Ilaria Salis, occupazioni abusive? Ko in Pe e umiliata da FdI: "Fuori di casa"

Ilaria Salis, occupazioni abusive? Ko in Pe e umiliata da FdI: "Fuori di casa"

Ilaria Salis si è vista sbattere la porta in faccia da Strasburgo. L'emendamento dell'eurodeputata di Avs alla relazione finale della Commissione casa, che sarà votata dall'assemblea plenaria a marzo, è stato bloccato dal Pe . Negli emendamenti sottoscrutti dagli europarlamentari di Ecr Sberna, Magoni e Ciriani, "l’occupazione illegale di unità abitative può generare insicurezza, degrado urbano e tensioni sociali, minando la coesione sociale . Viene così riaffermato il principio di legalità, in particolare in quei quartieri che ogni giorno convivono con l’insicurezza causata dalle occupazioni abusive. – prosegue Sberna – Siamo stupiti dell’emendamento presentato dalla sinistra estrema, in cui si chiede di ‘combattere la criminalizzazione dell’occupazione collettiva degli alloggi sfitti’. L’emendamento della sinistra, giustamente decaduto in favore dei nostri, è una dissacrazione del principio di legalità ". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46296064]] Non si è fatta attendere la replica di Fratelli d'Italia che su X ha spiegato a chiare lettere perché si tratta di una splendida notizia: "Cattive notizie per Ilaria Salis: bocciato al Parlamento europeo il suo emendamento sulle occupazioni degli alloggi sfitti come risposta alla crisi abitativa. Passa invece la linea italiana che rafforza la tutela dei proprietari, con procedure legali più rapide ed efficaci per il recupero degli immobili occupati illegalmente, grazie a una proposta di Fratelli d’Italia. La proprietà privata è inviolabile : un principio che il Governo Meloni ha rimesso al centro e che oggi trova spazio anche in ambito europeo. È così che si difendono sicurezza e legalità". Cattive notizie per Ilaria Salis: bocciato al Parlamento europeo il suo emendamento sulle occupazioni degli alloggi sfitti come risposta alla crisi abitativa. Passa invece la linea italiana che rafforza la tutela dei proprietari, con procedure legali più rapide ed efficaci per il… pic.twitter.com/1KdPmUvGuQ — Fratelli d'Italia (@FratellidItalia) February 11, 2026

Epstein, Lutnick si difende: "Io sull'isola, ma nessun legame stretto"

Epstein, Lutnick si difende: "Io sull'isola, ma nessun legame stretto"

Roma, 11 feb. (askanews) - Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick ammette di aver pranzato sull'isola privata di Jeffrey Epstein nel 2012, ma nega di aver avuto legami stretti e prolungati con il finaziere pedofilo trovato morto in carcere nel 2019. Davanti alle richieste bipartisan di sue dimissioni, Lutnick in un'audizione al Senato si difende così: "Ho incontrato Jeffrey Epstein quando si è trasferito - quando mi sono trasferito anch'io - in una casa accanto alla sua a New York. E l'ho incontrato allora. Nei successivi 14 anni, l'ho incontrato altre due volte, che ricordo, due volte, e non l'ho più incontrato per sei anni", ha raccontato Lutnick. "Quindi sei anni dopo, l'ho incontrato e poi un anno e mezzo dopo, l'ho incontrato e mai più. Probabilmente in totale, e avete visto tutti questi documenti - questi milioni e milioni di documenti - ci sono forse 10 email che mi mettono in contatto con lui, in un periodo di 14 anni. Non ho avuto alcun rapporto con lui. Ho avuto a malapena a che fare con quella persona". In conferenza stampa, il deputato democratico Ted Lieu, ha ribadito la richiesta di dimissioni per Lutnick: "La nuova pubblicazione dei files di Epstein dimostra che Howard Lutnick ha mentito al popolo americano, ha fatto affari con Jeffrey Epstein. Ha visitato l'isola di Epstein e Howard Lutnick lo ha fatto sapendo quanto Epstein fosse malvagio". A sostenerlo "pienamente" c'è invece il presidente americano Donald Trump. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: "Il segretario Lutnick rimane un membro molto importante del team del presidente Trump e il presidente sostiene pienamente il segretario".

