Jannik Sinner, la profezia di Bublik: "Lui e Alcaraz fuori ai quarti, poi il caos"

Jannik Sinner, la profezia di Bublik: "Lui e Alcaraz fuori ai quarti, poi il caos"

Alexander Bublik dice quello che in molti pensano, ma che quasi nessuno nel circuito ha il coraggio di ammettere ad alta voce. Ospite del podcast Nothing Major, il tennista kazako si è lasciato andare a una riflessione tanto ironica quanto spietatamente realistica sul momento che vive il tennis maschile, dominato da due figure ingombranti come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Parlando con Sam Querrey , Bublik ha raccontato il clima che si respira negli spogliatoi tra i giocatori che stanno subito dietro ai fenomeni: “Non ho mai sentito nessuno di noi ‘altri’ dire davvero: voglio vincere uno Slam — le parole del kazako —, Nemmeno ‘forse posso farcela’”. Una frase che fotografa bene una sorta di rassegnazione collettiva. “L’idea generale è provare ad arrivare il più vicino possibile, sapendo però che prima o poi perderai contro uno di quei due — ha aggiunto —. Ed è probabilmente la parte più dura da accettare”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46234012]] Secondo Bublik, il problema non è solo tecnico, ma mentale. La consapevolezza di dover superare Sinner o Alcaraz in un torneo lungo cinque set finisce per pesare ancora prima di scendere in campo. E allora il kazako si diverte a immaginare uno scenario alternativo , quasi fantascientifico: “Pensate se Sinner e Alcaraz uscissero per un colpo di fortuna — aggiunge —. Se ai quarti di finale ci ritrovassimo tutti noi altri… sarebbe il caos”. L’esempio che fa è Wimbledon, il tempio del tennis: “Immaginate: fuori Djokovic, fuori Alcaraz, fuori Sinner. Sarebbe una follia totale. Tutti sentirebbero una pressione enorme, perché improvvisamente vincere diventerebbe possibile”. Un sogno, forse, o un incubo, a seconda dei punti di vista. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46251656]]

Bosnia: difesa ex camionista, 'estraneo ad accuse, mai sparato e verrà dimostrato'

Bosnia: difesa ex camionista, 'estraneo ad accuse, mai sparato e verrà dimostrato'

Milano, 9 feb. (Adnkronos) - "Il mio assistito ha risposto alle domande del pubblico ministero. Ha ribadito la sua assoluta estraneità ai fatti e confida che a questo punto la magistratura, e ci pare che sia così, verifichi, accerti la sua assoluta estraneità". Lo afferma l'avvocato Giovanni Menegon difensore dell'ex autotrasportatore di 80 anni interrogato in procura a Milano e accusato di essere tra i cosiddetti 'cecchini del week end', cittadini che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. Il pensionato, indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili, ha risposto per circa un'ora e ha negato non solo di aver sparato, ma anche di essere stato in Bosnia.

