L'obiettivo dichiarato degli azzurri è eguagliare il record stabilito a Lillehammer nel 1994. Siamo già a quota 17, eguagliato Pechino 2022. Inoltre abbiamo già stabilito un record: siamo sul podio in otto discipline diverse
« On ne peut pas avoir une économie avec neuf millions de personnes bénéficiant d’allocations sociales et un afflux massif d’immigrants. Je veux dire, le Royaume-Uni a été colonisé. Cela coûte trop (…)
Romina Power torna a parlare del momento più delicato della sua vita: la scomparsa di Ylenia Carrisi . Ospite di Radio 2 Stai Serena , il programma di Rai Radio2 condotto da Serena Bortone e Max Cervelli , la cantante ammette che "sparendo lei è venuto a mancare un punto cardine nella nostra famiglia. Era veramente un sole, un’intelligenza superiore , molto intellettuale, aveva una curiosità infinita del mondo e scriveva in una maniera incredibile". Le mancava "un esame per laurearsi" e "le avevano già offerto un lavoro". E ancora: "Nel momento più buio mi ha salvato il rosario, mi ha dato calma, una pace interiore. Del mondo dello spettacolo mi ha telefonato solamente Sophia Loren ". Una chiamata "da mamma a mamma, molto profonda". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45911593]] Ylenia è scomparsa a 23 anni a New Orleans. La ragazza sembra essere stata vista per l'ultima volta in hotel il 6 gennaio 1994: la titolare dell'albergo in cui alloggiava, Cindee Dale, dichiarò che la ragazza era uscita verso mezzogiorno e non era più tornata. A stare vicina all'ex moglie di Al Bano, anche la suocera: "Più che suocera - tiene a precisare -, una seconda mamma. Lei mi ha insegnato la semplicità della vita. Ridevamo insieme, scherzavamo". Parlando di amore, Romina non nega di aver voglia di innamorarsi. Anche se "al momento non lo sono. L’amore, la tranquillità, il contatto con la natura mi fanno stare serena. Vivo scalza quasi tutto l’anno". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45854331]]
I cantanti di Sanremo intonano "Azzurro" al Quirinale davanti a Mattarella
Sembra in via di soluzione uno dei problemi che attanagliano il settore culturale italiano: nella giornata di martedì 10 febbraio 2026 ho manifestato il mio apprezzamento per la risoluzione (Atto Senato n. 7-00035) depositata dal Movimento 5 Stelle in Senato (Commissione Finanze), primo firmatario Mario Turco (che è anche Vice Presidente del M5s), che impegna […] L'articolo Blocco dei crediti alla cultura, qualcosa si muove contro lo Stato esattore proviene da Il Fatto Quotidiano .
(askanews) — Uno dopo l’altro arrivano al Quirinale i cantanti in gara al Festival di Sanremo 2026, per essere ricevuti da Sergio Mattarella, che dopo essere stato il primo presidente della Repubblica a partecipare al Festival di Sanremo nel 2023, […] L'articolo Sanremo 2026 sbarca al Quirinale: il presidente Mattarella riceve i Big sembra essere il primo su iO Donna .
Zelensky: “Non accetterò accordi cattivi, semmai la guerra continua”
Ecco una coppia che farà riflettere con un film vissuto tra ombre e misteri. I protagonisti, per la prima volta insieme sul grande schermo, sono Robert Pattinson (della saga Twilight) e Zendaya (Spider-Man). La storia, che potrebbe essere definita una commedia, punta in realtà a lasciare senza fiato. Emma e Charlie, dopo un gioco apparentemente innocente, innescano tra loro una spirale di dubbi e sospetti. Affrontano il loro matrimonio con passione, ma vivono i momenti più belli all’ombra di scomodi segreti. Il film scorre sul fil rouge della tensione e della ricerca della verità nelle relazioni, portando i protagonisti – e il pubblico – a una domanda inevitabile: le persone in cui crediamo sono davvero sincere? Quanto sappiamo davvero di loro o, pur credendo di conoscerle, rimangono sempre un mistero? Scritto e diretto dal regista Kristoffer Boe, il film è prodotto da A24 e arriverà nei cinema italiani con I Wonder Pictures il 2 aprile, in contemporanea con l’uscita americana prevista il 3 aprile.
