“Stavo seguendo una lezione di meccanica quando ho ricevuto foto orribili”, la testimonianza di uno studente sopravvissuto in Canada

“Stavo seguendo una lezione di meccanica quando ho ricevuto foto orribili”, la testimonianza di uno studente sopravvissuto in Canada

Stava seguendo una lezione di meccanica quando ha cominciato a ricevere “foto orribili”. È la testimonianza di uno studente della scuola di Tumbler Ridge, nella British Columbia canadese, dove una donna ha portato a termine una strage prima di togliersi la vita. Parlando all’emittente pubblica Cbc, ha raccontato che stava seguendo una lezione di meccanica, […] L'articolo “Stavo seguendo una lezione di meccanica quando ho ricevuto foto orribili”, la testimonianza di uno studente sopravvissuto in Canada proviene da Il Fatto Quotidiano .

'Ricerca Circolare', parte la nuova campagna di Roche Italia

'Ricerca Circolare', parte la nuova campagna di Roche Italia

Monza, 11 feb. (askanews) - Sempre in prima linea per la ricerca scientifica. Roche Italia lancia la nuova campagna 'Ricerca Circolare', per raccontare da un punto di vista differente e più autentico il mondo della ricerca scientifica. Un mondo in cui Roche da sempre crede investendo tempo e risorse, vedendolo inoltre parte integrante della sua missione strategica. Ne ha parlato Anna Maria Porrini di Roche Italia: "Abbiamo concepito questa campagna, che si chiama "Ricerca Circolare", che ha proprio l'obiettivo di valorizzare la ricerca nel sistema Paese. E lo facciamo con due elementi portanti: il primo è "Ricerca Circolare Magazine", una rivista in cui affrontiamo proprio la ricerca scientifica con la prospettiva sociale, economica e industriale, e l'altro si chiama "Ricerca Circolare Lab". Si tratta di incontri multidisciplinari che vedono i vari soggetti interessati, possono essere esperti, istituzioni, industrie, associazioni di pazienti lavorare insieme, confrontarsi proprio sul valore della ricerca stessa per far si che venga realmente percepito come un bene comune". La ricerca è un motore tanto invisibile quanto fondamentale per ogni paese. Per Roche in Italia si traduce in 155 studi sponsorizzati e più di 4000 pazienti coinvolti. E a essere coinvolte sono anche tutte le parti della filiera. Da quella industriale, a quella medica passando per l'istituzionale. Ne ha parlato Alessandro Venturi, Presidente Fondatore di IRCCS Pol. San Matteo Pavia: "Senza ricerca non si possono vincere le sfide per curare le malattie che fino ad oggi non possiamo curare. La ricerca è la base per poter curare le persone meglio e in modo più appropriato. Il dialogo tra istituzioni, le istituzioni sanitarie nazionali, i grandi centri di ricerca e il mondo dell'industria è fondamentale, perché oggi è nel mondo dell'industria che si coltivano le aspettative per nuovi farmaci, nuove terapie e nuove tecnologie per affrontare le grandi sfide della salute del nuovo millennio". Una tavola rotonda dove guardarsi negli occhi e confrontarsi. Per sviluppare strategie comuni e capire soprattutto come rendere disponibili a tutti soluzioni terapeutiche innovative, come sottolineato da Carlo Riccini, Direttore Generale Farmindustria: "La ricerca clinica è sicuramente un grande valore sviluppato dall'industria farmaceutica in Italia. E' un valore che di per sé nasce dalla collaborazione tra l'impegno delle imprese, l'impegno dei centri clinici e tanti soggetti tra cui per esempio società scientifiche e associazioni di pazienti. Quindi è importantissimo dialogare con con un incontro come quello organizzato da Roche, che da sempre pone grande attenzione alla ricerca clinica perché insieme si possono fare migliori analisi dello scenario, migliori analisi di quello che serve e quindi essere più produttivi per aumentare gli investimenti ". Ricerca è conoscenza. Ricerca è sviluppo. Ricerca è opportunità. Quella di dare risposte concrete a beneficio del paziente finale.

DiMartedì, Gramellini e "la Meloni del weekend": cosa si inventa per infangarla

DiMartedì, Gramellini e "la Meloni del weekend": cosa si inventa per infangarla

"Nelle cancellerie si dice che esistono due Giorgia Melon i: quella dal lunedì al venerdì, che prova a fare la statista internazionale, che cerca di ridisegnare l'Europa, e quella del weekend che torna a indossare i panni più della capo partito che della presidente del Consiglio": Massimo Gramellini lo ha detto nello studio di Giovanni Floris a DiMartedì su La7, attaccando la presidente del Consiglio. Poi ha aggiunto: "Quando lei dice 'noi', nel weekend almeno, non si riferisce a tutti gli italiani ma solo alla sua parte e questo da un presidente del Consiglio è un po' bizzarro". Gramellini, poi, ha commentato le recenti dichiarazioni della premier, che ha definito nemici dell'Italia e degli italiani tutti quelli che hanno manifestato contro le Olimpiadi: "Penso che il presidente del Consiglio dovrebbe avere un po' più di senso di responsabilità in queste vicende. Ma questo fa parte di una cosa di cui abbiamo parlato tante volte, la narrazione vittimistica". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46290013]] Floris, inoltre, ha chiesto a Gramellini del nuovo partito di Roberto Vannacci , Futuro Nazionale: "Cosa sta succedendo a destra di Giorgia Meloni?". E lui ha risposto: "È interessante capire se Vannacci la Meloni riuscirà a tenerlo dentro la coalizione". Mentre sul caso del comico Andrea Pucci che ha rinunciato a Sanremo per gli insulti ricevuti, ha detto: "È lui che ha deciso di non andarci, ha avuto delle critiche anche ironiche, altre invece violente come capita spesso sui social, ma un personaggio pubblico se le può anche aspettare secondo me". "La Meloni del weekend": Gramellini a DiMartedì, ecco il video [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46272796]]

L’uso moderato di cannabis è associato a memoria e volumi cerebrali migliori, secondo uno studio

L’uso moderato di cannabis è associato a memoria e volumi cerebrali migliori, secondo uno studio

Un team di ricerca americano ha determinato che l'uso moderato di cannabis è associato a funzioni cognitive migliori e volumi superiori di specifiche aree cerebrali. Gli effetti neurocognitivi sono stati osservati in adulti tra i 40 e i 77 anni. La sostanza stupefacente potrebbe pertanto avere un impatto differente sulla salute cerebrale in base alle fasce d'età. I risultati dovranno essere confermati da studi più approfonditi. Continua a leggere

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all'impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l'attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l'economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l'approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l'Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d'imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell'energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all'anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l'utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l'impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell'edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all'impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l'attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l'economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l'approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l'Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d'imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell'energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all'anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l'utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l'impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell'edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all'impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l'attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l'economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l'approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l'Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d'imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell'energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all'anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l'utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l'impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell'edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.