Mutande, il dispositivo conta-peti: non solo cifre, a cosa serve

Mutande, il dispositivo conta-peti: non solo cifre, a cosa serve

C’è chi conta i passi e chi le calorie. Da oggi si possono contare anche i peti . È stato infatti inventato un curioso dispositivo applicabile a qualunque paio di mutande capace di registrare quante flatulenze emettiamo nell'arco di una giornata. Ma attenzione, l'idea ha delle basi scientifiche: misurare questi dati può aiutare a capire meglio lo stato di salute dell’intestino e a costruire parametri di riferimento utili per valutare l’efficacia di diete, probiotici e altri interventi. Da questa intuizione prende forma una ricerca che punta a fare ordine in un ambito finora affidato più all’imbarazzo che alla scienza. Un team di ricercatori statunitensi - come ricorda FanPage.it - ha sviluppato un dispositivo tecnologico in grado di monitorare la produzione quotidiana di gas intestinali . Dai primi test è emerso che un adulto sano produce in media 32 flatulenze al giorno, un valore sorprendentemente più alto rispetto alle 14 stimate in precedenza. Un dato importante, perché senza uno standard di riferimento è impossibile stabilire quando si è davvero fuori norma. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45947723]] Gli autori dello studio ricordano che conosciamo bene i livelli ideali di glicemia o colesterolo, ma non quelli delle flatulenze, che riflettono direttamente l’attività del microbiota intestinale. Poiché l’equilibrio della flora batterica è coinvolto in digestione , metabolismo e sistema immunitario, i ricercatori hanno avviato la creazione di un vero e proprio " Atlante del Flatus Umano " (Human Flatus Atlas), pensato per definire i range di normalità e individuare possibili anomalie. La soluzione è stata aggirare le misurazioni invasive analizzando l’idrogeno presente nei gas attraverso le cosiddette "Smart Underwear", mutande intelligenti dotate di sensori elettrochimici capaci di lavorare 24 ore su 24 e applicabili "discretamente" a qualsiasi biancheria intima. Il dispositivo è stato progettato da un gruppo guidato da Brantley Hall e Santiago Botasini, che spiegano come l’idrogeno sia l’indicatore più prezioso, perché mostra "quando e con quale intensità il microbiota intestinale fermenta le fonti alimentari". Proprio questa misurazione oggettiva , sottolinea Hall, "ci offre l'opportunità di aumentare il rigore scientifico in un'area che è stata difficile da studiare". Il problema, aggiunge, è che "non sappiamo esattamente come si presenti la normale produzione di flatulenza" e senza un riferimento chiaro "è difficile sapere quando la produzione di gas di una persona è davvero eccessiva". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45948465]] Nel primo test settimanale, i partecipanti hanno giudicato confortevole il dispositivo e i sensori hanno registrato valori ben più elevati rispetto agli studi basati su autovalutazioni, incapaci di rilevare la produzione notturna. Le flatulenze osservate andavano da un minimo di 4 a un massimo record di 59 al giorno . In una seconda fase, con l’aggiunta di inulina alla dieta, le mutande smart hanno individuato con una precisione del 94,7 percento l’aumento dell’idrogeno in 38 adulti sani, dimostrando un’elevata sensibilità. I prossimi passi prevedono il coinvolgimento di migliaia di volontari, dai cosiddetti Zen Digesters agli Iperproduttori di idrogeno, per mappare in modo definitivo la variabilità della produzione di gas. Come conclude Hall, "L'Atlante del Flatus Umano stabilirà linee di base oggettive per la fermentazione microbica intestinale, che è una base essenziale per valutare come gli interventi dietetici, probiotici o prebiotici modificano l'attività del microbioma". I risultati dello studio "Smart underwear: A novel wearable for long-term monitoring of gut microbial gas production via flatus" sono stati pubblicati sulla rivista Biosensors and Bioelectronics: X. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45851652]]