In un tempo che misura tutto, lo spazio, le prestazioni, le relazioni, abbiamo imparato a governare quasi ogni aspetto della nostra esistenza. Ottimizziamo le scelte, filtriamo le emozioni, gestiamo le connessioni. Swipe. Match. Blocco. Tutto reversibile. Tutto sostituibile. Tranne l' amore . L'unica “follia” che ci rende davvero umani. L'amore accade. Non si programma, non si calibra, non si mette in pausa. Alterando il ritmo del corpo e la percezione del tempo, espone alla vulnerabilità e al rischio. E proprio per questo, nell'epoca dell'efficienza e dell'algoritmo, è diventato culturalmente scomodo. Alla vigilia di San Valentino , la festa più simbolica e più commerciale del calendario sentimentale, la tentazione è ridurlo a un rituale rassicurante. Un cuore rosso, una cena, una promessa ben confezionata. Ma l'amore, se lo si guarda con gli strumenti della scienza, è tutt'altro che rassicurante. Non è solo un racconto culturale. È un fatto biologico. È scritto nel nostro cervello prima ancora che nelle nostre storie. Secondo il Prof. Piero Barbanti , Direttore dell'Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell' IRCCS San Raffaele di Roma e Ordinario di Neurologia all' Università San Raffaele , l'errore comincia già dal singolare. “Non esiste “l'amore”. Esistono gli amori: per il partner, per i figli, per gli amici, per gli altri, per la natura, per gli animali. Una geografia affettiva che attraversa il cervello e la storia evolutiva della specie”. L'amore nasce come impulso primario, necessario alla sopravvivenza. È l'istinto a restare uniti. È l'irrinunciabilità dell'altro. Non è una sovrastruttura romantica: è un programma inscritto nel sistema nervoso. “Quando ci innamoriamo” spiega Barbanti, “nel cervello si scatena una vera e propria tempesta neurochimica. L'ipotalamo rilascia sostanze che spiegano anche il cosiddetto “mal d'amore”: aumenta la dopamina, che genera euforia; cresce il nerve growth factor, associato al romanticismo; si innalza l'ossitocina, legata all'attaccamento; mentre la serotonina fluttua, contribuendo alla componente di pensiero ricorrente tipica dell'innamoramento. Per certi versi, i circuiti coinvolti somigliano a quelli delle dipendenze. Non è un caso che l'innamoramento abbia qualcosa di febbrile, di eccessivo, di leggermente irrazionale”. Eppure l'amore non coincide con la sola passione. Dal punto di vista neuroscientifico, quello autentico, implica dedizione e coraggio. “Amare significa esporsi, essere disposti al sacrificio” sottolinea il neurologo, “questo processo si associa a una modulazione dell'attività dell'amigdala, l'area cerebrale legata alla paura. È un dato che aiuta a distinguere con chiarezza ciò che amore non è: gelosia patologica, stalking e violenza non hanno alcuna radice nel vero legame affettivo. L'amore vero non distrugge, non possiede, non annienta. Protegge”. In un'epoca di connessioni permanenti e relazioni mediate dagli schermi, si pone una domanda inevitabile: può nascere amore senza presenza? “Se la storia dimostra che un legame può sopravvivere alla distanza” sostiene Barbanti, “è difficile immaginare che possa nascere senza contatto, vicinanza, scambio reale. Il cervello umano riconosce l'amore attraverso la prossimità, la condivisione sensoriale, l'esperienza reciproca”. Anche l'idea di un “amore sicuro” offerto dall'intelligenza artificiale, privo di conflitti, imprevedibilità e rischio, appare, secondo l'esperto, incompatibile con ciò che accade nel nostro sistema nervoso. “L'essere umano ama ciò che non può possedere totalmente, ciò che conserva una quota di mistero e alterità. Un profilo perfettamente programmato non può generare quell'elemento di imprevedibilità che il cervello riconosce come autentico legame. L'amore “non è un rischio biologico, al contrario, è il meccanismo che garantisce continuità, gratitudine, riconoscenza e coesione sociale”. Forse, alla vigilia di San Valentino , la vera domanda non è dunque se l'amore esista ancora. La domanda è se siamo ancora disposti a correre il rischio di sentirlo. Ne vale la pena? “In un mondo che pretende controllo e prevede alternative per tutto” conclude il neurologo, “l'amore resta l'unica dimensione che continua a sottrarsi alla logica della sostituibilità”. Ed è forse proprio questa irriducibilità a renderlo la nostra esperienza più profondamente umana. L'unica che non prevede un piano B.
Roma, 13 feb. (askanews) - Esce oggi su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica "Treni persi", il nuovo brano di Gabriele Lopez pubblicato dall'etichetta Maqueta Records. Una canzone intima e profonda, concepita come una lettera aperta dedicata a un padre che non c'è più, un dialogo sospeso tra riflessioni, bilanci e il peso di quei rimpianti che il tempo non riesce a cancellare. Il brano nasce dalla collaborazione artistica con Antonio Marcucci (chitarrista dei Tiromancino), che ne ha curato la produzione e gli arrangiamenti presso l'Amper Studio. Il risultato è una canzone in cui la chitarra acustica e la voce di Lopez si intrecciano a trame elettriche e ritmiche curate da Marcucci, creando un'atmosfera sonora densa di significato. "Treni persi" gioca su suggestioni visive e metaforiche. Il testo esplora il concetto di maree: eventi dirompenti e ingombranti che, una volta ritirati, lasciano segni indelebili e sedimenti nell'anima. La perdita diventa così una sorta di disorientamento spaziale, in cui la figura paterna appare irraggiungibile come un pianeta lontano o una stella persa negli spazi siderali, lasciando chi resta a misurarsi con un senso di vuoto incolmabile. "È una riflessione su tutto ciò che resta quando l'acqua si ritira - racconta Gabriele Lopez - In questo brano ho cercato di raccontare quel momento in cui ti guardi allo specchio e, nella tua immagine riflessa, ritrovi improvvisamente i lineamenti o i gesti di chi ti ha messo al mondo". Ad accompagnare il brano, un videoclip girato dalla regista Eleonora Maggioni. La narrazione visiva si sofferma su una serie di oggetti simbolici che richiamano legami profondi: libri, un vecchio quaderno, un'armonica a bocca, abiti appesi che conservano ancora una forma. Ogni elemento diventa un ponte tra il reale e l'immaginario, un tentativo di dare sostanza a un ricordo che rischia di svanire. Scelto come primo singolo del nuovo album di prossima uscita dal titolo "Disturbata mente", "Treni persi" rappresenta per Gabriele Lopez un ponte personale con le proprie radici. Il brano è dedicato alla memoria del padre, il noto attore e doppiatore Giorgio Lopez, scomparso nel 2021 e amato dal grande pubblico per aver prestato la voce a icone come Dustin Hoffman, Danny DeVito e John Cleese. Un'eredità artistica e umana che rivive in ogni nota di questa lettera aperta.
Il presidente della Cei firma un inedito documento congiunto con Aveline, Baetzing e Wojda sullo sfondo dei proclami di Trump e del risorgere dell’euroscetticismo