Malattia di Crohn, solo 1 paziente su 3 riceve supporto nutrizionale

Malattia di Crohn, solo 1 paziente su 3 riceve supporto nutrizionale

Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) - Sebbene il 73% dei pazienti riconosca l'importanza dell'alimentazione nella gestione della malattia di Crohn, solo il 32% riceve indicazioni nutrizionali da un professionista, mentre oltre il 60% è costretto a rivolgersi privatamente a un nutrizionista. Inoltre solo l'11,7% dei pazienti conosce la Cded (Crohn's disease exclusion diet), l'unica strategia nutrizionale supportata dalla letteratura scientifica. E' quanto emerge da una nuova indagine condotta da Silvio Danese e Ferdinando D'Amico, rispettivamente direttore e medico gastroenterologo dell'Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano. La ricerca, sviluppata con il supporto di Nestlé Health Science nell'ambito della campagna 'Più Crohnsapevoli - Per una nutrizione consapevole', rivela un significativo divario tra la crescente consapevolezza del ruolo terapeutico della nutrizione e l'effettivo accesso dei pazienti a un supporto specialistico. Lo studio, che ha coinvolto 222 pazienti italiani, evidenzia anche che l'80% presenta una localizzazione ileale, sede in cui la nutrizione ha un impatto diretto sull'assorbimento dei nutrienti; sul piano terapeutico, il 76% dei pazienti è in trattamento con terapie biologiche. "Per i pazienti con malattia di Crohn - afferma Danese - è fondamentale poter accedere a dietisti dedicati e formati su questa patologia: è una delle richieste più frequenti che riceviamo in ambulatorio, perché i pazienti vogliono sapere concretamente cosa possono e cosa non possono mangiare. Oggi abbiamo evidenze sempre più solide che la dieta, anche in combinazione con le terapie biologiche, può contribuire a indurre e mantenere la remissione. Eppure, dalla nostra indagine emerge che solo un terzo dei pazienti viene inviato a uno specialista della nutrizione. E' proprio per colmare questo divario che iniziative come la campagna Più Crohnsapevoli sono fondamentali: per aiutare i pazienti a capire che l'approccio nutrizionale è parte integrante della terapia e può migliorare in modo concreto gli outcome e la qualità di vita". La ricerca fotografa anche la dimensione emotiva e sociale della malattia: il 71% dei pazienti dichiara di dover rinunciare a cene, uscite con amici o momenti di convivialità, una percentuale che sale al ulteriormente durante le riacutizzazioni. Il peso psicologico è altrettanto significativo: i pazienti lamentano ansia, frustrazione, imbarazzo nella gestione quotidiana della malattia. "I risultati della nostra indagine - commenta D'Amico - mostrano chiaramente come, nonostante una crescente attenzione al ruolo della nutrizione, esista ancora un divario importante tra i bisogni dei pazienti e l'organizzazione dei percorsi di cura. La fatigue, ovvero la stanchezza persistente, emerge come uno dei sintomi più frequenti e invalidanti anche in remissione ed è spesso legata a carenze nutrizionali e a uno stato infiammatorio persistente. Questo sintomo è associato alla presenza di infiammazione cronica, che può compromettere la funzione intestinale. Il nostro studio aveva proprio l'obiettivo di indagare l'impatto dell'alimentazione nella gestione dei pazienti con Crohn e di identificare i principali bisogni ancora non soddisfatti nel loro percorso di cura". Alla luce di questi dati - riporta un nota - appare evidente la necessità di una gestione più strutturata e multidisciplinare della malattia di Crohn, che unisca terapia farmacologica, supporto nutrizionale e sostegno psicologico in un percorso continuativo e accessibile. E' proprio in questa direzione che si inserisce l'impegno di Nestlé Health Science, che con la campagna 'Più Crohnsapevoli - Per una nutrizione consapevole' sostiene la diffusione di una maggiore cultura nutrizionale e la collaborazione tra clinici, istituzioni e pazienti per migliorare la qualità di vita delle persone affette da Mici.

Tricarico spiana Ghali: "Si lamenta per l'inno? Allucinante"

Tricarico spiana Ghali: "Si lamenta per l'inno? Allucinante"

Francesco Tricarico contro Ghali . Attraverso un video diffuso su Instagram, il cantautore le suona - nel vero senso della parola - al rapper. Al centro le polemiche sollevate da Ghali sulla sua presenza alla cerimonia di inaugurazione di Milano-Cortina. Tra queste la lamentela sull'inno d'Italia con Ghali che ha detto di non aver potuto cantarlo. Da qui la stoccata di Tricarico: "Ghali dovrebbe solo essere riconoscente, invece poverino si lamenta. Gli italiani cattivi non gliel'hanno fatto fare perché è un italiano di seconda generazione. Ma vaff**, questa gente è allucinante". Solo poche ore prima di rilasciare il nuovo brano, Ghali aveva pubblicato suoi social una lunga lettera, scritta in italiano, inglese e arabo, nella quale denunciava di essere stato escluso dall’esecuzione dell'inno di Mameli durante la cerimonia di apertura dei Giochi, dopo un primo invito da parte degli organizzatori. "Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo - ha scritto -. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro". Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da tricarico (@tricarico_official)

Rider: pm Milano dispone controllo giudiziario per Foodinho-Glovo

Rider: pm Milano dispone controllo giudiziario per Foodinho-Glovo

Milano, 9 feb. (Adnkronos) - Il pubblico ministero di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso Glovo. L'accusa è che ai rider, oltre 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà", in particolare "inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva", somma che "sicuramente non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali". L'intervento della Procura di Milano si inserisce nel tentativo - si legge nel provvedimento di oltre 50 pagine - "di rimuovere quelle 'situazioni tossiche' che hanno creato l'humus favorevole perché un ambito lavorativo si trasformasse, in fin dei conti, in occasione di illeciti attinenti al diritto penale del lavoro".

Rider: pm Milano dispone controllo giudiziario per Foodinho-Glovo

Rider: pm Milano dispone controllo giudiziario per Foodinho-Glovo

Milano, 9 feb. (Adnkronos) - Il pubblico ministero di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso Glovo. L'accusa è che ai rider, oltre 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà", in particolare "inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva", somma che "sicuramente non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali". L'intervento della Procura di Milano si inserisce nel tentativo - si legge nel provvedimento di oltre 50 pagine - "di rimuovere quelle 'situazioni tossiche' che hanno creato l'humus favorevole perché un ambito lavorativo si trasformasse, in fin dei conti, in occasione di illeciti attinenti al diritto penale del lavoro".