerito droga

Gli strani movimenti con la testa, la perdita di equilibrio e la corsa in ospedale: un husky ha sfiorato la morte dopo aver mangiato un fazzoletto contaminato con della cocaina. A raccontare la storia è stata Sara Bell, la padrona di Nilak, uscita con il suo amico a quattro zampe per la passeggiata abitudinale nell’area […] L'articolo “Il mio Nilak era in overdose di cocaina, ero terrorizzata e sotto shock. Pensavo di doverlo sopprimere”: un husky ha rischiato la morte dopo aver ingerito droga proviene da Il Fatto Quotidiano .

Lega a due facce sul sostegno all'Ucraina: in Italia a favore mentre in Europa sta con Vannacci

Lega a due facce sul sostegno all'Ucraina: in Italia a favore mentre in Europa sta con Vannacci

La Lega in versione Dr. Jekyll e Mr. Hyde: in Italia si vota a sostegno dell'Ucraina, in Europa invece si segue il generale Vannacci, votando contro il prestito Ue da 90 miliardi a Kyiv . La posizione del Carroccio a Roma, dove oggi si è votato sulla questione di fiducia posta dal governo al decreto ucraina (entrambi approvati), è infatti diametralmente opposta a quella espressa a Bruxelles. Nella sua dichiarazione di voto, il deputato leghista Paolo Formentini ha fatto un discorso ultra filoucraino: "Come Lega" annunciamo "il pieno sostegno, la fiducia a questo governo di centrodestra, l'unico governo di centrodestra possibile, con un pensiero ai 300mila del sobborgo di Kiev, senza elettricità, al freddo e al gelo dell'inverno ucraino. Noi siamo qui, come Lega, per ribadire che è nostro dovere aiutare" il popolo ucraino "che soffre e lo facciamo ribadendo con forza la nostra posizione, la nostra volontà di pace, il nostro appello alla diplomazia perché si arrivi presto alla conclusione di questo conflitto". D'altronde la fiducia posta dal governo influenza anche le scelte dei partiti come la Lega, tendenzialmente timidi nello spendere parole d'amore per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma votare contro al testo avrebbe significato votare contro il governo stesso. "La speranza" della pace "può concretizzarsi solo se noi oggi voteremo per inviare aiuti all'Ucraina - continua Formentini - perché è evidente che se oggi l'Ucraina fosse totalmente invasa, come ha rischiato di essere dall'inizio del conflitto, non potremo parlare di pace, di difendere un popolo, di mandare gli aiuti. Aiuti che la Lega ha voluto che fossero prioritariamente umanitari, come ha voluto il leader della Lega Salvini, e si chiarisse che le armi italiane non devono essere usate per attaccare un popolo, ma per difendere un popolo che viene costantemente aggredito". Se da Montecitorio le parole per descrivere l'attaccamento leghista al destino del popolo invaso si sono sprecate, dopo il voto contrario di ieri all'europarlamento da parte di tutti e sette i leghisti ( otto con l'ex Vannacci) il silenzio è stata una scelta comune: non una dichiarazione personale né tantomeno una nota di partito. Insomma a Bruxelles la lega cala la maschera e si scopre vannacciana, con tutto il silente imbarazzo che ne consegue.