Le perplessità della Virtus su Roma in Nba: "Rispettare tradizione e identità"

Le perplessità della Virtus su Roma in Nba: "Rispettare tradizione e identità"

L'ombra della Nba Europe si allunga sulla Capitale, dove tra entusiasmo e curiosità per il nuovo progetto si registra anche la perplessità della Virtus Gvm Roma 1960. Il club capitolino è impegnato in Serie B e, dopo aver rilevato anche la Virtus Roma per acquisirne il logo, punta a raggiungere la Serie A. Sul campo, dopo che la scorsa estate era stata valutata e poi accantonata la possibilità di un doppio salto con l'acquisizione di Cremona. Proprio l'ipotesi di un preaccordo (smentito dal club lombardo) con la cordata americana capeggiata dall'ex Dallas Mavericks Donnie Nelson e l'accelerazione verso la creazione di una nuova Roma in Serie A rischia di ripercuotersi sulla stessa Virtus, che pure rivendica il suo ruolo nella rinascita del basket romano dopo la dolosa scomparsa dalla Serie A nel dicembre 2020. «Continuo a leggere ricostruzioni creative – spiega in una nota ufficiale del club il presidente Massimiliano Pasqualini - rispetto a progetti faraonici che ambirebbero a ‘riportare' il grande basket a Roma, ‘paracadutando' un nuovo team attraverso l'acquisto di titoli sportivi altrui, consolidati altrove. Faccio notare che il basket a Roma è già tornato, basta affacciarsi al palazzetto di viale Tiziano nuovamente affollato da migliaia di appassionati alle nostre partite. Pasqualini sottolinea che il movimento «è ripartito con forza negli ultimi anni grazie al nostro impegno, e ai risultati della Virtus come quelli della bellissima esperienza universitaria della Luiss. E abbiamo un piano chiaro per continuare a crescere e riportare la Virtus all'altezza della sua storia e il basket romano ai vertici. Un progetto solido e sostenibile basato sui fatti non sulle chiacchiere, sui risultanti costruiti sul parquet, non comprati a tavolino. La Virtus GVM Roma 1960 oggi è prima in classifica, si appresta a giocare le Final Four di Coppa Italia a Rimini, ha riportato a casa lo storico logo Virtus e restituito una prospettiva ai tifosi, con l'orgoglio di chi è rinato dal nulla grazie al sudore e alla passione». La nota prosegue facendo leva sulle tifoserie. «Pensare di costruire qualcosa a partire da nomi altisonanti e manovre che prevedono il trasferimento di titoli da altre città è offensivo - si legge - in primo luogo per una tifoseria che si è stretta attorno a noi proprio perché abbiamo scelto la via della dignità e della scalata sportiva. Roma non ha bisogno di una franchigia ‘costruita in laboratorio' o di un basket ‘di plastica' che ignora il tessuto sociale e sportivo della città. I tifosi della Virtus si sono rigenerati con noi, partendo dalle minors, e meritano rispetto, non operazioni a tavolino». Secondo Pasqualini, l'operazione NBA Europe. «Sulla carta - aggiunge - può rappresentare un'opportunità positiva ma attenzione: legare il futuro della pallacanestro romana esclusivamente a logiche di marketing americano, senza una base solida e senza il rispetto del merito sportivo italiano, rischia di creare un danno incalcolabile. Se il progetto NBA Europe dovesse subire rallentamenti o mutare forma, cosa resterebbe di una squadra senza radici? Soltanto macerie. La Virtus GVM Roma 1960, incarna la tradizione e il futuro di un'identità a cui non si può rinunciare per far contento chi vede lo sport solo come un asset finanziario». «Il nostro obiettivo - rilancia Pasqualini, guardando alle Final Four di Coppa Italia Lnp a metà marzo e allo scontro diretto contro Livorno - è il parquet. Ai nostri tifosi dico: non fatevi distrarre dalle sirene. Domenica a Livorno come il 14 e il 15 marzo a Rimini giocheremo per voi e per dimostrare che il basket a Roma sta tornando grande nonostante qualcuno non se ne sia accorto».

Addio a Zichichi, Giuli: "Uomo di scienza e di pace. Un modello di dialogo”

Addio a Zichichi, Giuli: "Uomo di scienza e di pace. Un modello di dialogo”

AGI - "Apprezzavo particolarmente in lui la sua doppia natura di scienziato e di credente": cosi' il vescovo Marcello Sanchez Sorondo ha ricordato Antonino Zichichi nell'omelia pronunciata durante i funerali solenni celebrati nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma, alla presenza, tra gli altri, del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Sanchez Sorondo ha rievocato il legame personale con il fisico, spiegando di averlo conosciuto quando San Giovanni Paolo II gli chiese di introdurlo alla Pontificia Accademia delle Scienze, e ha sottolineato come, nelle sue ultime apparizioni pubbliche, Zichichi abbia spesso dichiarato di essere "profondamente innamorato di Dio". Nel corso dell'omelia, è stato ripercorso anche il profilo scientifico dello studioso, inserito "nella grande tradizione italiana di fisici di fama internazionale, a partire da Galileo Galilei, Enrico Fermi ed Ettore Majorana", con un richiamo alle ricerche nella fisica delle particelle, nucleare e subnucleare e agli studi sull'antimateria. Il vescovo ha infine richiamato uno dei temi centrali del pensiero di Zichichi, il rapporto tra fede e scienza, ricordando come egli sostenesse che "la scienza e la fede non sono in antitesi, ma sono in armonia tra loro, in quanto entrambi sono doni di Dio". Ai funerali nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica a Roma, ha partecipato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Presenti anche per il governo i ministri Anna Maria Bernini e Alessandro Giuli. Giuli, uomo straordinario e modello da seguire "Abbiamo partecipato alle esequie di una persona straordinaria, uno scienziato, un uomo di conoscenza, di fede e soprattutto di pace che ci ha lasciato non soltanto studi straordinari, ma anche un modello da seguire, quello del dialogo e del confronto, al di là di ogni ideologia e appartenenza". Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a margine dei funerali del fisico Antonino Zichichi in Piazza della Repubblica

Il ddl anti-immigrati e i rischi nefasti del blocco navale

Il ddl anti-immigrati e i rischi nefasti del blocco navale

Di “blocco navale” non si parla nel testo del ddl approvato ieri che, contro il soccorso ai migranti, prevede la possibilità di chiudere il mare territoriale. Al governo non dispiace, però, l’espressione giornalistica: il fermo navale fu uno degli slogan con cui Giorgia Meloni vinse le elezioni, e il suo elettorato più esigente chiede conto […]

**Ue: Conte, 'Meloni si è messa in braccio a Merz, per Italia nessun vantaggio'**

**Ue: Conte, 'Meloni si è messa in braccio a Merz, per Italia nessun vantaggio'**

Roma, 13 feb. (Adnkronos) - "Noi abbiamo bisogno di rivedere quel patto di Stabilità, firmato da Meloni, che ci penalizza fortemente. Ci troviamo con delle clausole di vincoli di bilancio, con questo piano di riarmo e questa transizione militare, che possono essere superate solo per le armi. E follia su follia è stato detto che Stati che non hanno capacità fiscale, come l'Italia, possono fare ricorso ai fondi di coesione". Lo dice Giuseppe Conte intervenendo in collegamento all'iniziativa M5S a Genova 'La manovra di guerra'. "Si è appena concluso in Belgio un vertice in cui Meloni si è messa in braccio a Merz, con grande enfasi. Ma quale vantaggio questo produce per l'Italia? Il patto di Stabilità non viene discusso, gli eurobond andavano resi strutturali e invece oggi questo asse con Merz è un asse di accondiscendenza verso una posizione storica della Germania contro gli eurobond". Si parla di "geometria variabile ma noi con chi ci troviamo? Con chi vuole diventare una super potenza militare come la Germania? Quale è il nostro vantaggio? Non c'è". E, osserva, "in questo momento, in Germania i sondaggi danno favoriti Afd di estrema destra. Se fossero confermati alle prossime elezioni, avremmo l'estrema destra al governo, in una Germania superpotenza militare". "Noi siamo pacifisti ma non antimilitaristi. Noi siamo per una difesa comune europea ma questa richiede un modello e un progetto comune" mentre una corsa al riarmo dei singoli Stati "in modo folle e disorganico, non ci porta a contrastare il declino deal'Europa, anzi affonderemo ancora di più in un precipizio in cui non avremo più diritto alla sanità pubblica, alla scuola, all'istruzione. Qui si sta passando da una transizione ecologica a una transizione verde militare".